ItaliaOggi, 29 marzo 2017
Non rispetta la precedenza e finisce in aria l’auto senza conducente di Uber
Continua la serie nera di Uber, la società americana considerata la bestia nera dei tassisti di tutto il mondo. Adesso deve fare i conti con un contrattempo supplementare a causa dell’auto che si guida da sola, la vettura autonoma, senza conducente. In Arizona, a Tempe, una di queste auto di Uber è stata colpita violentemente in un incidente stradale provocato dal mancato rispetto del diritto di precedenza, finendo col rovesciarsi su un fianco.
Secondo la polizia locale, come ha riportato Le Monde, l’auto a guida autonoma di Uber, non è responsabile dell’incidente, per fortuna senza feriti. In attesa dei risultati definitivi dell’inchiesta aperta dopo l’incidente, Uber, la piattaforma internet di noleggio vetture con conducente, ha sospeso il programma di test in Arizona a tempo indeterminato. E le sue flotte di Pittsburgh (Pennsylvania) e San Francisco, in California, pure sono state ugualmente bloccate senza sapere per quanto tempo.
Uber di recente ha subito diversi rovesci e sono in atto tensioni interne dove sta vivendo un’importante crisi di governance, con polemiche a ripetizioni e dimissioni. In California, Uber ha perso il braccio di ferro con le autorità dopo aver tentato di testare una flotta di auto autonome e ne ha poi dirottate 16 in Arizona, dove si è verificato l’incidente per un mancato rispetto del diritto di precedenza. L’incidente non è il primo per le vetture senza conducente. Google, ha segnalato alle autorità una ventina di collisioni, qualificate come minori, avvenute nel centro città e a velocità moderata. Soltanto in uno di questi incidenti la vettura autonoma di Google aveva torto: nel febbraio 2016 quando una delle sue Lexus modificate mentre cambiava strada è andata a sbattere contro un bus. In Florida, un automobilista è morto a bordo di una Tesla dopo aver innestato la funzione di pilota automatico. Ma l’inchiesta della sicurezza stradale americana ha scagionato Tesla, il costruttore delle vetture elettriche, spiegando che si era trattato di un sistema di aiuto alla guida e non di una vera e propria funzione di guida autonoma, senza conducente.
Uber è diventata la prima impresa americana a utilizzare la tecnologia della guida autonoma destinata ai consumatori, ma è in ritardo sulla concorrenza. Travis Cordell Kalanick, il cofondatore di Uber, intende creare una gigantesca rete di taxi senza conducente. Cosa che permetterebbe di diminuire ancor di più i prezzi proposti ai propri clienti e diventare un’opzione meno costosa dell’acquisto di una propria vettura. Un’ambizione coltivata anche da Google, Ford, General Motor che ha investito in Lyft l’altra piattaforma americana di noleggio auto con conducente.