Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  marzo 29 Mercoledì calendario

Uccide la moglie a coltellate. «Spendeva troppi soldi»

Uccide la moglie a coltellate e poi chiama la centrale dei carabinieri. Erano da poco passate le 18 quando Angelo Visciglia, 64 anni, disoccupato, invalido, con piccoli precedenti penali, ha avvertito i militari: «Venite subito, abito in via Poirino, ho fatto una sciocchezza. Una terribile sciocchezza». Una pausa per prendere fiato e poi spiattella la frase confessione: «Ho ucciso mia moglie». È stato lui ad aprire pochi minuti dopo la porta di casa ai carabinieri di Pinerolo, li ha fatti andare in cucina, ha indicato il corpo della moglie, Battistina Russo, 52 anni, riverso a terra con la faccia contro il pavimento, poi ha fatto vedere il coltello sporco di sangue posato sul tavolo. «Entrate pure. Il corpo di mia moglie è in cucina. Lì troverete anche il coltello»
Invalido
Una caso semplice per i militari coordinati dal tenente Pasquale Penna: omicidio volontario commesso al termine dell’ennesimo litigio. Un raptus, compiuto con un coltello da cucina. Sì, non è un mistero che fra i due ci fosse della tensione, i vicini li sentivano spesso litigare. Il motivo? Sempre il solito, il denaro. Era solo lei a lavorare e a portare a casa i soldi. Faceva le pulizie nella casa di riposo San Lorenzo di Cavour. Lui è disoccupato, passava le giornate in casa o spostandosi su e giù sullo stretto balconcino dell’abitazione che si affaccia su stradale Poirino a piccoli passi o con la sedia a rotelle. In genere brontolava e inveiva un po’ con tutti. Ogni occasione era buona per sfogarsi. Gli dava persino fastidio quando le persone buttavano le immondizie nei cassonetti davanti a casa sua. Non soffriva il rumore dei coperchi quando venivano sbattuti. I carabinieri l’hanno arrestato e portato in caserma dieci minuti dopo che erano entrati in quell’alloggio. In caserma poco dopo è arrivata anche il pm di turno, per coordinare le indagini.
L’alloggio della coppia è composta da tre camere al primo piano sopra un negozio di colori e carte da parati, una delle ultime case di Pinerolo prima di imboccare la tangenziale per Torino. Davanti a prati e piccole casette, dietro un negozio del «fai da te» e una palestra. Sotto casa il figlio della coppia, Valerio, si dispera e continua a dire: «Mio padre è un bastardo, non voglio più vederlo». Dà sfogo a quella rabbia che sente crescere dentro, i carabinieri cercano di tranquillizzarlo, lui prende il telefonino e chiama la zia e continua a ripetere: «Mamma non c’è più, mamma non c’è più, lui l’ha uccisa». Dall’altra parte del telefono la zia sgomenta chiede spiegazioni e lui continua a ripetere sempre la stessa frase. Poi arrivano gli amici, lo abbracciano, lo sorreggono, ma il dolore è troppo grande.
Liti frequenti
I rapporti fra marito e moglie erano tesi da anni, lui ha un caratteraccio, qualche denuncia di poco conto, i carabinieri lo conoscono bene, era finito nei guai per stupefacenti e per resistenza a pubblico ufficiale. Storie vecchie che risalgono agli Anni 90 e all’inizio del 2000. Faceva solo qualche lavoretto saltuario e accusava la moglie di spendere troppi soldi, ma chi li conosce dice che non era vero. La donna il denaro lo spendeva, ma per la famiglia. Era lei che dava un po’ di soldi al marito e questo tutte le volte era motivo di discussione.
Interrogatorio
In caserma, assistito dall’avvocato Cristiana Bruno, Angelo Visciglia è stato interrogato in serata dal magistrato Monica Supertino. Davanti al pm, l’uomo si è sfogato per qualche minuto raccontando una lunga storia di litigi e rancori, uguali a quelli avvenuti tante altre volte, ma che una manciata dopo le 18 ha avuto un epilogo drammatico.