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 2017  marzo 30 Giovedì calendario

L’evoluzione di un ruolo. Più potenza ma con agilità

Prima finirà questo continuo confronto con Buffon e meglio sarà per Donnarumma. Perché non gli aggiunge niente. Se fosse migliore di Buffon, lo si paragonerebbe a uno semplicemente meno bravo. Grande onore ma niente più. Se fosse peggiore, gli farebbe solo male. Io credo che Buffon sia stato il miglior portiere italiano e di conseguenza abbia qualcosa in più anche di Donnarumma. Più classe pura, cioè stile abbinato ad agilità e potenza, colpo d’occhio, carisma. Ma è molto presto per giudicare Donnarumma, in più i portieri sono quasi una setta, non giocano a calcio, lo negano (infatti il calcio nacque senza portieri); sono misteriosi e autoreferenti, possono giudicarsi quasi soltanto fra loro. Mi sembra però che Donnarumma sia un’evoluzione di Buffon e di qualcosa che cominciò seriamente una trentina di anni fa. Fate attenzione a queste cifre: Zoff era alto 1.82 e pesava 81 chili. Zenga dopo di lui era 1.88 per 84 chili. Buffon è 1.92 di altezza e 92 chili. Donnarumma 1.96 per 90 chili. Negli ultimi trent’anni si è sempre cresciuti, è cambiato il ruolo, tra Zoff e Donnarumma ci sono 14 centimetri in altezza e quasi dieci chili. I nuovi portieri hanno in pratica accorciato la porta. Quando si decisero le distanze tra i pali e l’altezza della traversa, non si pensava che 150 anni dopo avremmo avuto con facilità uomini di due metri. È stato un crescendo continuo dall’uomo normale al super atleta. È successo dovunque, anche Bolt è il doppio di Mennea. Ma nella corsa la potenza si è in parte sostituita alla velocità, è diventata spinta. Nel grande portiere non puoi cambiare una dote per un’altra, devi mantenerle tutte, altrimenti è gol. Restare uguale anche se ti gonfi, se sei un altro uomo rispetto al tempo. Questa è la vera promessa di Donnarumma: portare il ruolo oltre la gabbia in cui vive, migliorarsi senza esplodere. Donnarumma ha una dote che Buffon non ha più, è molto sciolto, in porta perde la sua pesantezza di uomo. Forse è lì il suo progresso: essere liberi, pronti, in porta significa saper pensare in fretta. E chiudere il cerchio tra potenza e agilità. Questo è l’esperimento, la gloria in nuce di Donnarumma. Altrimenti sarà un grande portiere normale.