Corriere della Sera, 23 marzo 2017
Dentro la prosa di John Banville pulsa il cuore azzurro di Poussin
John Banville, nato in Irlanda nel 1945, è il maggiore romanziere europeo dei nostri giorni. Sullo sfondo egli è affascinato da Keplero, Copernico, Galileo, Newton. Ma di lì, improvvisamente e stupendamente, egli balza nel nostro tempo. L’intoccabile, il suo capolavoro, scritto nel 1997, e pubblicato da Guanda, racconta una storia conosciutissima: l’attività di spia, a favore dell’Unione Sovietica, di Sir Anthony Blunt, famoso storico dell’arte, frequentatore della famiglia reale inglese.
Quando comincia a raccontare la propria storia, Anthony Blunt ha settantadue anni: la sua attività di spia è stata scoperta, ed egli viene offeso e vilipeso sui giornali. Ora tiene un diario, dal quale deriva L’intoccabile. Blunt è uno svergognato, scatenato omosessuale, sebbene si sia accorto tardi del proprio vizio. Ha sempre in bocca il gusto denso di pesce e segatura del seme del suo amante: «L’amore – scrive – è tanto più intenso quanto più indegno ne è l’oggetto». Ha un interesse professionale a scoprire «gli alti segreti»: anche come studioso d’arte è una spia. È diventato spia per sfuggire alla noia.
«Qualsiasi cosa tu faccia, osservi e scriva, c’è sempre in te un altro essere alternativo e invisibile che si mette da una parte a osservare, valutare, ricordare». Blunt beve molto: è sempre ubriaco di gin, come le altre spie; e vive in una specie di incessante delirio. Non sapremo mai perché abbia tradito a favore dell’Unione Sovietica (ma potrebbe tradire per qualsiasi altro Paese). Forse è diventato spia per timore della noia: o per amore del diavolo.
La sua passione autentica è l’arte. Studia la pittura barocca tedesca e italiana. Insegna al famoso Warburg Institute. Ama soprattutto Poussin. Ne possiede un quadro, La morte di Seneca, che Poussin aveva composto nel periodo della magnifica fioritura tardiva del suo genio, al tempo di Apollo e Dafne e di Agar e l’Angelo. Blunt è affascinato dalla Morte di Seneca. «La luce in cui è avvolta la scena ha qualcosa di soprannaturale, come se non si trattasse della luce del giorno, ma di una radiosità paradisiaca». Blunt ha scritto un saggio e un libro su Poussin, e La teoria dell’arte nel Rinascimento, che preferisce a tutti gli altri suoi libri. Gli viene conferito, dalla Corona d’Inghilterra, il titolo di Curatore dei beni reali: per anni è amico del re e della regina, e ossequiato da tutti i potenti inglesi. Diventato rettore del Warburg Institute, lo trasforma in una istituzione chiusa, ardente, calda di fervore messianico.
Sia negli anni prima dell’ultima guerra sia negli anni della guerra, quando Londra bruciava sotto le bombe tedesche, Anthony Blunt non aveva dimenticato la sua vocazione di spia. Aveva rapporto con un russo: Oleg Kropotskij. Non aveva scrupoli né riserve. Tradì un agente inglese che lavorava mascherato nel Politburo di Mosca. E non gli importò nulla che i sovietici lo fucilassero. Spiava l’esercito tedesco: il suo più grande trionfo fu quando, nella grande battaglia corazzata nel saliente di Kursk dell’estate 1943, le forze tedesche vennero sconfitte dai russi. Allora Stalin gli fece assegnare l’Ordine della Bandiera rossa.
Anthony Blunt era complice di una spia notissima: Archibald Mac Leisch, che partì per Mosca dal Kent, sotto la sua protezione. Nel dopoguerra egli fu scoperto e vilipeso pubblicamente. I figli lo abbandonarono. A casa trovò una pistola, una Webley, con la quale pensò di uccidersi. Gli tornò alla mente Poussin. «Un nobile cielo, dall’azzurro pallido al cobalto al porpora carico e le grandi montagne di nuvole, che Poussin amava disporre sopra i suoi alteri drammi di amore, morte, abbandono».
John Banville scrisse La chitarra blu (Guanda) nel 2015. Non è un testo grandioso e tremendo come L’intoccabile, ma un gioco frivolo e delizioso attorno a un uomo che dipinge e ruba e che abbandona la moglie Polly. È un libro estroso, limpido, arioso. Ma anche qui, come nell’ Intoccabile, nel cuore del libro, splende un Poussin azzurrissimo, con maestose fluttuazioni di nuvole bianco ghiaccio, grigio cupo, e rame brunito.