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 2017  marzo 27 Lunedì calendario

Susana alla guerra del Psoe. «Conquisterò il partito e poi tutta la Spagna»

È scesa in campo per prendersi la segreteria del partito socialista spagnolo (Psoe) appoggiata da tutti i padri storici. Susana Diaz, 42 anni, presidente dell’Andalusia, è da ieri il terzo candidato alle primarie di maggio dove 190mila militanti sceglieranno il nuovo leader di un partito dilaniato dalle lotte intestine e, da alcuni anni, in grave perdita di consensi a sinistra per la nascita e affermazione di Podemos. Alle primarie Susana Diaz dovrà misurarsi con Patxi Lopez ma soprattutto con Pedro Sánchez, l’ex segretario estromesso dopo le ultime elezioni politiche dell’anno scorso. Così mentre Sánchez ha costruito tutta la sua campagna per tornare alla guida del partito contro l’establishment socialista, Susana, che ha dubitato a lungo prima di candidarsi, è ora la concorrente non solo della regione storicamente serbatoio di voti del Psoe, ma anche del vertice del partito.
Nel meeting convocato ieri a Madrid ad appoggiare Susana c’erano Felipe González e José Luis Rodriguez Zapatero. C’era l’ultimo segretario prima di Sánchez, Rubalcaba, ma soprattutto c’era Alfonso Guerra, storico plenipotenziario andaluso che dopo anni di conflitti, per sostenere Susana, ha accettato di apparire di nuovo vicino a González.
Nata a Siviglia, come Felipe, laureata in Legge, sposata con un figlio, Susana Diaz non è la prima donna che aspira a diventare segretario di uno dei grandi partiti spagnoli ma certamente oggi è quella che ha le maggiori possibilità di riuscirci. Ostinata, determinata e perseverante, Susana Diaz è socialista da sempre. Entrò nelle file dell’organizzazione giovanile del partito socialista a 17 anni, nel ‘91 quando Felipe González era presidente del governo da quasi un decennio. La sua carriera s’è svolta tutta all’ombra del partito: consigliere comunale a 25 anni, deputata a trenta, fino alla presidenza della regione andalusa nel 2013.
Pedro Sánchez è caduto mentre preparava un accordo di governo, giudicato suicida dai vertici del Psoe, con Podemos e le formazioni nazionaliste nei Paesi Baschi e in Catalogna. Ora Susana, che della caduta di Sánchez fu tra gli artefici, promette di riportare il partito alle origini, agli anni vittoriosi di González e Zapatero quando i socialisti, anche grazie al sistema elettorale che favorisce il bipartitismo, agglutinavano quasi tutta la sinistra e il centrosinistra spagnoli.
“Recuperare il Psoe di sempre”, è lo slogan di Susana. Ma i tempi sono cambiati e non le sarà facile conquistare consensi lontano dall’Andalusia. Intanto però deve vincere le primarie di maggio soprattutto contro Pedro Sánchez che ha questo punto è un candidato anti-partito. Che punta tutto sulla base popolare del Psoe per sconfiggere l’apparato e vendicarsi.