3 aprile 2017
APPUNTI PER GAZZETTA - STRAGE NELLA METROPOLITANA DI SAN PIETROBURGOLAREPUBBLICA.ITFuoco, fumo, morti e feriti nella metropolitana di San Pietroburgo
APPUNTI PER GAZZETTA - STRAGE NELLA METROPOLITANA DI SAN PIETROBURGO
LAREPUBBLICA.IT
Fuoco, fumo, morti e feriti nella metropolitana di San Pietroburgo. Subito si parla di almeno dieci morti e decine di feriti, alcuni dei quali gravi. E’ stata una bomba a fare strage dentro un vagone della metro, intorno all’ora di pranzo. L’esplosione, diranno poi gli artificieri, è stata causata "da un ordigno artigianale probabilmente lasciato su un vagone prima della partenza del convoglio", e quindi non da un terrorista kamikaze. Un ordigno reso ancora più pericoloso dall’aggiunta di "elementi lesivi", cioè riempito di schegge, chiodi e altri pezzi di ferro. Questa la prima ricostruzione dell’agenzia Interfax.
Momenti di terrore nel sottosuolo della seconda città russa. L’allarme scatta intorno alle due e quaranta ora locale (l’una e quaranta in Italia) dopo una violenta deflagrazione in un convoglio che correva in galleria, tra due diverse stazioni, la fermata del "Tekhnologicheskiy Institut" e la "Sennaya Ploshad", che è stata invasa dal fumo, tanto che in un primo momento si è parlato di due diverse esplosioni.
E poco dopo un secondo ordigno, rudimentale, viene effettivamente trovato ancora inesploso in una terza stazione, Ploshchad Vosstaniya, nei pressi della piazza della Rivoluzione. Occorrono ore per disinnescarlo.
Le prime immagini cominciano a circolare subito sui social e si vedono porte di un vagone sventrato, una fitta coltre di fumo, corpi stesi sulle banchine e passeggeri che fuggono terrorizzati verso le uscite. "Il conducente ha preso la decisione giusta, quella di non fermare il treno, ma portarlo alla stazione successiva, il che ha consentito di iniziare prontamente l’evacuazione e fornire assistenza ai feriti. Ciò ha contribuito a prevenire un numero di vittime più pesante" ha spiegato un portavoce della polizia. Un testimone dell’agenzia Reuters ha contato otto ambulanze nei pressi della stazione della metropolitana Sennaya Ploshchad. Chiusa l’intera tratta della metropolitana. Tutta la zona viene blindata da una cortina di sicurezza, sorvolata da elicotteri. E il governatore di San Pietroburgo, Georgy Poltavchenko, lancia un pubblico appello: "A voi cittadini di San Pietroburgo e agli ospiti della nostra città chiedo di essere vigili, attenti e prudenti e di comportarsi in maniera responsabile".
Si setacciano i filmati della sorveglianza e a metà pomeriggio comincia a circolare la foto del presunto attentatore: è un uomo di mezza età, con la barba e abito e copricapo neri. Sarebbe salito in metro alla fermata "Petrogradskaya", venti minuti prima dell’esplosione. Gli investigatori però ritengono che ad agire siano state due persone, così scrive Interfax citando fonti delle forze dell’ordine. "Uno di loro è colui che ha messo l’ordigno esploso nel vagone del treno, l’altro quello che ha lasciato la bomba, che non è esplosa, alla stazione Ploschad Vosstaniya", spiega l’agenzia di news russa.
Alcuni video mostrano persone ferite e sanguinanti stese sulle banchine, soccorse dai servizi di emergenza, in altri si vedono passeggeri in fuga in mezzo a nuvole di fumo, e altre immagini mostrano le porte divelte dei vagoni. Si setacciano le telecamere di sorveglianza per tentare di identificare il responsabile. Via via emergono altri dettagli sulle vittime, diffusi dal ministero della Salute russo: delle 10 vittime, sette sono decedute nella metro, una mentre veniva soccorsa e due in ospedale, per le ferite riportate. I feriti sono 37.
In città era presente anche il presidente russo Putin, che parlava a un convegno sui media e che nel pomeriggio avrebbe dovuto incontrare per colloqui il presidente bielorusso Lukašenko.
Subito il capo del Cremlino si è espresso (video): "Non è chiaro ancora quali siano le cause, le stiamo vagliando tutte, incluso il terrorismo" ha detto pochi minuti dopo l’esplosione, ed ha preso in mano il timone dei soccorsi. Putin aveva appena finito di parlare di internet e della necessità di lasciarlo "libero", pur vietando la circolazione di immagini pornografiche o incitamenti al suicidio, quando proprio sui social sono iniziate a circolare le prime foto dei corpi dei passeggeri. Subito si è messo in contatto con i servizi di sicurezza interni Fsb.
Il comitato anti terrorismo ha ordinato la chiusura e l’evacuazione di tutta la linea metropolitana, considerata anche una meta turistica perchè alcune stazioni sono tra le più belle al mondo. "Voglio esprimere il mio più sincero rammarico ai parenti delle vittime. Ho già parlato con i capi dei servizi, il direttore del Fsb. I corpi di polizia e servizi speciali sono al lavoro, faranno di tutto al fine di individuare le cause dell’incidente, per dare una valutazione completa di quello che è successo", così ancora Putin. E l’amministrazione di San Pietroburgo ha dichiarato tre giorni di lutto a partire da domani, come annunciato dal portavoce del governatore Andrey Kibitov su twitter, mentre in tutte le città della Russia sono state rafforzate le misure di sicurezza.
San Pietroburgo, Castelletti: "Esplosione nel giorno della sua visita: nuova sfida per Putin" Condividi
Il procuratore generale però non ha dubbi: "Si è trattato di terrorismo anche se la matrice è da individuare". Negli anni passati la Russia è stata il bersaglio di attacchi da parte di militanti ceceni e almeno 38 persone perserono la vita nel 2010, quando due donne kamikaze si fecero esplodere nella metropolitana di Mosca. E nel 2004 oltre 330 persone, metà delle quali bambini, morirono nel massacro di Beslan. Nel 2002 la polizia fece irruzione in un teatro di Mosca per porre fine a una presa di ostaggi e il bilancio finale fu di 120 ostaggi uccisi. Putin, allora primo ministro, nel 1999 lanciò una campagna contro il governo separatista nella regione meridionale di Cecenia e da presidente ha proseguito con la linea dura per porre fine alla ribellione. San Pietroburgo, Caracciolo: ’’Prezzo della guerra permanente di Putin contro l’islamismo radicale ’’ Condividi Messaggi di cordoglio da tutto il mondo. "#sanpietroburgo Sgomento per l’attentato nella Metro. Solidarietà alle famiglie delle vittime. Italia vicina a Governo e popolo russo", scrive su twitter il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni. "A lei e all’amico popolo russo il sentito cordoglio degli italiani tutti e mio personale", così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al presidente Putin. "Terribile. Eventi terribili accadono in tutto il mondo. E’ assolutamente una cosa terribile", questo il commento del presidente americano Donald Trump registrato dall’emittente tv CNBC.
LASTAMPA.IT
Una strage nella metropolitana di San Pietroburgo, la città di Vladimir Putin e di Dmitry Medvedev, riporta l’incubo terrorismo in Russia. Una bomba è esplosa su un convoglio che aveva appena lasciato la stazione di Ploshchad Sennaya, causando 14 morti e una quarantina di feriti ricoverati in ospedale, di cui sei in gravi condizioni. Un secondo ordigno inesploso è stato rinvenuto e disinnescato in un’altra stazione, Ploshchad Vosstania. Erano le 14,40 locali quando nel sottosuolo della seconda città russa si è scatenato l’inferno: le prime immagini hanno mostrato un vagone sventrato, avvolto in una coltre di fumo e i corpi stesi sulle banchine con i passeggeri in fuga. L’ordigno rudimentale, nascosto in una valigia 24 ore lasciata nel terzo vagone prima della partenza del convoglio, aveva la potenza di 200-300 grammi di tritolo, ma conteneva chiodi e frammenti di ferro per renderlo ancora più letale.
Il premier russo ha parlato di «attentato terroristico» e il Comitato investigativo nazionale ha aperto un’indagine. Secondo l’agenzia Interfax sono due le persone ricercate: «Uno è colui ha materialmente piazzato l’ordigno nella carrozza della metropolitana che in seguito è deflagrato, il secondo ha collocato la seconda bomba. Tutte le stazioni metro della città sono chiuse. Proclamati tre giorni di lutto cittadino.
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FILMATO IL PRESUNTO ATTENTATORE
Del primo uomo ricercato sono state mostrate le immagini, raccolte da una telecamera a circuito chiuso: indossa una “sashia” (tradizionale copricapo maschile portato da numerose popolazioni nel mondo islamico), una barba stile salafita (lunga e con i baffi quasi assenti), ed un lungo pastrano nero. È entrato nella stazione metro di Sennaia 20 minuti prima dell’esplosione dell’ordigno. Del secondo uomo non ci sono al momento immagini.
ESPLOSIONE CAUSATA DA UNA BOMBA ARTIGIANALE
A causare l’esplosione è stato un ordigno artigianale con una potenza equivalente a circa 200-300 grammi di tritolo. All’interno la bomba conteneva frammenti di proiettili, cioè il cosiddetto shrapnel, in grado di ferire un maggior numero di persone. Nel sottosuolo della seconda città russa si è scatenato l’inferno: le primi immagini hanno mostrato un vagone sventrato avvolto in una coltre di fumo e i corpi stesi sulle banchine con i passeggeri che fuggono verso le uscite.
Per il Comitato investigativo russo, il macchinista del treno ha agito correttamente, scegliendo di non fermare il convoglio e di proseguire sino alla successiva stazione, e potrebbe così aver salvato delle vite. Ciò ha permesso che il treno fosse immediatamente evacuato e che le vittime potessero essere soccorse in fretta. «E’ possibile che ciò abbia contribuito a evitare che ci fossero altri morti», ha dichiarato ancora il Comitato.
FARNESINA AL LAVORO PER VERIFICARE EVENTUALE PRESENZA ITALIANI
L’Unità di crisi della Farnesina è al lavoro con il consolato per verificare se siano coinvolti connazionali. La strage arriva a poco più di un anno dall’attentato alla metropolitana di Bruxelles del 22 marzo 2016: anche in quel caso la bomba esplose su un convoglio in viaggio tra due stazioni, Malbeek e Schuman, causando una ventina di morti. San Pietroburgo era finita indirettamente nel mirino cinque mesi prima, nell’ottobre 2015, in quanto era la destinazione dell’aereo russo della Metrojet precipitato con 224 persone a bordo a causa di una bomba esplosa dopo il decollo da Sharm-el-Sheikh, in Egitto.
MEDVEDEV: “TERRORISMO”
Quello di San Pietroburgo è stato un attentato terroristico, ha affermato il premier russo Dmitri Medevev citato dalla Tass. «I feriti nell’attentato terroristico avranno tutta l’assistenza necessaria», ha scritto il premier in un post su Facebook: «Le mie condoglianze ai parenti delle vittime, il nostro è un dolore condiviso». Anche il presidente Putin, in città per un convegno, non aveva escluso l’ipotesi: «I motivi al momento non sono chiari, non escludiamo nessuna pista: né quella criminale, né quella terroristica».
RUSSIA BERSAGLIO DI NUMEROSI ATTENTATI NEGLI ULTIMI ANNI
Negli ultimi anni la Russia è stata il bersaglio di numerosi attentati da parte di militanti ceceni: nel marzo 2010 almeno 38 persone morirono nell’attacco di due donne kamikaze nella metropolitana di Mosca. Nel 2004 oltre 330 persone, per più di metà bambini, morirono nel massacro nella scuola di Beslan. Nel 2002 la polizia fece irruzione in un teatro di Mosca per porre fine al sequestro degli spettatori e il bilancio finale fu di 120 ostaggi uccisi. Quando era premier, nel 1999, lanciò una campagna contro i separatisti islamici in Cecenia e da presidente ha continuato a combatterli.
REPUBBLICA.IT
Fuoco, fumo, morti e feriti nella metropolitana di San Pietroburgo. Subito si parla di almeno dieci morti e decine di feriti, alcuni dei quali gravi. E’ stata una bomba a fare strage dentro un vagone della metro, intorno all’ora di pranzo. L’esplosione, diranno poi gli artificieri, è stata causata "da un ordigno artigianale probabilmente lasciato su un vagone prima della partenza del convoglio", e quindi non da un terrorista kamikaze. Un ordigno reso ancora più pericoloso dall’aggiunta di "elementi lesivi", cioè riempito di schegge, chiodi e altri pezzi di ferro. Questa la prima ricostruzione dell’agenzia Interfax.
Momenti di terrore nel sottosuolo della seconda città russa. L’allarme scatta intorno alle due e quaranta ora locale (l’una e quaranta in Italia) dopo una violenta deflagrazione in un convoglio che correva in galleria, tra due diverse stazioni, la fermata del "Tekhnologicheskiy Institut" e la "Sennaya Ploshad", che è stata invasa dal fumo, tanto che in un primo momento si è parlato di due diverse esplosioni.
E poco dopo un secondo ordigno, rudimentale, viene effettivamente trovato ancora inesploso in una terza stazione, Ploshchad Vosstaniya, nei pressi della piazza della Rivoluzione. Occorrono ore per disinnescarlo. Russia, esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo: le immagini Navigazione per la galleria fotografica 1 di 36 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow Le prime immagini cominciano a circolare subito sui social e si vedono porte di un vagone sventrato, una fitta coltre di fumo, corpi stesi sulle banchine e passeggeri che fuggono terrorizzati verso le uscite. "Il conducente ha preso la decisione giusta, quella di non fermare il treno, ma portarlo alla stazione successiva, il che ha consentito di iniziare prontamente l’evacuazione e fornire assistenza ai feriti. Ciò ha contribuito a prevenire un numero di vittime più pesante" ha spiegato un portavoce della polizia. Un testimone dell’agenzia Reuters ha contato otto ambulanze nei pressi della stazione della metropolitana Sennaya Ploshchad. Chiusa l’intera tratta della metropolitana. Tutta la zona viene blindata da una cortina di sicurezza, sorvolata da elicotteri. E il governatore di San Pietroburgo, Georgy Poltavchenko, lancia un pubblico appello: "A voi cittadini di San Pietroburgo e agli ospiti della nostra città chiedo di essere vigili, attenti e prudenti e di comportarsi in maniera responsabile". Condividi Si setacciano i filmati della sorveglianza e a metà pomeriggio comincia a circolare la foto del presunto attentatore: è un uomo di mezza età, con la barba e abito e copricapo neri. Sarebbe salito in metro alla fermata "Petrogradskaya", venti minuti prima dell’esplosione. Gli investigatori però ritengono che ad agire siano state due persone, così scrive Interfax citando fonti delle forze dell’ordine. "Uno di loro è colui che ha messo l’ordigno esploso nel vagone del treno, l’altro quello che ha lasciato la bomba, che non è esplosa, alla stazione Ploschad Vosstaniya", spiega l’agenzia di news russa.
Esplosione a San Pietroburgo, il presunto attentatore: le immagini in metropolitana Navigazione per la galleria fotografica 1 di 2 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow Alcuni video mostrano persone ferite e sanguinanti stese sulle banchine, soccorse dai servizi di emergenza, in altri si vedono passeggeri in fuga in mezzo a nuvole di fumo, e altre immagini mostrano le porte divelte dei vagoni. Si setacciano le telecamere di sorveglianza per tentare di identificare il responsabile. Via via emergono altri dettagli sulle vittime, diffusi dal ministero della Salute russo: delle 10 vittime, sette sono decedute nella metro, una mentre veniva soccorsa e due in ospedale, per le ferite riportate. I feriti sono 37. Bombe a San Pietroburgo, il presunto attentatore nelle immagini delle telecamere di sicurezza Condividi In città era presente anche il presidente russo Putin, che parlava a un convegno sui media e che nel pomeriggio avrebbe dovuto incontrare per colloqui il presidente bielorusso Lukašenko.
Subito il capo del Cremlino si è espresso (video): "Non è chiaro ancora quali siano le cause, le stiamo vagliando tutte, incluso il terrorismo" ha detto pochi minuti dopo l’esplosione, ed ha preso in mano il timone dei soccorsi. Putin aveva appena finito di parlare di internet e della necessità di lasciarlo "libero", pur vietando la circolazione di immagini pornografiche o incitamenti al suicidio, quando proprio sui social sono iniziate a circolare le prime foto dei corpi dei passeggeri. Subito si è messo in contatto con i servizi di sicurezza interni Fsb.
Russia, esplosione nella metro di San Pietroburgo: fumo all’interno della stazione Condividi Il comitato anti terrorismo ha ordinato la chiusura e l’evacuazione di tutta la linea metropolitana, considerata anche una meta turistica perchè alcune stazioni sono tra le più belle al mondo. "Voglio esprimere il mio più sincero rammarico ai parenti delle vittime. Ho già parlato con i capi dei servizi, il direttore del Fsb. I corpi di polizia e servizi speciali sono al lavoro, faranno di tutto al fine di individuare le cause dell’incidente, per dare una valutazione completa di quello che è successo", così ancora Putin. E l’amministrazione di San Pietroburgo ha dichiarato tre giorni di lutto a partire da domani, come annunciato dal portavoce del governatore Andrey Kibitov su twitter, mentre in tutte le città della Russia sono state rafforzate le misure di sicurezza.
San Pietroburgo, Castelletti: "Esplosione nel giorno della sua visita: nuova sfida per Putin" Condividi
Il procuratore generale però non ha dubbi: "Si è trattato di terrorismo anche se la matrice è da individuare". Negli anni passati la Russia è stata il bersaglio di attacchi da parte di militanti ceceni e almeno 38 persone perserono la vita nel 2010, quando due donne kamikaze si fecero esplodere nella metropolitana di Mosca. E nel 2004 oltre 330 persone, metà delle quali bambini, morirono nel massacro di Beslan. Nel 2002 la polizia fece irruzione in un teatro di Mosca per porre fine a una presa di ostaggi e il bilancio finale fu di 120 ostaggi uccisi. Putin, allora primo ministro, nel 1999 lanciò una campagna contro il governo separatista nella regione meridionale di Cecenia e da presidente ha proseguito con la linea dura per porre fine alla ribellione.