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 2017  aprile 01 Sabato calendario

Caso Genova, Grillo e Di Battista indagati



GENOVA Il pubblico ministero di Genova potrebbe convocare entro pochi giorni Beppe Grillo e Alessandro Di Battista appena iscritti nell’albo degli indagati dalla Procura di Genova dopo la querela per diffamazione presentata da Marika Cassimatis, la candidata sindaco di Genova dei 5 Stelle «bruciata» da Grillo con un post. «Indegna di rappresentare il Movimento». Il motivo? «Fidatevi di me» aveva scritto in sintesi il leader dei 5 Stelle il 17 marzo, tre giorni dopo che Cassimatis aveva vinto le «Comunarie», le votazioni online, battendo a sorpresa per 24 voti il preferito dall’establishment grillino genovese, il musicista e tenore Luca Pirondini. Questi è poi stato investito della candidatura a sindaco da una successiva votazione online aperta a tutta Italia e con un solo nome votabile: il suo. Ieri ignorando la querelle in corso ha firmato il suo primo comunicato come candidato sindaco 5 Stelle attaccando il sindaco uscente Marco Doria.
Al post di Grillo che accusava Cassimatis di aver «ripetutamente e continuativamente danneggiato l’immagine del Movimento denigrando, dileggiando e attaccando i portavoce e gli iscritti» nonché di aver fatto comunella con i fuoriusciti, si sono poi aggiunte le dichiarazioni di Di Battista sul «caso Genova». Il deputato grillino ha accusato l’ex candidata e i suoi sostenitori di comportarsi come «squali». Ed è partita la querela. Grillo ha definito l’iscrizione nel registro degli indagati un atto dovuto scegliendo di non dar peso alla notizia. La professoressa stroncata dal leader sta tentando un accerchiamento giudiziario: i risultati maggiori i «ribelli» dei 5 Stelle li aspettano infatti non tanto dalla querela per diffamazione quanto dalla causa davanti al Tribunale civile per invalidare la lista di Pirondini e «riabilitare» Cassimatis. In undici, la professoressa più altri dieci, hanno firmato l’azione civile assistiti da Lorenzo Borré che ieri ha depositato un’ulteriore memoria. Con essa il legale chiede al giudice «per motivi gravi e urgenti» di decidere «entro cinquanta giorni dalla data delle elezioni amministrative», ovvero entro il 20 aprile, sulla richiesta di bloccare la lista di Pirondini. A fronte di questa mossa il giudice dovrebbe convocare le parti entro pochi giorni. Tutto ciò non fa che complicare la presentazione dei 5 Stelle alle elezioni comunali dell’11 giugno con il rischio concreto che sia per problemi giudiziari sia per l’ingorgo politico che si è creato alla fine non ci sia nessuna lista con il simbolo pentastellato. E gli altri partiti si rallegrano. «Quella grillina è diventata una soap opera» ha detto ieri sera il governatore ligure Giovanni Toti.