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 2017  marzo 24 Venerdì calendario

Bonolis altri due anni a Mediaset: «Sanremo? Sì, ma non all’Ariston»

«Ho parlato con Antonio Campo dall’Orto, c’era l’ipotesi di traslocare in Rai e si è discusso anche del Festival di Sanremo. Dopo le esperienze del 2005 e del 2009, mi piacerebbe rifarlo. Ma non all’Ariston. Con tutta la storia che ha, quel teatro è un contenitore troppo piccolo per un evento così importante. Avete mai visto l’Eurofestival? È tempo di cambiare e di inserire il Festival in un contesto più internazionale».
L’impressione che si è avuta, all’incontro che annunciava il rinnovo del contratto di Paolo Bonolis con Mediaset, è che i giochi per il prossimo Sanremo siano quasi fatti e che Paolino sia riuscito ad avere lo scontato ok di Mediaset e soprattutto a convincere Rai, sindaco della città dei fiori e sponsor. I quali, pur di affidargli il timone della portaerei senza comandante dopo l’addio di Carlo Conti, potrebbero anche decidere di lasciare il teatro più famoso della tv, almeno per un’edizione.
Accordo blindato
All’incontro ha partecipato Pier Silvio Berlusconi, presenza significativa per celebrare la firma di un accordo biennale che blinda il presentatore per una somma ben superiore ai 240 mila euro l’anno del tetto imposto alle sue star dal Cda Rai. E infatti: «Ho accettato di ri-firmare con Mediaset – ha detto Bonolis con il risolino furbetto di chi sa di toccare un nervo scoperto – anche perché qui non ci sono “certi problemi”. La trattativa con la Rai c’è stata ma le loro proposte non collimavano con ciò che avevo in mente».
La mente di Bonolis – a proposito – lavora 24 ore al giorno, assicura lui: «Sto già pensando ai nuovi Chi ha incastrato Peter Pan, dove vedrete bambini che fanno i bambini, Avanti un altro, Ciao Darwin, Scherzi a parte e Music, che mi ha dato molte soddisfazioni. Portare la musica in tv con un linguaggio diverso è la chiave per creare qualcosa di nuovo». Il senso della vita passa da Canale 5 a Italia 1: «Cambieremo completamente linguaggio – anticipa – percorreremo strade che i telespettatori non hanno mai nemmeno immaginato».
Il futuro della tv
Pier Silvio Berlusconi e il direttore dei palinsesti Alessandro Salem garantiscono che il periodo di crisi vissuto da Mediaset si è chiuso e anticipano alcune novità: «Non potevamo non trovare un accordo con Paolo – ha detto Berlusconi – perché il futuro della tv generalista ci vedrà impegnati a produrre contenuti. Essere internazionali non è più fondamentale. Netflix, Amazon e soprattutto il pubblico ci hanno fatto capire che la nostra forza sta nel prodotto italiano. Per il 2020 arriveremo a quattro o cinque prodotti made in Italy alla settimana (fiction e intrattenimento) su Canale 5 e tre o quattro su Italia 1. È il nostro obiettivo».
Infine, chiediamo a Bonolis un parere sulla cancellazione di Parliamone sabato di Rai 1 con Paola Perego per le polemiche sulle «ragazze dell’Est»: «Ho rivisto il momento incriminato – ha detto –: non è successo niente. Se la trasmissione avesse fatto il 20% di share non l’avrebbero chiusa». E Lucio Presta, marito della Perego e agente di Bonolis, presente all’incontro, sulla possibilità che sua moglie si trasferisca a Mediaset: «Il mercato è mercato. Paola potrebbe andare ovunque».