Corriere della Sera, 3 aprile 2017
«Così investiamo i risparmi. E droghiamo l’economia»
PECHINO Si chiama Tianducheng, che si può tradurre Capitale celeste, un piano di sviluppo urbano alle porte di Hangzhou. Costruita nel 2007 replicando l’architettura francese, compresa una copia di Torre Eiffel da 108 metri. Per anni è rimasta disabitata. Tanto che ancora nel 2016 il regista Romain Gavras, che cercava un panorama surreale per ambientare un video musicale di Jamie xx dal titolo Gosh, trovò Tianducheng perfetta. Nel videoclip centinaia di comparse cinesi con i capelli biondo platino si affacciano da grattacieli deserti, si aggirano tra le costruzioni nel nulla, ballano come zombi sotto la Torre Eiffel. «Tianducheng doveva essere il paradiso della nuova classe media, ma quando l’ho vista era distopica e mentre giravamo mi sembrava di essere sotto l’effetto di una bella dose di acido», ha raccontato il regista.
Un’altra Città Fantasma? Ne parliamo con il professor Zhang Gangfeng, della School of Management presso l’Università dello Zhejiang, a Hangzhou. «Sono stato a Tianducheng una volta, per vedere se valeva la pena investirci, era diverso tempo fa. La qualità delle case mi sembrò poco soddisfacente, in un luogo non popolare. Non comprai, anche se i prezzi erano più moderati rispetto al centro di Hangzhou. E ora, con lo sviluppo urbano, non è più così fuori mano. Non è più giusto definirla Città Fantasma», dice al Corriere il professore. Che però aggiunge: «I nuovi centri con palazzi vuoti in Cina sono il frutto della corsa all’urbanizzazione. La gente acquista case che non occupa perché da noi non ci sono alternative valide per investire i propri risparmi e questo porta a un surriscaldamento del mercato immobiliare che alla fine fa male all’economia reale».
«L’eccesso di costruzione ha sottratto risorse ad altri settori dell’economia reale, un vero spreco sociale», spiega Zhang. E quando arriverà il punto di svolta, quando milioni di lavoratori migranti decideranno di tornare a casa, allora potrebbero comparire vere Città Fantasma». Oggi però, sotto la Torre Eiffel di Tianducheng si vedono abitanti a passeggio, bambini che giocano, negozi aperti. Forse il professore Zhang sbagliò a non investire.