Corriere della Sera, 24 marzo 2017
Venticinque anni di Disneyland Paris
Per i più piccoli è la meta dei desideri; per chi piccolo lo è stato è uno scrigno dei ricordi; per chi ci lavora è «il posto dove i sogni diventano realtà». Per le statistiche è la prima destinazione turistica europea, con 15 milioni di visitatori ogni anno (320 milioni dal 1992 ad oggi), capace di produrre, lei sola, il 6,2% di tutte le entrate del settore turismo in Francia, con un valore aggiunto calcolato, dall’apertura ai giorni nostri, in circa 68 miliardi di euro. Sul fronte dell’occupazione è una opportunità in termini sia di numeri (attualmente i cast member sono 15 mila ma si calcola che con l’indotto ogni anno siano 56 mila i posti di lavoro garantiti) sia di carriera (come spesso avviene nelle grandi multinazionali americane dove non è raro partire dal basso e poi raggiungere posizioni di vertice), nonché di confronto internazionale visto che i dipendenti provengono da oltre cento nazionalità e parlano almeno 20 lingue.
Ma la si può anche vedere da un punto di vista più globale: Disneyland Paris è a pieno titolo uno dei simboli moderni dell’Europa unita, assieme alle compagnie low cost e infrastrutture come l’Eurotunnel sotto la Manica o il ponte di Øresund che hanno cancellato le distanze, con tante persone di culture diverse che ogni giorno, nell’anello di Marne La Vallée che racchiude i due parchi, il Disney Village e gli hotel del resort, si ritrovano a parlare la stessa lingua, quella della fantasia. Ed è una singolare coincidenza che l’avvio dei festeggiamenti per il primo quarto di secolo di attività inizi proprio domani, in concomitanza con le celebrazioni per i 60 anni della firma dei Trattati di Roma, atto di nascita di quella che è oggi l’Unione Europea.
Si festeggia il primo quarto di secolo, ma di una Disneyland in Europa – attualmente nel mondo ce ne sono 6: le due americane di Anheim (Los Angeles) e Orlando, Tokyo, Hong Kong e Shanghai, oltre a Parigi – si era iniziato a ragionare già negli anni 70. Ma fu solo nel 1987 che si decise la location e la scelta cadde su Parigi (in lizza c’era anche Roma), proprio per la sua centralità rispetto al territorio di un’Europa in quegli anni era ancora divisa dalla cortina di ferro. Era il 24 marzo 1987, esattamente 30 anni fa, quando Michael Eisner, presidente della Walt Disney Company, firmava l’intesa per l’avvio dell’operazione Eurodisney con l’allora presidente francese Jaques Chirac.
Tutta la stagione estiva di Disneyland Paris – che da quando è stato inaugurato è sempre stato aperto 365 giorni all’anno, con l’eccezione di un break di alcuni di giorni per il lutto dopo gli attentati a Parigi del 13 novembre 2015 – sarà caratterizzata dai festeggiamenti per questo importante traguardo. Nuovi spettacoli, attrazioni rimesse a nuovo, offerte e promozioni ad hoc.
Ecco allora qualche consiglio su come programmare al meglio una visita. I due parchi offrono complessivamente 62 attrazioni, 44 nelle quattro aree tematiche del Parco Disneyland e 18 al Disney Studios. Impossibile vedere tutto. Meglio selezionare, prendendosi una decina di minuti per studiare i possibili percorsi, tenendo conto anche dell’età e dell’altezza dei bambini (in alcuni casi ci sono limitazioni di accesso per esigenze legate ai dispositivi di sicurezza di quelle più movimentate). Noi proponiamo, nel grafico qui sopra, un percorso in due giorni che ottimizza i tempi e tocca quello che proprio non si può perdere. Il consiglio è di concentrare al mattino quelle più adrenaliniche: si trovano meno code (meglio partire da quelle che non prevedono il Fast Pass, come il Nemo Crush’s Coaster) e si evita di salire dopo pranzo su montagne russe o attrazioni a caduta libera.
Ma Disneyland non è solo un parco di divertimenti. Gli spettacoli, le ambientazioni e i rimandi ai personaggi – i classici Topolino, Paperino e rispettive famiglie, ma anche i protagonisti dei cartoon, sia i classici come Biancaneve o Peter Pan, sia della nuova generazione, compresi quelli Pixar e il mondo di Star Wars – non possono non fare parte dell’esperienza di visita. Assolutamente da non mancare sono la parata Disney Stars on Parade, con tutti i personaggi che sfilano sui carri tematici alle 17 (posizionatevi per tempo lungo il percorso, postazione ottimale sulle tribunette davanti al Royal Castle Stage); e lo spettacolo di luci e fuochi artificiali Disney Illuminations, proiettato alle 20 sul castello della Bella Addormentata. E, infine, l’attrazione che più di tutte racchiude lo spirito di Walt Disney: «It’s a Small World», un viaggio simbolico accompagnati dall’omonima canzone che il papà di Mickey commissionò ai Fratelli Sherman (quelli delle musiche di Mary Poppins), per celebrare la fratellanza tra i popoli in occasione dell’esposizione universale di New York del 1964: «Abbiamo tanto da condividere / un sorriso significa amicizia con tutti / Malgrado le montagne dividano / e gli oceani siano vasti / è un piccolo mondo, dopo tutto».