Affari&Finanza, 27 marzo 2017
CompassNews, la Spotify dei giornali articoli a pagamento scelti à la carte
Una piattaforma rivoluzionaria mira a riavvicinare i Millennials al giornalismo di qualità e salvare il mercato delle testate online a pagamento, le cosiddette paywall. Il giornalismo è in crisi, sia il cartaceo sia le testate online a pagamento. Nell’illusione di un’ipertrofia dell’informazione e della facilità di accesso ad essa, sono sempre meno le persone disposte a pagare per le news. Jeff Bezos, fondatore di Amazon e oggi Ceo del Washington Post, nota anche come l’età media degli abbonati si alza ogni anno di più. Questo condanna inevitabilmente il mercato delle paywall news, come si chiamano le notizie fornite dai giornali più consolidati, al declino, a scapito della qualità. Lele questioni sono tre: sempre meno persone sono disposte a pagare per accedere alle notizie, e a non essere disposti a pagare sono soprattutto i giovani, o per usare un termine più attuale i Millennials. A questo si aggiunge il ruolo dei social media nel rinforzare il fenomeno dell’ echo chamber (camera dell’eco) che vede gli utenti esposti soltanto a contenuti simili a quelli che lui stesso già approva e condivide, lasciando fuori quelli di segno opposto, che potrebbero mettere in discussione i propri convincimenti. Tale meccanismo, oltre ad impoverire il dibattito, e di conseguenza le basi stesse della democrazia, sacrifica gli articoli di analisi ed approfondimento in favore di contenuti leggeri che generano click. Due studenti Con CompassNews, due studenti della London School of Economics e dell’Università di Oxford, Matilde Giglio e Mayank Banerjee, si propongono di dare risposta a tutte e tre le questioni. Si tratta di una piattaforma digitale che offre accesso ai contenuti di tutte le principali testate a pagamento per sole 3 sterline al mese per gli studenti, e 5 sterline per il resto del pubblico. Il meccanismo è semplice: attraverso la piattaforma, gli utenti potranno selezionare i singoli contenuti dei principali giornali, senza essere costretti ad abbonarsi alla testata. Ricerche condotte negli Stati Uniti e in Inghilterra, mostrano che i Millennials sono disposti a pagare per avere accesso a film, musica e video. Perché non per le news? La risposta è semplice: i giovani sono abituati ad avere accesso ad un’ampia varietà di contenuti online dalle fonti più disparate, senza essere costretti a sceglierne una soltanto. Inoltre, l’88% dei ragazzi intervistati, ritiene che l’abbonamento alle testate paywall sia troppo costoso. Come era già accaduto con la musica, gli utenti hanno mostrato di preferire abbonamenti “combinati” piuttosto che a un singolo contenuto. Ampia selezione «Si tratta – racconta la cofondatrice, la 25enne romana Matilde Giglio – si tratta di applicare la logica di Spotify e Netflix, che mettono a disposizione degli utenti una selezione ampia dei miglior contenuti possibile, ad un prezzo accettabile, e senza pubblicità, al giornalismo». In un colpo solo CompassNews aiuterebbe ad incrementare le entrate dei giornali – il 70% dei ricavi viene infatti condiviso con le testate partner – e spingerebbe i Millennials a pagare per avere accesso alle news. «La parte più difficile – dice Matilde – è stata convincere tutte le principali testate a salire a bordo. Per loro stessa natura, si tratta di organizzazioni complesse e non sempre pronte a sperimentare». Dopo nove mesi di preparazione, hanno lanciato la piattaforma nel circuito universitario Lse, Oxford, Cambridge, Warwick e York. Il lancio è stato accompagnato da una campagna marketing brillante, inclusi profilattici con la scritta “because news is f*cked”. La reazione nelle università è stata sorprendente, tanto da dar vita ad una campagna virale organizzata dagli studenti stessi dal nome “What news means to me”, dove ciascuno ha scritto su un cartellone cosa non funzionasse nel panorama media oggi, e poi l’ha postato sui social. La campagna è stata trend-topic su Facebook e Twitter per giorni. Su 50mila studenti, in due settimane, si sono registrati alla piattaforma in 5mila. «Siamo passati dall’essere due ed incontrarci da Starbucks, ad avere un team di 12 persone e ufficio in centro. Molti dei ragazzi hanno lasciato lavori ben pagati a Spotify, Amazon, Neflix, Facebook per lavorare con noi perché credono nel progetto». Come funziona La pagina si presenta come une sorta di home di Facebook, ma con soltanto articoli delle principali testate online a pagamento. In una prima sezione ci sono in sintesi le principali notizie del giorno. Segue “News feed” con i migliori pezzi di analisi e approfondimento pubblicati dalle testate, e infine una sezione Entertainment su cultura, arte e musica. Gli articoli vengono selezionati dal team di CompassNews sulla base di qualità e rilevanza per il target prioritario, i Millennials, appunto. Obiettivo è fornire quotidianamente agli utenti una selezione ragionata dei migliori articoli. Degli articoli presentati ogni giorno dalle testate partner, il team ne seleziona in media soltanto il soltanto il 2%. Il focus è su pezzi di opinione e di analisi più che sulle notizie. Prima di essere sottoposti al processo di selezione gli articoli vengono resi anonimi in modo da eliminare il rischio di parzialità. Diverse prospettive Altra novità è la perspectives tab, una sezione della piattaforma pensata per offrire all’utente diverse prospettive. «È quella di cui andiamo più fieri», racconta Matilde. Selezionando un argomento, tipo la Brexit, cliccando a destra l’utente troverà i punti di vista di testate di destra sull’argomento, a sinistra quelle di sinistra, mentre al centro quelle più equidistanti. «Così l’utente avrà a disposizione i diversi punti di vista su un argomento e non soltanto articoli selezionati da un algoritmo per mostrargli esclusivamente ciò che gli piace: un modo per contrastare il fenomeno dell’echo chambers». Tutti i ragazzi del team sono dei veri appassionati di giornalismo, alcuni di loro vengono da importanti testate inglesi. «Noi non intendiamo sostituirci alle grandi testate», ci tiene a precisare Matilde. «Al contrario, vorremmo che chi si avvicina a noi non soltanto scelga di pagare per informazione di qualità su CompassNews, ma sia spinto ad abbonarsi ai giornali nostri partner. Per facilitare il processo, attraverso il sito suggeriamo eventi di qualità con giornalisti, pubblicizziamo gli sconti sugli abbonamenti online ai giornali, o sull’acquisto della prima copia cartacea. Quello che facciamo è connettere i lettori ai giornali, selezionando e pubblicando i loro contenuti più adatti al target a cui ci rivolgiamo. Dopo l’Inghilterra lanceremo l’iniziativa in America: ma il successivo passo, che è quello che più mi preme, sarà l’Italia».