Corriere della Sera, 30 marzo 2017
La musa liberty all’asta
È una sorta di «No Tav della cultura» rimodulata come una singolare «No asta» rimbalzata sui social anche con l’hashtag #riportiamoacasafranca.
È la rivolta di «Insieme per Palermo», delle «Dimore storiche», di «Salvare Palermo», anche di semplici cittadini che hanno coinvolto un narratore della città come Gaetano Basile, erede dell’architetto identificato come il protagonista del Liberty, per scongiurare l’asta fissata per domani a Roma.
Un accorato appello che Basile rilancia per risparmiare la «migliore offerta» ad affreschi, poltrone e vetrate del lussuoso hotel Villa Igiea, compreso il ritratto di Donna Franca Florio. Ed è su quest’ultimo, il capolavoro di Giovanni Boldini valutato un milione di euro, che si innesta una battaglia estesa ad altri famosi alberghi siciliani. Tutti in vendita. Compresi monumenti architettonici come il San Domenico di Taormina o Les Etrangers di Siracusa. E pure gli Excelsior di Catania e Palermo. Con un «si vende» affisso perfino sul santuario degli intrighi siculi, il Grand hotel et des Palmes, nel cuore di Palermo dove monta la rivolta. Effetto di un declino maturato all’ombra degli ultimi proprietari, i Caltagirone. Protagonisti di disavventure sfociate nella mega svendita con cui si liquidano pezzi di storia siciliana. A cominciare da Donna Franca, nelle ultime settimane protagonista a Roma di una affollatissima mostra al Vittoriano. Per finire ai cimeli liberty di Villa Igiea in catalogo domani all’asta della casa «Claudia Bonino» di via Civinini a Roma.
La Sicilia rischia così di assistere «allo scandaloso depauperamento di un prezioso patrimonio» per dirla con la professoressa Anna Maria Ruta, tanti libri d’arte, sbalordita dal fatto che con 6 mila euro chiunque possa acquistare e portare via perfino lo storico «bancone da reception» di Villa Igiea, un raffinato incastro di mogano e marmo, «fattura siciliana, lotto 455».
Quel che lascia interdetti è il dettagliato catalogo con tanto di foto che ognuno può consultare scoprendo come sia in vendita pure l’affresco floreale della Sala Basile, la spettacolare creazione liberty di Ettore De Maria Bergler, il cuore di Villa Igiea, con la specificazione che si può diventare proprietari con una offerta base di un milione e 200 mila euro. Ma che fanno? Sradicano un affresco dalla parete? La risposta è un no secco del referente per la vendita, Matteo Smolizza, impegnatissimo in questi giorni per la preparazione dell’asta. «Come si può pensare a smontare una parete e portarsela a casa?», rassicura Smolizza distinguendo fra «vincolo strutturale» e «bene libero». Per dire che almeno affreschi e sculture si possono comprare solo con l’intero edificio. Ma sono tanti i «beni liberi». A cominciare dalla preziosa reception.