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 2017  marzo 30 Giovedì calendario

Allarme morbillo, già mille casi in Italia

ROMA Sono arrivati a 1.010 i casi di morbillo in Italia dal primo gennaio al 26 marzo 2017, contro i circa 850 registrati in tutto l’anno scorso. L’incidenza della malattia è rilevata dall’Istituto superiore di sanità, da dove si fa sapere anche che un terzo delle persone colpite hanno avuto almeno una complicanza. Il 41% dei malati è stato ricoverato in ospedale, il 6% ha meno di un anno di vita, e quindi non aveva fatto ancora la vaccinazione, prevista dal sistema sanitario tra i 13 e i 15 mesi. In generale, non avevano alcuna copertura la stragrande maggioranza dei colpiti, cioè per 9 persone infettate su 10.
Dopo gli alti numeri di incidenza della malattia a gennaio ci si aspettava un picco, che è arrivato. Adesso bisogna capire se l’epidemia, che ha colpito soprattutto in scuole e ospedali, proseguirà ancora con questi numeri. Le Regioni con più malati sono state Lazio, Piemonte e Lombardia.
Martedì l’ufficio europeo dell’Oms aveva ricordato che «i due terzi dei 53 paesi della regione hanno già eliminato il morbillo, ma ne rimangono 14 in cui la malattia è endemica. In sette di questi, Romania, Italia, Francia, Germania, Polonia, Svizzera e Ucraina, si è verificata la maggior parte degli oltre 500 casi registrati a gennaio». La ministra della Salute Beatrice Lorenzin ha detto che «adesso è fondamentale applicare il nuovo piano vaccini», dove si prevedono misure straordinarie per ampliare la copertura contro il morbillo. In questi anni in Italia si sta assistendo ad un allontanamento dalla vaccinazione, soprattutto nell’età pediatrica. Da molti il ritorno del morbillo con questi numeri è considerato una conseguenza di questa tendenza.