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 2017  marzo 31 Venerdì calendario

Oliver, Robin, Sarah e Catherine: i negoziatori dietro le quinte

LONDRA Cinquecento funzionari pubblici per i due nuovi ministeri e altri 10.000 dipendenti per l’immigrazione, le tasse, il commercio e i controlli doganali. È enorme la squadra che la Gran Bretagna ha messo insieme per affrontare la Brexit. In testa, un team di fini negoziatori. Se i volti pubblici sono la premier Theresa May e i ministri David Davis (Brexit), Boris Johnson (Esteri) e Liam Fox (Commercio internazionale), è dietro le quinte che vengono formulate opzioni e possibilità.
Oliver Robbins, 41 anni, da 20 nella Pubblica amministrazione, è stato selezionato personalmente da May: è «il tramite» tra il governo britannico e i 27 Paesi dell’Unione, «l’interprete», lo sherpa che terrà per mano i suoi interlocutori, «Mister Brexit». È suo il compito di consegnare al governo l’accordo desiderato. Il suo titolo ufficiale è Segretario permanente per il ministero per l’uscita dall’Unione Europea. Ha esperienza, forza, determinazione, racconta chi lo conosce, nonché il tocco di un grande diplomatico e i peli sullo stomaco necessari per sopravvivere al fianco di Tony Blair e Gordon Brown.
Accanto a Davis, Robin Walker, un giovane e promettente deputato eletto nel 2010, considerato lo stratega del tragitto semplice e lineare in Parlamento della legge sull’Articolo 50. Ha esperienze concrete. Prima di entrare in politica ha lavorato in finanza e gestito una sua azienda. Per il referendum si è battuto per il Remain, un fattore che non guasta in un negoziatore. Sarà l’ombra del ministro per la Brexit e farà le sue veci durante le missioni a Bruxelles.
A capo della strategia sull’immigrazione e il commercio, Sarah Healey che con una laurea a Oxford e un dottorato alla London School of Economics è considerata tra le menti più brillanti della squadra. Lavora bene con May, che le diede il suo primo posto pubblico nella Strategy unit del Cabit office.
All’economa Catherine Webb, che ha lavorato per il Foreign office a Londra e in Cina, con il compito di rafforzare i rapporti tra i due Paesi, e al Cabinet office su temi europei, spettano i due argomenti più complicati: l’accesso al mercato comune e i termini finanziari del divorzio (chi deve cosa a chi).