la Repubblica, 2 aprile 2017
Nel grattacielo del boom trenta piani mezzi vuoti e 9 milioni di costi in più
MILANO La Regione Lombardia ha un bilancio da 25 miliardi di euro e due sedi fotocopia a 300 metri di distanza l’una dall’altra. I trenta piani del grattacielo Pirelli, alto 127 metri, disegnato nel 1960 da Gio Ponti e simbolo del boom industriale degli anni Sessanta: nel 1978 l’edificio è stato acquistato dalla Regione e attualmente ospita l’aula del Consiglio regionale e i gruppi dei partiti rappresentati al Pirellone (che fino al 2011 erano in affitto in un palazzo vicino di proprietà della Siemens). Altri dieci piani sono riservati agli assessori regionali, nonostante nel 2011 sia stato inaugurato Palazzo Lombardia: un grattacielo di 39 piani, noto anche come Pirellone bis, che è l’eredità dei fasti e della “grandeur” dell’epoca formigoniana. Trentamila metri quadrati di superficie, quattro edifici ad andamento sinusoidale, una torre di 161 metri, all’epoca la più alta d’Italia. Dotato anche di una foresteria e di un eliporto, anche se quest’ultimo è stato utilizzato soltanto nel 2012 dai naufraghi superstiti nella finale dell’Isola dei Famosi.
Oggi il governatore Maroni, contro il parere della Lega, il suo partito, propone di offrire il Pirellone all’Agenzia del farmaco pur di convincerla a traslocare da Londra a Milano. Anche perché nel dossier di candidatura di Milano sono state proposte altre sedi definitive, ma ancora in fase di costruzione: la Liberskind Tower nel quartiere Citylife, un palazzo del progetto Symbiosis in via Rpamonti, l’ex sede dell’Inps in via Melchiorre Gioia 22 e Cascina Merlata, vicino ai terreni dove si è svolto Expo Milano 2015.
Al Pirellone attualmente lavorano 293 dipendenti, oltre a un centinaio di collaboratori dei vari gruppi politici. Il costo del personale è di 25 milioni di euro l’anno. Se lasciassero il grattacielo Pirelli per trasferirsi nell’altra sede della Regione si risparmierebbero circa 8,6 milioni di euro di bollette e manutenzione. Di spazio ce n’è: si stima che ognuno dei 30 piani sia attualmente occupato solo al 60 per cento del suo spazio. Senza contare che il 25° e il 26° dove si trova l’ex sala della giunta regionale sono interamente vuoti. Il primo è diventato il piano della memoria dopo l’incidente del 18 aprile 2002, quando un aereo da turismo si schiantò sulla facciata provocando due vittime tra i dipendenti, oltre al pilota.
Il grattacielo Pirelli ha una superficie interna di 34mila metri quadrati. Il peso è stato calcolato in 60mila tonnellate e per arrivare all’ultimo piano bisogna salire 710 scalini. La proprietà è rimasta alla Regione, nonostante l’inaugurazione della nuova sede. L’ufficio al 30° piano del governatore è utilizzato di rado. Il 28° e il 29° piano, fino a poco tempo fa, erano concessi in uso ad Expo. Ora sono occupati dall’Arca, l’Agenzia regionale centrale acquisti. Dieci piani sono rimasti a disposizione della giunta regionale. Un altro ospita l’ufficio del presidente del Consiglio regionale e dei vice presidenti. Il resto è occupato dalla sale delle commissioni regionali e dai gruppi politici rappresentati al Pirellone. Sono gli uffici che Maroni ha proposto di trasferire temporaneamente a Palzzzo Lombardia, dove lo spazio non manca. In Regione lavorano complessivamente 3.300 dipendenti, 700 in più rispetto al ministero della Salute. Il costo complessivo del progetto affidato alle archistar Henry Cobb e Paolo Caputo fu di oltre 500 milioni di euro. Molti più dei 383 previsti inizialmente. E una cifra molto diversa da quella fissata nella gara di appalto, 234 milioni di euro più 90 per i costi di superficie pagati al Comune di Milano.
La Regione, inoltre, possiede anche un altro edificio grande quanto un isolato a pochi passi dai due grattacieli: palazzo Sistema. E gestisce, oltre alla sanità, ferrovie e autostrade attraverso le sue società controllate. Tutti spazi che potrebbero essere utilizzati in alternativa al Pirellone.