Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  marzo 24 Venerdì calendario

Irina, uccisa a sassate dal suo ex. «Era incinta, non voleva abortire»

CONEGLIANO (Treviso) L’hanno trovata sulla sponda di un ruscello che scorre fra i filari del prosecco di Formeniga, sotto una coltre di foglie secche e sterpaglia. Irina Bakal era lì da tre giorni, da quando il suo ex fidanzato, Mihail Savciuc, l’ha nascosta dopo averla uccisa.
Irina aveva 21 anni, era bella e forse amava ancora Mihail, studente diciannovenne di un istituto tecnico di Conegliano. Il suo torto? Essere incinta di lui. Pare che fosse al sesto mese di gravidanza, anche se nessuno lo sa con certezza.
Una cosa è però sicura: quel figlio Mihail non lo voleva assolutamente. La pancia di Irina che cresceva lo spaventava sempre di più, fino alla follia che lo ha spinto a prendere una pietra e accanirsi con violenza su di lei per poi strangolarla: «Siamo scesi dalla macchina, lei ha minacciato di dire a tutti del bimbo e ho perso il controllo. C’era una pietra e…». È crollato mercoledì sera, dopo essere stato messo per dodici ore sotto torchio dagli inquirenti, sicuri della sua colpevolezza. A incastrarlo, i piccoli gioielli di Irina. Mihail li ha sfilati dal suo corpo dopo il delitto per rivenderli subito a un Compro Oro. Grazie al fiuto investigativo di un poliziotto, è stato contattato il commerciante che ha confermato la circostanza.
Si chiude così la storia tragica di due giovani di origini moldave, trapiantati da tempo in Italia fra le colline del buon vino. Lei cameriera a voucher in un albergo di Conegliano, lui ancora fra i banchi di scuola. Irina era già indipendente: condivideva con altre ragazze un appartamento nella cittadina della Marca, mentre la madre da tempo vive con gli anziani che accudisce in un paesino a una decina di chilometri di distanza, Colle Umberto. Mihail abitava invece con mamma e sorella. Si erano conosciuti nel 2015. «Fidanzamento con Irina Bakal», aveva scritto lui su Facebook il 29 marzo di quell’anno. Sono seguiti decine di post da innamorati e foto di baci. Lo scorso settembre, il terremoto. Mihail s’invaghisce di un’altra e la lascia. E forse sarebbe finita lì se un paio di mesi dopo lei non si fosse ritrovata incinta: «Sei tu il padre». Per Mihail un dramma. «Volevo che abortisse», ha dichiarato. Lei ha vacillato ma alla fine ha detto no. E il giovane studente è diventato un assassino.