La Stampa, 23 marzo 2017
Proclami e guai giudiziari, il tramonto dei Forconi
Dall’utopia di distruggere «i simboli del sistema prendendoli a forconate», da cui nel 2011 nacque il nome del Movimento dei Forconi. Alle perquisizioni, ieri mattina, nelle case di 18 attivisti indagati per aver istigato alla violenza con «l’ordine di cattura» dei politici e dichiarazioni online.
Nel mezzo, una marea di proclami, serrate, scioperi, blocchi stradali dalla Sicilia al Piemonte e al Veneto, e il tentativo, il 14 dicembre scorso, di «arrestare» l’ex parlamentare Pdl Osvaldo Napoli. I militanti, su Facebook, spiegano che l’organizzazione è composta da «agricoltori, pastori, allevatori stanchi del disinteresse e del maltrattamento da parte delle istituzioni». Si definiscono apartitici, anche se c’è qualcuno con un passato da simpatizzante di Forza nuova e qualcun altro di frange estremiste di sinistra. E non mancano neppure militanti del Movimento che hanno avuto guai giudiziari con il fisco o per lo spaccio di droga.Martino Morsello, ad esempio, ex assessore socialista all’Agricoltura del Comune di Marsala, ha avuto una condanna per bancarotta fraudolenta. E Davide Mannarà – savonese, alla guida della rivolta nel ponente ligure – è stato arrestato per spaccio di droga. Poi c’è il caso della procura di Brescia che ha indagato su Lucio Chiavegato, per il «tanko», il trattore trasformato in carro armato, sequestrato a inizio 2014 nel Padovano, e che era stato costruito per tentare un’azione eclatante a Venezia in piazza San Marco. Chiavegato, artigiano, ex presidente dei «Liberi imprenditori federalisti europei» del Veneto, è il coordinatore del Movimento al Nord. Al Sud, Mariano Ferro, leader del Movimento dei Forconi, dovrà rispondere in tribunale per il fermo di cinque giorni dell’autotrasporto in Sicilia nel gennaio del 2012.Ma niente e nessuno sembra, almeno per ora, fermare le ambizioni del Movimento dei Forconi. Che ora punta a fare un salto politico, presentando delle liste in una cinquantina di Comuni alle prossime amministrative. Lo annuncia il presidente del Movimento dei Forconi, Danilo Calvani: «Il 9 aprile si terrà a Latina un’assemblea nazionale e decideremo se presentare le liste alle amministrative. La gente ce lo sta chiedendo». Alla base c’è la convinzione che debba essere applicata la sentenza della Consulta che definisce illegittimo il Parlamento e la legge sul Porcellum.Per ora sul Movimento pende la scure dell’inchiesta giudiziaria partita dalla procura di Latina: i poliziotti della Digos locale stanno collaborando con i colleghi di Ascoli, Campobasso, Como, Firenze, Roma, Taranto, Treviso e con il coordinamento della Direzione centrale della Polizia di Prevenzione. Le 18 persone perquisite, spiega la polizia, «si sono evidenziate nei mesi scorsi per la loro appartenenza o comunque vicinanza al Movimento e hanno manifestato l’intenzione di porre in essere una serie di condotte criminose finalizzate, in particolare, a dare esecuzione al cosiddetto “Ordine di cattura popolare”».