ItaliaOggi, 29 marzo 2017
Diritto & Rovescio
Il blogger russo Aleksej Navalnyj è stato arrestato e condannato a 15 giorni di carcere per aver organizzato manifestazioni di piazza non autorizzate. Sono cose che un paese dabbene non dovrebbe mai fare. Sempre infinitamente meno però di ciò che sta combinando il premier turco Erdogan che ha decapitato le forze armate del suo paese, decimato la magistratura (così impara), chiuso decine di giornali e imprigionato molti giornalisti senza che le grandi democrazie e, men che meno, i loro grandi media, si allarmassero più di tanto. Alzano (un po’) la voce solo quando Erdogan, dopo aver incassato l’obolo milionario, minaccia di liberare i profughi siriani e iracheni che sta sequestrando nel suo paese per evitare che finiscano in Europa. Ma, per il resto, calma piatta. Ma come si spiega il fatto che i grandi media anglo-americani (con gli italiani al traino) facciano la sarabanda per 15 giorni di carcere a una persona in Russia e stiano zitti per lo tsunami turco? Possibile che non si rendano conto che diventano inattendibili?