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 2017  marzo 25 Sabato calendario

Sanità, la rivolta repubblicana ferma Trump

WASHINGTON Alle 15.29 Donald Trump telefona a un’ormai disperato Paul Ryan, lo speaker della Camera dei rappresentanti: «Ok, fermate tutto, sospendete il voto sulla riforma sanitaria». Manca solo un minuto alla scadenza delle 15.30 fissata per la conta. L’Assemblea non si pronuncia, ma il risultato politico è lo stesso: Trump e il partito repubblicano non sono riusciti a sostituire l’Obamacare. La promessa numero uno della campagna elettorale non viene mantenuta: è un fallimento clamoroso sia per il presidente sia per la leadership parlamentare dei conservatori.
Alle 16.30 Donald Trump apre alle telecamere lo Studio Ovale e fornisce la sua versione: «Siamo andati molto vicini, ci mancavano 10 o 15 voti. Non abbiamo avuto alcun appoggio dai democratici. Alla fine meglio così. Adesso lasceremo che “l’Obamacare” esploda, che i costi delle polizze diventino ancora più pesanti per i cittadini. Sono sicuro che i democratici verranno a chiederci di collaborare e faremo una riforma ancora migliore di questa. I veri sconfitti sono i leader democratici, Nancy Pelosi e Chuck Schumer».
È una curiosa teoria, visto che all’ora di pranzo il presidente aveva ricevuto Ryan. Le certezze dello speaker si erano polverizzate: la bozza della «Trumpcare» era stata fatta a pezzi da destra e da sinistra nel partito. Gli emendamenti non erano serviti a nulla, anzi, se possibile avevano peggiorato la situazione. Inutile anche l’intervento del vice presidente Mike Pence.
Ma Trump aveva mandato via Ryan con un invito perentorio: basta con le trattative, chi non si allinea ne risponderà davanti agli elettori.Così lo speaker era rientrato a Capitol Hill completamente trasfigurato. Aveva convocato i leader delle principali correnti repubblicane nel suo studio provando a evitare un disastro collettivo. Che fare? Mancavano almeno 10 deputati, e forse anche di più, per raggiungere la maggioranza richiesta di 216. A quel punto Donald Trump, finalmente, ha ceduto.
È la seconda bruciante sconfitta in due mesi di mandato. Prima il «no» delle Corti al bando temporaneo su profughi e viaggiatori provenienti dai Paesi musulmani; ora l’incapacità di trovare un compromesso sulla riforma simbolo del nuovo corso.
Ci sono davvero margini di recupero? Ryan ha ammesso: «Non so quanto tempo ci vorrà per riproporre un’altra formula».
Il disegno di legge ritirato prevedeva l’abolizione dei due principi fondamentali della legge introdotta nel 2010: per i cittadini sarebbe caduto l’obbligo di acquistare una polizza sanitaria e le aziende con più di 50 dipendenti non avrebbero più dovuto provvedere all’assicurazione dei propri lavoratori, condividendo almeno il 50% dei costi. L’amministrazione, inoltre, avrebbe concesso crediti di imposta solo in base all’età e al reddito, senza più tenere conto della composizione della famiglia.
Nelle ultime settimane una parte dei moderati ha chiesto ripetutamente di correggere le misure che, nel giro di dieci anni, avrebbero tolto protezione a 24 milioni di americani.
Dall’altra parte i più conservatori hanno premuto per tagliare la lista delle prestazioni e modificare i programmi Medicare, a favore degli anziani con più di 65 anni, e Medicaid, destinati ai cittadini indigenti o con bassi redditi.