la Repubblica, 24 marzo 2017
L’amaca
Mi sento responsabile della complessiva renitenza dei consumatori italiani a cambiare fornitore di energia elettrica (e di quant’altro). Gli esperti parlano di fallimento del principio di libera concorrenza. Parlerei piuttosto di sfinimento, e di resistenza attiva al martellamento di proposte commerciali che arrivano da ogni direzione, sul cellulare, per posta, online, presto anche per via telepatica. Già sentirsi definire “consumatori” è una umiliante diminuzione della condizione umana a una sola funzione. Diciamo: una condizione monopolizzante, anche lei in palese contrasto con il principio di libera concorrenza, che vorrebbe l’uomo anche amatore, dormitore, pescatore, conversatore, eccetera.
Se poi essere consumatore diventa un secondo lavoro, una ininterrotta richiesta di attenzione, compresa la tipica ansia da prestazione causata da Samantha del call center che, non per colpa sua, ti chiede di ragionare con lei su quanti centesimi al giorno risparmieresti telefonando solo di notte, e solo nei Paesi sotto il ventesimo parallelo; beh allora diventa comprensibile che uno risponda «no!», preventivamente, a tutto. Leggo con autentica angoscia che i fornitori potenziali di energia elettrica, in Italia, sarebbero più di trecento. Se mi telefonano tutti e trecento, mi ammazzo.