24 marzo 2017
APPUNTI PER GAZZETTA - IL VERTICE DI ROMACORRIERE.ITSarà una Capitale super blindata, con controlli scattati già il giorno prima, quella che sabato si prepara ad accogliere i rappresentanti dei 27 Paesi membri della Ue per celebrare i 60 anni della firma dei Trattati di Roma
APPUNTI PER GAZZETTA - IL VERTICE DI ROMA
CORRIERE.IT
Sarà una Capitale super blindata, con controlli scattati già il giorno prima, quella che sabato si prepara ad accogliere i rappresentanti dei 27 Paesi membri della Ue per celebrare i 60 anni della firma dei Trattati di Roma. In concomitanza con il vertice dei leader europei in Campidoglio si svolgeranno altre manifestazioni che rischiano di paralizzare la città: il più temuto è il corteo Eurostop per la possibile infiltrazione di black bloc. L’arrivo a Palazzo Senatorio di oltre 60 tra capi di Stato, ministri degli Esteri ed esponenti politici è previsto per le 9. La cerimonia prenderà il via alle 10, mentre alle 11.20 ci saranno le dichiarazioni dei leader e alle 12 la conferenza stampa. Alle 13 tutti si sposteranno al Quirinale per una colazione con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’area intorno al Campidoglio, zona blu di massima sicurezza, sarà totalmente chiusa ad auto e pedoni dalle 00.30 alle 14.
L’area tra via Nazionale e via del Tritone, intorno al Palazzo del Quirinale, sarà vietata alle manifestazioni: alle 13 nella residenza del presidente della Repubblica è prevista la colazione con i leader europei.
REPUBBLICA.IT
MISURE DI SICUREZZA
Tutto è pronto per il summit europeo dei 40 capi di Stato ma niente ancora può dirsi definitivo. La novità è l’istituzione, dopo l’attentato al cuore di Londra, di squadre speciali di 007 per monitorare siti, profili e social network di persone “sospette”. Il loro compito è quello di intercettare e decodificare eventuali messaggi di possibili attacchi terroristici o di progetti di atti eversivi che potrebbero partire dal web.
Dalle 10 alle 15 Fratelli d’Italia si riunirà all’Auditorium Angelicum, non lontano da piazza Venezia, per un sit-in stanziale al quale parteciperanno circa 800 persone.
Gli organizzatori stimano la partecipazione di 1.500 persone al corteo del Movimento federalista europeo che partirà alle 11 da piazza Bocca della Verità per raggiungere l’Arco di Costantino.
In contemporanea con il corteo del Movimento federalista europeo si svolgerà la manifestazione di Nostra Europa con partenza alle 11 da piazza Vittorio e arrivo all’Arco di Costantino. Gli organizzatori prevedono l’adesione di 5 mila partecipanti.
I tavoli tecnici. I tavoli tecnici per l’ordine e la sicurezza disposti dalla Prefettura si sono riuniti tutti i pomeriggi, compreso ieri, e si riuniranno a palazzo Valentini fino a poche ore prima dell’avvio dell’evento, per modificare anche solo inerzie all’ultimo minuto e non farsi trovare impreparati.
L’impianto messo a punto è quello dei “Grandi eventi”, già tarato e collaudato con il recente Giubileo che ha accolto a Roma migliaia di fedeli. Certo, la presenza di 2 sit-in e 4 cortei che sfileranno contemporaneamente in diverse parti della città — da quello Euro Stop al sit-in di Fratelli d’Italia — rende il livello di allerta massimo.
Partirà alle 14 da piazza di Porta San Paolo in direzione piazza Bocca della Verità Eurostop. Al corteo anti-europeista, al quale sono previste 8 mila persone, si teme l’infiltrazione di frange estremiste e black bloc. L’area interessata dalla manifestazione è stata bonificata dal giorno precedente ed è sorvegliata speciale per evitare derive violente e danni a cose e persone. La stazione Piramide della metro B rimarrà chiusa.
Scenderà in strada per manifestare contro l’Unione Europea anche Azione nazionale: i manifestanti - secondo le previsioni 5 mila persone - si ritroveranno alle 15 in piazza dell’Esquilino da dove raggiungeranno via dei Fori imperiali.
Si raduneranno in piazzale Tiburtino alle 15 i circa 500 militanti del Partito Comunista per il sit-in di protesta anti-Ue.
Agenti e telecamere sui tetti. Tutto questo si è tradotto in cinquemila agenti in strada arrivati da tutta Italia, oltre mille telecamere puntate sui punti nevralgici della città, cecchini e poliziotti della Digos sui tetti per riprendere dall’alto cortei e manifestanti, intere strade chiuse in cui, già da ieri, è vietato parcheggiare e interdette al traffico. Ancora: sono due le zone rosse superblindate.
La prima, la “blu”, attorno al Campidoglio, dove le macchine non potranno passare da stanotte fino al pomeriggio di domani, esclusi i residenti che però dovranno sottoporsi al controllo della polizia. La seconda off limits è quella del Quirinale, ma i disagi ci saranno solo nella giornata di sabato.
Gli 007 sul web. L’attentato di Londra non ha modificato in maniera sostanziale l’organizzazione e la gigantesca macchina che si è messa in moto. Unica novità rilevante, appunto, è la creazione di una task force di 007 ed esperti informatici antiterrorismo che, dalle prime ore di giovedì, intercettano senza sosta messaggi su social o sulle pagine web: gruppi eversivi, monitorati costantemente già in tempi normali. Dai profili di sospetti “black bloc” a quelli di affiliati all’estremismo islamico, gli investigatori in tempo reale traducono messaggi criptici in una costante comunicazione con l’Interpol. Un lavoro che coinvolge anche le polizie di altri Stati che si scambiano e trasmettono informazioni che passano sul web, anche se solo allusive, relative al summit di domani.
Le sim dei terroristi. Proprio ieri gli agenti della Dia hanno smantellato un’organizzazione criminale impegnata nel traffico di esseri umani, su cui da tre anni stava indagando e trasmesso gli esiti dell’indagine a colleghi europei. Il perché sta in un dettaglio dell’inchiesta. Il pm Carlo Lasperanza ha infatti individuato l’uso da parte di clandestini e trafficanti di 70mila schede anonime e prepagate estere per 300mila euro, messe in funzione con i dati di utenti ignari o sfruttando oltre 40mila documenti d’identità ritenuti falsi. La Dda teme che le schede sospette siano finite nelle mani anche di soggetti vicini ai terroristi, come il tunisino, amico dell’attentatore di Berlino, espulso da Latina. Cinque al momento gli indagati: i tre grossisti e due pachistani, ma migliaia di telefonini “anonimi” sono ormai in circolazione.
Il discorso della sindaca. Intanto c’è attesa per il discorso che la sindaca Raggi farà in apertura dei lavori davanti ai capi di Stato, ospiti di palazzo Senatorio, e previsto per le 10.15. Potrebbe non limitarsi, questo circola in ambienti vicini al 5Stelle, a parole di benvenuto nei confronti dei governatori ma cogliere l’occasione, assai ghiotta, di usare quel palcoscenico e tutta l’attenzione che all’evento sarà dedicata per lasciarsi andare a una tirata antieuropeista, nel Dna del Movimento.
(ha collaborato Clemente Pistilli)
REPUBBLICA.IT
CITTA’ DEL VATICANO - L’Europa è un "modo di concepire l’uomo a partire dalla sua dignità trascendente e inalienabile" e non "un insieme di regole da osservare". E si deve resistere alla "tentazione di ridurre gli ideali fondativi alle necessità produttive, economiche e finanziarie". Papa Francesco lo sottolinea parlando ai capi di Stato e governo dei Paesi Ue, ricevuti in Vaticano alla vigilia della celebrazione per i 60 anni del Trattato di Roma.
"Noi oggi siamo qui riuniti per celebrare il nostro progetto comune e domani firmeremo un documento di intenti comuni, solo insieme e uniti si possono vincere le grandi sfide, possiamo sconfiggere il terrorismo, risolvere il problema dell’immigrazione", dice il presidente del Europarlamento, Antonio Tajani, nel suo messaggio di saluto iniziale. E Bergoglio, riprendendo i temi affrontati nella sua visita a Strasburgo, torna sugli elementi costitutivi di quel "progetto comune" che venne sottoscritto sessant’anni fa. Li riassume in cinque pilastri: "La centralità dell’uomo, una solidarietà fattiva, l’apertura al mondo, il perseguimento della pace e dello sviluppo, l’apertura al futuro".
Sul tema della solidarietà Bergoglio si sofferma a lungo. Lo presenta come "antidoto più efficace ai moderni populismi", come risposta alle "spinte centrifughe". Ma anche come perno sul quale far crescere la "capacità di aprirsi agli altri". Il Papa cita il cancelliere tedesco Adenauer e la sua promessa di una Unione che non avrebbe eretto intorno a sé "barriere invalicabili". Aggiunge Francesco: "In un mondo che conosceva bene il dramma di muri e divisioni, era ben chiara l’importanza di lavorare per un’Europa unita e aperta e la comune volontà di adoperarsi per rimuovere quell’innaturale barriera che dal Mar Baltico all’Adriatico divideva il continente". Oggi, commenta, si è persa la "memoria della fatica" compiuta per superare le barriere di sessant’anni fa. E se all’epoca "generazioni ambivano a veder cadere i segni di una forzata inimicizia", adesso si discute "di come lasciar fuori i ’pericoli’ del nostro tempo: a partire dalla lunga colonna di donne, uomini e bambini".
In questi sessant’anni, ammette il Papa, il mondo è cambiato: "Se i padri fondatori, che erano animati dalla speranza di un futuro migliore e sopravvissuti ad un conflitto devastante, erano animati dalla speranza di un futuro migliore e determinati dalla volontà di perseguirlo, evitando l’insorgere di nuovi conflitti, il nostro tempo è più dominato dal concetto di crisi". Ma la parola crisi, spiega il pontefice, "non ha una connotazione di per sé negativa, non indica solo un brutto momento da superare: ha origine dal geco e - ricorda Francesco - significa investigare, vagliare giudicare". Quello contemporaneo, quindi, è "un tempo di discernimento che ci invita a vagliare l’essenziale e a costruire su di esso". Un tempo di "sfide e di opportunità".
In questo senso l’Unione Europea, nelle parole del Papa, "a differenza di un essere umano di sessant’anni non ha davanti a sé un’inevitabile vecchiaia, ma la possibilità di una nuova giovinezza". Il successo, però, è legato alla capacità di "discernere la via di un nuovo umanesimo europeo, fatto di ideali e concretezza". Si tratta di "edificare società autenticamente laiche, scevre da contrapposizioni ideologiche, nelle quali trovano ugualmente posto l’oriundo e l’autoctono, il credente e il non credente". Si tratta, inoltre, di investire nello sviluppo e nella pace. Ma "lo sviluppo non è dato da un insieme di tecniche produttive", esso "riguarda tutto l’essere umano: la dignità del suo lavoro, condizioni di vita adeguate, la possibilità di accedere all’istruzione e alle necessarie cure mediche". Francesco cita Paolo VI: "Lo sviluppo è il nuovo nome della pace". Ma ammonisce: "Non c’è vera pace quando ci sono persone emarginate o costrette a vivere nella miseria. Non c’è pace laddove manca lavoro o la prospettiva di un salario dignitoso. non c’è pace nelle periferie delle nostre città, nelle quali dilagano droga e violenza".
Che l’Unione europea non debba essere "solo quella dei parametri numerici, ma di esempi morali, valori, nella ricchezza delle diversità" lo ha sottolineato anche il premier italiano, Paolo Gentiloni. "La Chiesa - ha detto - ci ha esortato a rafforzare il dialogo, ricordiamo san Giovanni Paolo II ed il suo impegno nel riunire i due ’polmoni’ come li chiamava lui, l’Est e l’Ovest. La Chiesa ha inoltre incoraggiato l’integrazione, ad esempio papa Paolo IV che parlava della magnifica realtà dell’Unione". Ricordando che noi "siamo l’Europa dell’umanesimo e del Rinascimento, di Pascal, dell’Illuminismo e della ragione come idea fondativa dello sviluppo umano", Gentiloni ha ribadito che "noi europei traiamo ricchezza da numerosi e differenti radici". "Il Papa al Parlamento europeo ha parlato di umanizzazione e ancora una volta dobbiamo seguire chi siamo: abbiamo superato due guerre mondiali e l’Europa è diventata una grande famiglia. Il viaggio dell’Europa continua, arricchiti dalla nostra diversità. Il viaggio è iniziato tempo fa e continua in nome della giustizia, del progresso, della pace dell’Europa e del mondo intero".
VOLI VIETATI
L’Enac, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, informa che "in occasione degli eventi previsti per le celebrazioni del 60° Anniversario della firma dei Trattati di Roma, su disposizione dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, ha deciso la chiusura dello spazio aereo sulla città di Roma e sulle aree circostanti. Dalle ore 6:00 locali di oggi, 24 marzo 2017, alle ore 23:00 locali di domani, 25 marzo 2017, sono vietati tutti i voli, inclusi quelli con velivoli ultraleggeri e i voli con i mezzi a pilotaggio remoto (cosiddetti droni), in un’area circolare avente un raggio di circa 10 chilometri dal centro della città. Sono esclusi dal divieto i voli commerciali di linea e charter in arrivo e partenza dagli aeroporti di Roma Fiumicino e Roma Ciampino, i voli di Stato, quelli di emergenza e i voli sanitari. I voli VFR (Visual Flights Rules - voli a vista), sono vietati in un’area circolare di circa 65 chilometri di raggio dal centro della città di Roma. Maggiori dettagli e informazioni sono riportati nei relativi NOTAM (Notice to Airmen - avviso ai naviganti)".
LASTAMPA.IT
DISCORSO DI GENTILONI
«Oggi è davvero il momento di assumerci piena responsabilità per migliorare le condizioni di lavoro e di impresa in Europa, per promuovere sistemi di innovazione insieme tecnologica e sociale». Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, aprendo a Palazzo Chigi i lavori del Vertice tripartito convocato in occasione del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma.
Ricordando il «sistema di valori e di regole, le conquiste sociali raggiunte in sessanta anni di integrazione», Gentiloni ha quindi affermato: «Credo che dobbiamo fare tutto quanto è in nostro potere per difendere l’acquis sociale in tutti gli Stati membri senza eccezione alcuna». E si è detto «profondamente convinto che dalla dimensione sociale possa partire un nuovo slancio al processo di integrazione».
Avanti con riforme per economie più competitive e giuste
Gentiloni ha quindi indicato la «responsabilità di difendere e rafforzare il modello di welfare europee, in un tempo di profonde trasformazioni per la nostra società». Si tratta, ha sottolineato, che «l’Europa del futuro deve partire dal lavoro. Bisogna proseguire senza esitazione e con determinazione nei processi di riforma, a livello europeo e degli stati nazionali, per rendere le nostre economie più competitive e più capaci di guardare al futuro ma anche più coese e giuste».
Sulla Brexit
«Abbiamo bisogno di una maggiore integrazione e rivendichiamo un ruolo globale per l’Europa. Per questo abbiamo bisogno anche di voi per sostenere il libero scambio, la crescita, una agenda per l’innovazione, e anche una Europa sociale», è stata la replica del Premier alle associazioni imprenditoriali europee. «L’Europa - ha detto ancora il premier - si trova di fronte a differenti sfide anche nuove, da Brexit al rinascere del protezionismo, ma abbiamo una opportunità per reagire. Non vogliamo una Europa divisa, l’Europa è unita e indivisibile, ma vogliamo anche andare avanti su una idea comune di Europa, in aree ad esempio come difesa, sicurezza».
Immigrazione non miglior volto Ue
«Siamo coscienti delle nostre differenze e dei problemi che ci dividono. L’Europa non ha mostrato il suo miglior volto a volte» verso gli immigrati che «con sofferenze indicibili arrivano in Europa, considerandola un rifugio sicuro». «Dobbiamo combinare diritti umani, ricerca dell’integrazione e responsabilità», sottolinea. «Dobbiamo anche salvaguardare il pianeta contro le minacce che lo stanno attaccando», aggiunge.
Messaggi di amicizia a Tsipras, ancora attesa su sua firma
Il vertice con le parti sociali ha inoltre offerto l’occasione, a Gentiloni e al presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, di lanciare messaggi di amicizia al Premier greco, Alexis Tsipras, che non avrebbe ancora sciolto la riserva, secondo quanto si apprende, ad apporre la sua firma alla Dichiarazione di Roma dei leader Ue, domani in Campidoglio. Gentiloni nell’indicare la responsabilità comune di difendere, “nessuno escluso”, le conquiste sociali raggiunte nei singoli Paesi partner, aveva puntualizzato «come ha giustamente affermato in una sua lettera il mio amico, il primo ministro greco». Mentre il presidente dell’Ue ha affermato che «la Grecia ha bisogno di noi e noi abbiamo bisogno di lei».
L’intervento del Papa
“Il primo elemento della vitalità europea è la solidarietà. Lo spirito di solidarietà è più che mai necessario oggi davanti alle spinte centrifughe e alla tentazione di ridurre gli ideali fondativi in pratiche economiche e finanziarie”. Lo ha detto Papa Francesco parlando ai 27 capi di Stato e di Governo incontrati in Vaticano. “Dalla solidarietà nasce la capacità di unirsi agli altri - ha aggiunto il Pontefice -. Oggi si discute di come lasciare fuori i pericoli del nostro tempo, a partire dalla lunga colonna di persone in fuga dalla guerra che chiedono solo un avvenire per loro e i loro cari”.
Leggi- Il Papa: l’Europa riscopra la solidarietà, antidoto ai populismi
Riscoprire il senso di “comunità”
L’Unione Europea ha bisogno di riscoprire il senso di essere “comunità”. «Negli ultimi sessant’anni - osserva il Papa nel suo intervento ai capi di Stato e di Governo per i 60 anni dai Trattati di Roma - il mondo è molto cambiato. Se i Padri fondatori, che erano sopravvissuti ad un conflitto devastante, erano animati dalla speranza di un futuro migliore e determinati dalla volontà di perseguirlo, evitando l’insorgere di nuovi conflitti, il nostro tempo è più dominato dal concetto di crisi. C’è la crisi economica, che ha contraddistinto l’ultimo decennio, c’è la crisi della famiglia e di modelli sociali consolidati, c’è una diffusa “crisi delle istituzioni” e la crisi dei migranti: tante crisi, che celano la paura e lo smarrimento profondo dell’uomo contemporaneo, che chiede una nuova ermeneutica per il futuro». Il Papa invita al discernimento: «il termine “crisi” non ha una connotazione di per sé negativa. Non indica solo un brutto momento da superare. La parola crisi ha l’origine nel verbo greco “crino”, che significa investigare, vagliare, giudicare. Il nostro è dunque un tempo di discernimento, che ci invita a vagliare l’essenziale e a costruire su di esso: è dunque un tempo di sfide e di opportunità».
Europa si apra a futuro, a giovani serve lavoro serio
«L’Europa ritrova speranza quando si apre al futuro. Quando si apre ai giovani, offrendo loro prospettive serie di educazione, reali possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Quando investe nella famiglia, che è la prima e fondamentale cellula della società. Quando rispetta la coscienza e gli ideali dei suoi cittadini. Quando garantisce la possibilità di fare figli, senza la paura di non poterli mantenere. Quando difende la vita in tutta la sua sacralità».
red