Corriere della Sera, 30 marzo 2017
Islanda, la parità di salario è legge
Tutte le imprese con 25 dipendenti o più dovranno ottenere una certificazione per dimostrare che i dipendenti sono pagati in modo equo, indipendentemente dal genere. Ma anche da etnia o preferenze sessuali. Succede in Islanda, primo Paese a introdurre una legge che non solo obbliga i datori di lavoro a dimostrare che donne e uomini ricevono il medesimo stipendio a parità di mansione, ma mobilita anche la polizia e lo «Squadrone vichingo», il reparto scelto delle forze dell’ordine, per fare i controlli. In Islanda il gap nelle retribuzioni tra uomini e donne è pari al 18%. In ottobre le donne dell’isola hanno «scioperato» per 2,38 ore, l’equivalente del tempo non riconosciuto ogni giorno in busta paga. «Vogliamo abbattere le ultime barriere retributive legate al genere», ha annunciato il ministro dell’Uguaglianza, Thorstein Viglundsson. A quando in Italia?