La Stampa, 30 marzo 2017
La nuova era delle crociere
È una delle più grandi scommesse della storia del settore. Le compagnie sono pronte a investire 51,7 miliardi di dollari entro il 2025 – così il portafoglio ordini di Seatrade – per costruire 74 nuove navi e incrementare la capacità di posti letto di oltre 216 mila unità. Si aspettano un nuovo boom delle crociere.
L’industria delle vacanze sulle navi è una macchina da guerra che ha saputo inventare quasi dal nulla un mercato. Ha creato la domanda e ha messo a disposizione l’offerta: nel 1997 i passeggeri globali erano 7 milioni, sono diventati 15,9 milioni nel 2007 e quest’anno, come stima Clia, l’associazione della principali compagnie, dovrebbe superare quota 25 milioni. Costruire 74 nuove navi significa credere che l’asticella si alzerà ancora. Credere, e lavorare per portare a bordo nuovi passeggeri. Come? Il primo fronte, che potremmo definire interno, è rappresentato dall’indice di penetrazione delle crociere (quanti scelgono questa soluzione di vacanza sul totale abitanti), nelle aree già battute. In Europa, ad esempio, rispetto agli Usa, si può scavare ancora (gli europei in crociera nel 2016 sono stati 6,7 milioni, in crescita del 3,4% sul 2015 secondo Clia, che prevede un incremento anche nel 2017; ma frena l’Italia). Campagne promozionali, crociere a tema, e anche nuove navi, sempre più destinazione tout court, con mille attrazioni a bordo, per conquistare nuovi target di ospiti.
Il secondo fronte, esterno, si chiama Asia. Sarebbe la fase tre, nell’evoluzione delle crociere, dopo i Caraibi, dove sono nate, e il Mediterraneo. Cresce la ricchezza, si consolida la classe media, cambiano i consumi, si forma una nuova cultura in Cina, India. E poi, c’è la “macchina da guerra”, che ha già acceso i motori. Le compagnie hanno spostato le navi in Asia (tanto che, dice Francesco di Cesare di Risposte Turismo, il Mediterraneo quest’anno perde un 3% di posti letto rispetto al totale mondiale, il dato più basso degli ultimi dieci anni; l’Asia nello stesso periodo passa da 1 all’11%); i loro manager concepiscono itinerari, navi per soddisfare i gusti locali. L’Asia è il cuore della scommessa: se finalmente parte, è fatta.
Fabio Pozzo
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Cinque ammiraglie aprono nel 2017 la lunga serie di debutti
Il 2017 apre a un’era sempre più affascinante per chi sceglierà la vacanza in crociera. Nove le nuove navi in arrivo, quattro costruite sugli scali italiani di Fincantieri.
Una è già in attività. Si tratta della Norwegian Joy di Norwegian Cruise Line di 165.000 tonnellate di stazza lorda, in grado di ospitare 3.900 passeggeri. Costruita in Germania, dai primi di marzo è in navigazione, con soste negli Emirati, verso la Cina, al cui mercato è destinata. Farà crociere partendo dai porti di Shanghai e Tianjin. Fra le nuove attrazioni di bordo spiccano una tortuosa pista di go-kart, una grande sala destinata a sperimentare realtà virtuali ad alta intensità e un pittoresco parco con prati ed alberi. Lo scafo è coperto da un affresco multicolore realizzato da Tan Ping, uno dei più quotati pittori cinesi.
Pronta a muovere è invece la Majestic Princess, appena consegnata da Fincantieri. Il 4 aprile inizierà la sua crociera inaugurale di 6 giorni con partenza e arrivo a Civitavecchia e scali a Cattaro e Corfù. È un’altra nave destinata al mercato cinese, ma ad aprile e maggio resterà in Mediterraneo dove farà crociere settimanali, prima di mettere la prua verso Oriente. Ha una stazza lorda di 143.000 tonnellate e offre ospitalità a 3.560 viaggiatori. Fra le soluzioni più spettacolari di questa nave di Princess Cruises, marchio del gruppo americano Carnival, merita ricordare un corridoio esterno allo scafo con il pavimento di vetro che da l’impressione di volare sul mare e una ampia piscina interna che di notte diventa night-club.
Diversa l’atmosfera a bordo della Silver Muse di Silversea. È un elegante resort navigante per soli 596 passeggeri che Douglas Ward, il maggior esperto mondiale della crocieristica ha definito «un’ottima scelta per sofisticati viaggiatori internazionali». Il 10 aprile da Montecarlo partirà per il suo viaggio inaugurale nel Mediterraneo di 8 giorni, con ritorno nel Principato. Inizierà così la sua stagione crocieristica, tutta mediterranea. Date le ridotte dimensioni (40.700 tonnellate di stazza lorda) farà scalo in pittoresche località inaccessibili per le grandi navi, come un gran numero di isole greche e in Italia a Portofino, Amalfi, Sorrento e Taormina.
Le più avveniristiche fra le nuove navi del 2017 appartengono a Msc Crociere, che ha creato spazi e attrazioni del tutto nuove. Sarà possibile verificarlo presto sulla Msc Meraviglia, costruita in Francia (167.600 tonnellate di stazza lorda, 4.500 passeggeri ): l’11 giugno è prevista la partenza del viaggio inaugurale in Mediterraneo da Genova, con ritorno dopo 8 giorni. A bordo l’enorme salone destinato alle esibizioni del Circ du Soleil, la passeggiata esterna su cui si affacciano boutique, ristoranti e bar, i giganteschi aqua-park e parco dei divertimenti. I ristoranti di bordo sono 12, le suites dell’esclusivo Yacht Club sono ancora più lussuose.
Rivoluzionaria è anche, infine, Msc Seaside (160.000 tonnellate di stazza lorda, 5.179 ospiti ) che salperà da Venezia per la crociera inaugurale il 30 novembre con destinazione Miami. Di design innovativo, offre una passeggiata all’aperto con vista mare che circonda l’intera nave, il primo aqua-park interattivo, 9 ristoranti e 20 bar, piscine panoramiche a poppa e sul ponte più alto, simulatori di Formula Uno. Le suites dell’Msc Yacht Club avranno le vasche idromassaggio e balconi con giardini pensili.
Vincenzo Zaccagnino
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La pazza idea della Queen Mary 2 che sfida sull’Atlantico i trimarani
«Ci sono voluti tre anni per trasformare una pazza idea in un sogno e poi in un solido progetto» cominciano a raccontare Patrick Boissier, il presidente dell’associazione The Bridge 2017, Francis Vallard il suo vice e Damien Grimont di Profil Grand Large. E quel che descrivono è un grande evento del mare, fondato sulla «cultura, musica, sport, storia militare e sulla pace».
Pazza idea, sì. La “Crociera del Centenario” è una inedita corsa sull’Atlantico, la sfida tra uno dei più maestosi liner, la Queen Mary 2 (345 metri di lunghezza, 151.400 tonnellate di stazza, 17 ponti), l’ammiraglia della Cunard, varata nel 2003 dagli scali dei francesi Chantiers de l’Atlantique di Saint-Nazaire (dei quali Boissier è stato presidente proprio durante la costruzione del transatlantico), e quattro trimarani giganti, macchine hi-tech a vela di 30 metri, condotti da altrettanti skipper fuoriclasse (Francis Joyon-Idec Sport, François Gabart-Macif; Yves Le Blévec-Actual e Thomas Coville-Dodebo): tanto per capirci, gente che ha circumnavigato con i suoi multiscafi il globo, macinando record. La gara parte il 25 giugno dal ponte di Saint-Nazaire, l’arrivo è previsto dopo sei giorni di Atlantico, l’1 luglio a New York, sotto il ponte di Verrazzano.
Non è tutto. La crociera celebra i 100 anni trascorsi dallo sbarco dei 2 milioni di soldati americani sul suolo francese, appunto a Saint-Nazaire e Brest nel giugno 1917, per combattere nella Prima guerra mondiale e festeggia l’amicizia tra gli Stati Uniti e la Francia. Amicizia che si rinnova con un calendario di manifestazioni a corollario della crociera stessa, sulle note del jazz e il ritmo del basket, due novità che sbarcarono allora in Francia con gli americani.
Il programma. La nave salpa il 22 giungo da Southampton, suo home port. L’imbarco dei crocieristi (cento imprenditori-sostenitori del progetto, che a bordo seguiranno lezioni di filosofi, storici o economisti; gli altri passeggeri, per i quali le tariffe vanno dai 30.500 euro per persona nella Suite King’s Bridge ai 2.450 euro in cabina interna) è previsto a Cherbourg. Quindi, la partenza per Saint-Nazaire (durante il percorso la nave sarà scortata da una flotta di navi militari delle nazioni che presero parte alla Grande Guerra). E poi, il 25, rotta su New York.
Si diceva degli eventi a cornice. A Nantes, dove i maxi-trimarani si riuniranno e partiranno per Saint-Nazaire, si terrà la Coppa del mondo di basket 3x3 e un concerto. Un grande spettacolo anche a Saint-Nazaire, ancora il 25, e poi a New York, l’1 luglio, al Central Park Summerstage Festival, che celebrerà i 100 anni della musica americana.
F. POZ.
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A Venezia le crociere frenano: «Soffriamo la scelta di non decidere»
Anche decidere di non decidere è una scelta», osserva Sandro Trevisanato, il presidente di Venezia Terminal Passeggeri, la società che gestisce la stazione marittima della città lagunare. Si riferisce alla situazione di stallo che vede Venezia, per quanto riguarda le crociere, agli ormeggi della bitta del decreto Clini-Passera. Un provvedimento nato nel 2012 per essere temporaneo e che compie ormai 5 anni.
Il caso Venezia è davvero emblematico. La città, e con essa la politica a tutti i livelli, non scioglie la riserva sull’attracco, e di conseguenza sul passaggio in laguna delle unità da crociera, e nel frattempo perde terreno. «Le compagnie, che hanno bisogno di programmare, nell’incertezza spostano le loro navi altrove. Soprattutto quelle più moderne, sempre più grandi, che vanno oltre la limitazione delle 96 mila tonnellate di stazza imposta per le unità che scalano Venezia» dice Trevisanato.
Passeggeri in calo
Francesco di Cesare, il presidente di Risposte Turismo, osservatore del settore crociere, stima per Venezia nel 2017 un calo dell’11,4% rispetto al 2016 di passeggeri movimentati (1,42 milioni contro 1,6), e del 10,6% di toccate nave (473 anziché 529); porto che potrebbe scendere al quinto posto tra quelli del Mediterraneo, dopo Barcellona, Civitavecchia, Palma de Mallorca e Marsiglia. Un altro analista, Sergio Senesi, presidente di Cemar Agency, prevede per l’anno in corso un decremento di passeggeri movimentati del 17,4% sul 2016, a 1,34 milioni.
«Il comparto occupa a Venezia 4.300 addetti diretti e indiretti, secondo una statistica del 2013, e la filiera dà lavoro a circa 200 aziende. Stiamo già assistendo a un calo del giro d’affari e a riduzioni del personale» continua il presidente di Vtp. «Ma non è solo una questione veneziana: se freniamo noi, frena anche l’Italia, che va in controtendenza rispetto alla crescita globale dell’industria delle crociere».
Anche in questo caso, ci sono dati. Per Senesi i porti italiani perdono nel 2017 il 9,6% di passeggeri movimentati sul 2016 (9,8 milioni contro 10,8); secondo di Cesare il calo di passeggeri sarebbe del 7,1%, a 10,3 milioni dagli 11,1 del 2016. La frenata forzata di Venezia, naturalmente, si fa sentire. In aggiunta alle strategie verso nuovi mercati delle compagnie, all’instabilità politica dell’area e alla crisi economica, tutti elementi che contribuiscono a far perdere quota percentuale al Mediterraneo.
La riserva non sciolta
Venezia è meta gettonatissima dai crocieristi di tutto il mondo. Il passaggio dinnanzi a San Marco vale la crociera. Ma, oggi, ciò è consentito soltanto a chi si imbarca su navi piccole, inferiori alle 96 mila tonnellate. «Il divieto segue al decreto Clini-Passera, che aveva inibito il passaggio nei Canali di San Marco e della Giudecca delle grandi navi. Noi siamo ricorsi contro tale limitazione, abbiamo ottenuto la sospensione del provvedimento, ma le compagnie hanno deciso di adottarlo, auto-limitandosi per non incorrere in polemiche e danni d’immagine» spiega Trevisanato.
C’è un intero movimento schierato contro le grandi navi (le chiamano così a Venezia), e più in generale contro il turismo “mordi e fuggi”, in cui le stesse crociere vengono fatte rientrare. Ambientalisti, intellettuali, cittadini di tutto il mondo. E anche molti veneziani. La città può decidere di fare a meno delle crociere. Oppure, può convivere con esse, modulandone l’impatto.
Lo stallo
Siamo arrivati così al punto di stallo. Nessuno ha detto stop alle navi, mentre si susseguono i progetti per trovare loro una rotta alternativa. Presentazioni, bocciature. Le ultime idee sono quelle di una nuova banchina da realizzarsi fuori la laguna, a fianco delle bocche del Lido, con eco-battelli per trasferire i passeggeri all’attuale terminal (progetto Duferco-De Piccoli); oppure l’ingresso dalle bocche di Malamocco delle navi, che proseguirebbero lungo il canale dei Petroli e approderebbero alla stazione marittima dal canale Vittorio Emanuele III (ipotesi che piace al ministro dei Trasporti Graziano Delrio). C’è poi, ancora, il neopresidente dell’Autorità portuale che non esclude l’attracco a Marghera. E c’erano le ipotesi di scavare altri canali, il Contorta e il Tresse Nuovo. «Noi diciamo che l’attuale stazione marittima, dieci terminal realizzati con 160 milioni di euro di investimenti (Vtp è una Spa mista, partecipata anche da Carnival, Msc e Royal Caribbean), è insostituibile – ribadisce Trevisanato -. Quanto alla soluzione alternativa al Clini-Passera, non sta a noi indicarla. Non è il nostro mestiere». Fuorché la scelta non sia non decidere.
F. POZ.