Corriere della Sera, 4 aprile 2017
La piazza di «Delitto e castigo»
«Non riusciva in alcun modo a capire e a spiegarsi come mai lui, che era così stanco, esausto, e avrebbe avuto tutte le ragioni per tornarsene a casa dalla via più corta, vi era invece tornato passando dalla piazza Sennaja, situata completamente fuori dalla sua strada. Non che fosse un gran giro, ma era del tutto superfluo. Certo, gli era successo decine di volte di tornare a casa senza nemmeno ricordare le vie percorse; ma perché, doveva domandarsi poi per sempre, perché quell’incontro così importante, così decisivo per lui, e insieme così estremamente fortuito, lì in piazza Sennaja dove non aveva nessun motivo di andare, perché quell’incontro proprio in quell’ora, in quel minuto della sua vita, e proprio mentre lui era in quello stato d’animo, e proprio nelle circostanze in cui poteva esercitare la più decisiva, definitiva influenza sul suo destino?... Accanto alle bettole seminterrate, nei sudici e puzzolenti cortili delle case di piazza Sennaja, e ancor più accanto alle osterie, si affollavano rivenduglioli e cenciaioli d’ogni specie. Raskol’nikov era attirato da quei luoghi...».