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 2017  marzo 27 Lunedì calendario

Monete, francobolli e fumetti: la collezione vale una fortuna

Forse hai in casa un tesoro e non lo sai. Collezionare francobolli, monete o fumetti è una passione per milioni di italiani. E può essere un vero e proprio investimento. Se vuoi cimentarti nel collezionismo, o cerchi il modo di monetizzare le raccolte ereditate, ecco le dritte degli esperti. 
MONETE 
La numismatica è un tipo di collezionismo che non conosce crisi. Come puoi riconoscere una moneta di valore? «Monete di grande valore storico si possono acquistare per poche decine di euro perché molto comuni», spiega Giuseppe Bertolami è l’amministratore unico di Fine Arts, casa d’aste di Roma che vende all’incanto anche nei mercati internazionali, come sulla piazza di Londra. E non è nemmeno la rarità, ad alzare il prezzo: «Deve essere abbinata a qualità e conservazione eccellenti. I prezzi di una moneta da collezione vanno dalle poche decine ai milioni di euro». Evitate quindi i luoghi umidi, e resistete alle pulizie fai-da-te: la patina del tempo potrebbe essere un plusvalore, se il pezzo non è rovinato. Dove avviene la compravendita di monete? Oltre che nei circuiti delle case d’asta, oggi, afferma Umberto Moruzzi, titolare dell’omonimo negozio storico della Capitale, «le monete si scambiano nei mercatini e nei convegni, ma soprattutto su internet. Capita spesso che gli italiani entrino in negozio per cercare di vendere alcune monetine: spesso si tratta di un tentativo di racimolare qualche euro dalle collezioni ereditate. Altrettanto spesso queste collezioni non valgono molto». Le eccezioni, però, non sono rare. Anche una moneta-ciondolo di quei bracciali in voga negli anni ’50 potrebbe avere un valore notevole. 
«Se la collezione del nonno è stata curata con impegno e devozione la moneta rappresenta certo un’ottima forma di risparmio», svela Moruzzi: “Abbiamo acquistato piccole collezioni da diverse decine di migliaia di euro: tutto è possibile, si possono incassare anche 50mila euro». Per sapere se quanto avete trovato in soffitta abbia o meno un valore, affidatevi agli esperti, non a internet. Il primo parere è gratuito, per le valutazioni professionali si possono spendere anche mille euro, dipende dal valore. Anche le banconote da collezione seguono lo stesso percorso, ma sono meno collezionate dagli italiani. Le vecchie lire valgono ancora qualcosa? «Solo alcune, se in perfetto stato di conservazione», mette in guardia Moruzzi: «Colpa della prescrizione anticipata della lira voluta nel 2011 dal governo Monti: a differenza di altri Paesi, qui la moneta nazionale ha avuto una data di scadenza e ha perso ogni controvalore, incidendo anche sul mercato numismatico. Si trattò di un vero e proprio, seppur piccolo, default per il Paese». 
FRANCOBOLLI 
Il collezionismo di francobolli, oltre che affascinante, è un mercato consolidato e può essere una forma molto seria di investimento. Le compravendite e gli scambi avvengono anche online. Ma la passione si muove per lo più nei circoli filatelici o in esposizioni: a Milano, pochi giorni fa, quella nazionale. I professionisti della Federazione fra le società filateliche italiane tramandano questo divertimento pure nelle scuole, organizzando campionati e sfide a colpi di collezione. «Il francobollo», spiega Bruno Crevato Selvaggi, autorità del settore, «è l’unico simbolo evidente di sovranità oggi in Italia: l’unica carta-valore che lo Stato italiano emette, dopo l’avvento dell’euro». Come capire cosa si ha tra le mani? «Un francobollo che è raro adesso lo era anche un tempo», spiega Crevato Selvaggi: «E se quindi si trova in un cassetto la collezione di papà o del nonno, potrebbe non avere più di un valore affettivo. Se però all’epoca la spesa fu l’equivalente di 2mila euro, oggi quella collezione potrebbe valerne 4mila». Non poco, se serve monetizzare in tempi di crisi, ma «il problema è che alcune serie, come ad esempio quelle del Vaticano degli anni ‘60, furono acquistate in massa: tutti ne hanno gli album pieni e nessuno li compra». 
C’è poi un tipo di collezionismo più raffinato: quello dei francobolli ancora incollati su documenti interi, organizzati secondo criteri precisi in collezioni. «Da questa passione si possono trarre maggiori soddisfazioni economiche». E non c’è da temere sulla recente sentenza che ha fatto tremare gli appassionati condannando un commerciante: «Il tribunale di Torino si è occupato solo di documenti della pubblica amministrazione, dichiarandoli bene demaniale. Ma sono uno zerovirgola di quelli in circolazione». Da quali francobolli si può guadagnare di più? Da quelli rari. Che, «salvo casi particolari, sono quelli emessi nell’800. La filatelia italiana è molto ricca: nei vari Stati si emettevano francobolli anche prima dell’Unità e quelli sono in assoluto i più rari del mercato italiano». Fate attenzione ai falsi «i periti filiatelici sono i professionisti in grado di sciogliere i dubbi» e alle truffe online «meglio non spendere cifre altissime su internet». 
FUMETTI 
Editore e storico, Gianni Bono ha creato un portale che ha reso accessibili a tutti gli appassionati gli archivi sul fumetto di If Edizioni, guidafumettoitaliano.com. Gli chiediamo quando i fumetti possono valere una fortuna. La buona notizia per chi vuole monetizzare è che non sono gli storici, oggi, i più rivendibili. «Perché il collezionista di fumetti cerca ciò che ha perso della sua giovinezza e oggi hanno valore soprattutto gli evergreen: Topolino e gli albi Disney, Tex e Diabolik». Devono però essere in buone, anzi in ottime condizioni. Perché lo stesso fumetto può valere 5 euro o 5mila. E «bisogna distinguere gli originali dai falsi, le ristampe anastatiche degli anni ’70: occorrono degli esperti per farlo». La redazione della Guida dà consigli (gratuiti) a chi ha qualche dubbio. «Valgono moltissimo i numeri 1. Se in ottime condizioni si arriva ai 30mila euro. DiTexsonoiprimi43ipiù ricercati. Oltre a quelli che difficilmente gli italiani hanno in casa: i primi 29 volumi alle aste sono stati battuti a prezzi folli, ma è ragionevole pensare non esistano più di 10 collezioni nel mondo». Valgono, poi, le prime due annate di Topolino. E gli albi Nerbini, primo editore del personaggio Disney, degli anni ’30. «Non portate i vostri numeri al mercatino senza aver fatto ricerche», consiglia comunque Bono: «Potreste guadagnare 5 euro da un fumetto che ne vale migliaia».