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 2017  marzo 23 Giovedì calendario

Assalto ultrà a Taranto. L’incubo della Lega Pro, dove il calcio è terrore

Perdere due partite di seguito in Lega Pro può costare pugni, bastonate e un pomeriggio di terrore come quello vissuto ieri dai giocatori del Taranto. Una trentina di incappucciati è entrata in campo durante l’allenamento dei calciatori rossoblù. Schiaffi e pugni hanno raggiunto almeno tre di loro, Stendardo, Altobello e Maurantonio. Sarebbero spuntate anche lame di coltelli e spranghe. La squadra è fuggita negli spogliatoi, sotto shock. I feriti avrebbero persino evitato di recarsi in Pronto soccorso per paura di esporsi e di entrare nuovamente in contatto con gli aggressori, alla cui identificazione starebbero procedendo, anche attraverso le immagini delle telecamere interne dello stadio, le forze dell’ordine, «prontamente intervenute, dopo pochi minuti» sottolinea la presidente del club, Elisabetta Zelatore. Taranto-Paganese di domenica è stata rinviata. Si sarebbe giocato con più poliziotti che tifosi, probabilmente.Quello di Taranto è l’ultimo, terribile episodio avvenuto in un campionato, quello di Lega Pro, bersagliato dalla violenza ultrà. Nelle ultime settimane aggressioni simili si erano verificate a Matera, ad Ancona, a Catanzaro. L’ultimo turno di campionato era iniziato con un quarto d’ora di ritardo per protestare contro il lungo protrarsi di questa barbarie. Ferma la presa di posizione del presidente di Lega Pro, Gravina: «Si è generata una spirale di violenza molto preoccupante. Episodio gravissimo, con moltissimi elementi che dovranno essere chiariti dalla giustizia ordinaria e sportiva».Uno di questi elementi, già sul tavolo della Procura federale, è però un folle comunicato della società rossoblù, diramato dopo l’ultima sconfitta avvenuta sul campo del Messina. Questi i passaggi salienti: «La società, i tifosi e la città tutta non meritano prestazioni vergognose, indecorose, ingiustificate ed ingiustificabili come quelle fornite dalla squadra del Taranto nel corso delle ultime due partite. Prestazioni come quelle di cui sopra non saranno ulteriormente tollerate! A questo punto del campionato non saranno più accettati alibi e giustificazioni di vario genere e di varia natura!». Uso degli esclamativi, linguaggio duro, irresponsabile («talvolta le società caricano di troppi significati le partite» il commento di Gravina) che ha saturato un ambiente stanco per la mancanza di risultati e la posizione nella zona bassa della classifica.Nella stagione 2015-2016 le aggressioni contro calciatori di tutti i campionati italiani erano più che raddoppiate rispetto all’anno precedente, passando da 52 a 117. Secondo l’ultimo rapporto Aic, il 52% degli episodi di calcio violento accade al Sud, il 16% sul totale nazionale in Puglia.La volontà di fermare il campionato di Lega Pro ventilata dall’Assocalciatori è diventata più remota in serata per una serie di motivi logistici e tecnici. La misura però è colma da tempo, e presto, autonomamente, i calciatori potrebbero rispondere alla violenza con l’unica arma a loro disposizione, lo sciopero.