la Repubblica, 25 marzo 2017
L’amaca
A quanto risulta anche da Wikipedia, Alfano è l’attuale ministro degli Esteri. A quale titolo chieda le dimissioni del direttore generale della Rai, è un mistero. Un mistero minimo, per carità, niente di irreparabile; però ogni tanto bisognerebbe domandarsi se sia ancora in vigore, in questo Paese fuori di testa, l’aureo principio del rispetto degli ambiti e delle competenze.
Forse la frase gli è uscita così, tanto per dire. Forse alla Farnesina ha ricevuto segnalazione da qualche ambasciata che la ricezione della Rai, laggiù, è insoddisfacente. Fatto sta che nella ridda frastornante di polemiche, anatemi, sentenze, maledizioni e fatwa che si incrociano sulla scena pubblica, rinforzate dalla marea giudicante e sanguinaria dei twittanti, ogni tanto sarebbe salutare fermarsi un attimo e chiedersi: se faccio il ministro degli Esteri, è proprio necessario che io abbia un’opinione sul direttore della Rai? Forse che il ministro dell’Agricoltura ha chiesto l’immediato richiamo dell’ambasciatore a Timbuctù? Ma perché ognuno non prova a fare il proprio mestiere, magari cercando di farlo bene, astenendosi da questa ciancia velenosa e asfissiante, tutti contro tutti, ognuno che dice dell’altro che è un cretino, e l’altro che gli risponde “chi lo dice lo è cento volte più di me?