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 2017  aprile 04 Martedì calendario

L’amaca

Il tasso di irritabilità nazionale (TIN) non è misurabile con criteri scientifici, ma l’impressione è che sia alle stelle. Ci si offende molto, si offende molto, e a macchia d’olio sui media e sui social il livido si allarga e dà l’idea di un Paese bluastro. Illividito per intero, tranne (forse) in qualche monastero, in qualche romitaggio, in qualche cuore solitario e dunque lieto. Si litiga, ci si insulta e ci si impermalisce in televisione e nel Palazzo, si litiga tra i marmi e nel suburbio, tra i vippe e tra le pippe, da Bozen a Scilla.
Rimedi? Forse uno solo: ricordarsi che la lite e la zuffa sono uno dei capisaldi delle comiche. Le comiche sono il genere più prodigo di gente che si incazza e si malmena. Non per caso quando si litiga si è prevalentemente ridicoli. Sentite questa (vera): colpito casualmente al malleolo dal microfono lanciato in aria da Piero Pelù durante un concerto, fan deluso lo denuncia e viene insultato sul web dai fan non delusi che lo accusano di volersi fare pubblicità. Lui risponde che se al posto del suo malleolo c’era una bimba piccola, poteva morire. Possibili sviluppi: Pelù posta su Instagram una pomata riparatrice, l’Ordine degli Ortopedici lo denuncia per esercizio abusivo della professione medica, i fan ricorrono al Tar del Lazio. I Tar non del Lazio si offendono.