ItaliaOggi, 29 marzo 2017
In Giappone le coppie omosessuali possono condividere la stessa tomba
Il tempio buddista giapponese di Shodaiji, a Tokyo, apre alle minoranze sessuali. Qui coppie lesbiche, gay, bisessuali e transgender, il popolo Lgbt, quando passeranno a miglior vita potranno riposare assieme nella stessa tomba.
In Giappone non c’è una legge che vieta espressamente la sepoltura congiunta di due persone dello stesso sesso, come ha spiegato Mutsumi Yokota, ricercatore dell’Associazione dei cimiteri nipponici al Japan Times, tuttavia queste sepolture sono rare.
Il motivo? Da una parte la riluttanza dei parenti, dall’altra i timori degli operatori cimiteriali.
«Per quanto ne so non ci sono tombe che coppie dello stesso sesso possono condividere», ha spiegato Joji Inoue, sommo sacerdote di Shodaiji che ha proposto la nuova sepoltura. Il suo tempio vuole cambiare la concezione della tomba giapponese, vincolata al concetto di famiglia tradizionale. Un innovatore. La tomba per le coppie Lgbt ha già un nome: «&». In giapponese si pronuncia «ando» e significa senso di sollievo, la speranza che i propri cari possano riposare in pace dopo la morte.
Questa nuova tomba si compone di una lapide cilindrica alta un metro e venti centimetri, dove vengono collocate le ceneri dei defunti, è realizzata in marmo bianco, con la possibilità di incidere sulla superficie i nomi di chi vi riposa. Shodaiji ha riservato uno spazio per le nuove tombe in alcuni cimiteri nelle prefetture di Chiba e Saitama. Il tempio giapponese, davanti a un numero di richieste crescente da parte della comunità omosessuale, ha deciso di prendersi cura delle persone con sessualità diverse, dando loro la possibilità di stare vicino anche dopo la morte. In questi cimiteri la sepoltura durerà sei anni, poi i resti saranno traslati in una tomba perpetua, questo perché secondo i promotori di questa iniziativa le coppie Lgbt non hanno figli o nipoti che possano prendersi cura delle loro tombe.
I monaci stanno tenendo incontri per le persone Lgbt, spiegando la nuova modalità di sepoltura. «Il buddismo non discrimina sulla base del sesso o non impone ciò che ha persona dovrebbe essere», ha concluso il sommo sacerdote Inoue, «spero di eliminare i pregiudizi e la discriminazione contro le minoranze sessuali».