Il Sole 24 Ore, 27 marzo 2017
Tribunali, procure, Tar: uffici a corto di vertici
È in corso un maxi-ricambio ai vertici degli uffici giudiziari. La cancellazione – disposta dal decreto legge 90 del 2014 – della possibilità di restare in servizio fino a 75 anni per i magistrati ordinari, amministrativi e contabili e per l’avvocatura dello Stato sta svuotando le posizioni apicali nei palazzi di giustizia.
Dei 136 magistrati ordinari che usciranno quest’anno 26 sono presidenti di tribunale, 6 presidenti di corte d’appello, 6 procuratori della Repubblica, 7 procuratori generali presso la corte d’appello, oltre al procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Per i giudici amministrativi, invece, tra i 57 già pensionati, 51 dei quali per i nuovi limiti di età, ci sono l’ex presidente Giorgio Giovannini e otto presidenti di sezione del Consiglio di Stato, più 14 presidenti dei Tar. L’Avvocatura dello Stato si è trovata di colpo senza avvocato generale e senza vice-avvocati generali, oltre ad aver perso diversi capi dei distretti.
I tempi
Per i magistrati amministrativi e contabili e per gli avvocati dello Stato il boom di uscite è già avvenuto, perché l’età pensionabile è stata fissata senza deroghe a 70 anni dal 1° gennaio 2016, con l’eccezione della Corte dei conti, che ha beneficiato di una proroga fino al 30 giugno 2016. Mentre il pensionamento dei magistrati ordinari è stato articolato in due tempi, proprio per il temuto scossone sulle posizioni dirigenziali: per tutto il 2016 hanno ottenuto di rimanere al lavoro fino a 72 anni e solo dallo scorso 1° gennaio è scattato il tetto a 70 anni. I limiti di età sono stati però congelati fino a fine anno – con la proroga “salva-Canzio” del decreto legge 168/2016 che ha scatenato le polemiche – solo per i vertici delle diverse magistrature.
Si tratta di uscite che pesano sull’organizzazione degli uffici, già provati da organici in sofferenza: alla Corte dei conti è scoperto il 38% dei posti, nel Consiglio di Stato e nei Tar il 27%, tra i magistrati ordinari il 14,4%, all’avvocatura il 9,5 per cento. E l’impatto dei pensionamenti “in blocco” è maggiore sugli organici più contenuti.
L’impatto sugli organici
I 136 magistrati ordinari in uscita quest’anno vanno ad aumentare i circa 1.400 posti vacanti su un organico di quasi 10mila. «Le carenze penalizzano soprattutto le sedi più disagiate – dice Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione nazionale magistrati – e la sostituzione dei vertici richiede almeno sei mesi. Ci vorranno anni prima di rimediare a una situazione creata dal blocco delle selezioni, deciso dall’ex ministro della Giustizia Roberto Castelli, e dai pensionamenti voluti dal Governo Renzi. Bisognava scaglionare le uscite, ma si è preferito fare demagogia e il taglio del tirocinio (da 18 a 12 mesi) non solo non serve ma è pericoloso perché penalizza la formazione». «Le scoperture hanno raggiunto livelli non più sostenibili – rimarca il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini – e saranno alleviate a settembre, con l’attribuzione delle funzioni a 340 nuovi magistrati. Ma occorre accelerare i concorsi e bandirne uno straordinario, magari con l’accesso diretto per i laureati più meritevoli». Sulle scoperture ai vertici, Legnini getta acqua sul fuoco: «Abbiamo già pubblicato i bandi per le posizioni che si stanno per liberare e provvederemo alle nomine nel minor tempo possibile».
Ancora più grave la situazione della Corte dei conti, dove su 611 magistrati “teorici” ne mancano 230: «Il 1° luglio 2016 – commenta Ermanno Granelli, presidente dell’associazione dei giudici contabili – abbiamo avuto 47 uscite, che hanno portato le scoperture al 38 per cento. Una situazione inaccettabile. A soffrire sono soprattutto le sedi periferiche». Così è anche nei Tar. «Le nomine dei presidenti di tribunale – spiega Giampiero Lo Presti, presidente dell’ associazione dei giudici Tar – sono state fatte, ma resta il problema degli organici. Al Tar Lazio è stata disposta l’applicazione di magistrati provenienti da tribunali periferici». «Ancora non abbiamo ristabilito una situazione di equilibrio – aggiunge Giuseppe Severini, presidente dell’associazione dei magistrati del Consiglio di Stato -. Ci sono nove giudici Tar pronti a passare a Palazzo Spada, ma non possono finché nei Tar non arrivano i rinforzi previsti dai concorsi». Stessi problemi anche all’Avvocatura dello Stato. «La percentuale di scopertura non è elevata – afferma il vice-presidente dell’associazione degli avvocati statali Enrico De Giovanni -, ma incide su piccoli numeri: siamo 370. I 19 pensionamenti del 2016 si sono fatti sentire: mediamente gestiamo 500 affari l’anno a testa».