Corriere della Sera, 2 aprile 2017
Raudha, il giallo della modella dagli occhi color del mare
La vita e la morte di Raudha Athif ruotano attorno a un’immagine. È di tre anni fa, Raudha diciottenne viene ritratta dal fotografo Sotti, maldiviano come lei, immersa fino alle spalle nelle acque del mare. Blu smeraldo come il colore dei suoi occhi. La foto fece il giro del mondo, Raudha divenne una celebrità. Persino il presidente delle Maldive si congratulò con lei per la straordinaria pubblicità regalata al Paese. E l’anno dopo Vogue India la scelse come uno dei sei volti simbolo di ragazze che andavano contro gli stereotipi e rivendicavano una propria dignità, nella copertina che celebrava la «bellezza nella diversità».
Raudha non voleva fare la modella, ma il medico. Mercoledì scorso, a mezzanotte, è stata trovata morta nella sua stanza dell’ostello di Rajshahi, nel Bangladesh, dove dallo scorso anno si era trasferita per studiare medicina all’Islami Bank Medical College. Si sarebbe uccisa legandosi una sciarpa attorno al collo e lasciandosi penzolare dal ventilatore.
La prima ipotesi della polizia è stata confermata ieri pomeriggio dal professor Mansur Rahman, capo del dipartimento di medicina legale dell’ospedale di Rajshani. «Dall’autopsia risulta che si è impiccata da sola» ha dichiarato. Ma i genitori, che ieri l’hanno sepolta nel cimitero vicino al college, non accettano l’idea che la loro Raudha si sia tolta la vita. Anche la sovrintendente dell’ostello, Mahmuda Begum, che l’aveva vista il giorno prima e ricorda che lei le aveva sorriso, racconta che «sembrava sempre felice», e neanche lei può credere che abbia deciso di ammazzarsi.
Raudha sicuramente si sentiva un corpo estraneo nella moda. «Fare la modella per me è solo un hobby, non è la mia carriera – ripeteva —. Aiutare gli altri è sempre stato il mio sogno». Eppure continuava a mettere su Instagram, a beneficio dei 40 mila fan, ritratti glamour e i servizi fotografici che continuamente le chiedevano. Il primo l’aveva fatto a 14 anni. «Per una causa ambientalista – aveva spiegato a Vogue – per invitare a non usare buste di plastica».
Raudha era fiera ma anche vittima della sua improvvisa notorietà. A gennaio si era sfogata su Facebook perché aveva gradito poco alcuni gossip usciti sui giornali e rimbalzati nel suo Paese. E il mese prima aveva messo un’immagine non di se stessa ma di una distesa di alberi con la scritta che questo, non i farmaci, erano il vero «antidepressivo». Per tutti era ormai la ragazza «dagli occhi blu come il mare», l’immagine che le aveva donato il successo e che forse le ha negato il futuro.