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 2017  marzo 31 Venerdì calendario

Tagli a famiglie, cultura e scuole cattoliche. Tra Torino e la sindaca è finita la luna di miele

TORINO La luna di miele tra la sindaca a Cinque Stelle e Torino è finita. Il primo bilancio messo a punto dalla giunta Appendino ha deluso diversi pezzi della città. E lunedi ci sarà la prima manifestazione contro.
Il fronte dei critici è eterogeneo. Si va dal vescovo Cesare Nosiglia, che attacca sulla scelta di tagliare del 25 per cento i contributi alle scuole materne cattoliche, ai sindacati che hanno convocato la manifestazione davanti a Palazzo Civico. Poi ci sono i lavoratori di teatri e musei sul piede di guerra per le sforbiciate nel comparto. Ma andiamo con ordine.
È la prima volta che Cgil, Cisl e Uil danno appuntamento ai torinesi in contemporanea con la seduta del consiglio comunale per protestare «contro le misure inique decise dalla Città» ad iniziare dall’azzeramento delle agevolazioni sulla tassa rifiuti per le famiglie più deboli. «È un bilancio che penalizza i cittadini più deboli e ha ricadute sui lavoratori, soprattutto quelli più fragili», dicono i segretari di Cgil, Cisl e Uil di Torino, Enrica Valfrè, Domenico Lo Bianco e Gianni Cortese, che puntano il dito anche sui tre milioni di riduzione alla voce personale del Comune.
I lavoratori di musei e teatri, che non faranno mancare la loro presenza lunedì pomeriggio, sono preoccupati dai tagli decisi nel loro settore: 5,8 milioni. I lavoratori del Teatro Stabile, che deve rinunciare a 1 milione, prima di ogni spettacolo hanno deciso di leggere un appello dal palco. Non accadeva da quindici anni. Emblematico il titolo: «I tagli alla cultura riguardano tutti noi». Preoccupati per il loro posto di lavoro i dipendenti della Fondazione Musei che deve rinunciare a 1,8 milioni.
Pure i comitati riuniti nell’Assemblea21, gli stessi che in campagna elettorale hanno appoggiato Appendino e i Cinque Stelle, criticano le scelte fatte nel bilancio dopo aver chiesto per mesi un cambio di rotta.
La manovra varata scontenta diversi settori e incrina l’immagine che Appendino si è creata in questi mesi: l’amministratore a Cinque Stelle più capace d’Italia pronta a prendere la guida del Movimento nel 2018. La sindaca rassicura: «Troveremo i fondi che mancano nell’anno». E tenta di spostare l’attenzione sui soldi che il governo Gentiloni deve dare a Torino sui mancati trasferimenti Imu e Ici, da 20 a 60 milioni. Soldi che può provare a riscuotere grazie ai ricorsi fatti da Fassino, ma difficilmente arriveranno nel 2017.
Rassicurazioni e l’ipotetico tesoretto non bastano a contenere i delusi. L’ultima presa di posizione è quella di Nosiglia. Con 14 parroci ha scritto all’Appendino per la riduzione di 750 mila euro ai fondi per le materne cattoliche: «Scuole che coprono diritti e fabbisogni che il Comune non riuscirebbe ad offrire. Istituti che accolgono anche le famiglie dei poveri gratuitamente». Il vescovo chiede alla sindaca di «non dare corso a un provvedimento che, oltre che ingiusto, ci sembra ben lontano dalla scelta da lei più volte ribadita di privilegiare le periferie». Se Appendino non farà passi indietro il 20 aprile potrebbe trovarsi in piazza le famiglie dei 5.500 bambini delle materne cattoliche.
Ieri si è aggiunta l’opposizione al completo. Tutti i gruppi della minoranza, dalla Sinistra alla Lega Nord passando per il Pd, hanno annunciato un ricorso al Tar per inchiodare il bilancio. Appendino – che in consiglio può contare sulla maggioranza assoluta dei consiglieri, dunque blindata – vuole dare risposte soprattutto a chi è fuori da Palazzo Civico. L’occasione doveva essere l’assemblea annunciata per lunedì sera. Ma è stata rinviata. Ufficialmente si cerca uno spazio più grande.