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 2017  marzo 23 Giovedì calendario

Bitcoin in caduta libera

Tra il 18 e il 21 marzo Bitcoin ha bruciato complessivamente 2 miliardi di dollari (1,85 mld euro), con il valore della moneta virtuale crollato di 400 dollari (da 1.290 a 900), per poi recuperare parzialmente a quota 1.000 (926 euro). Dopo il recupero di martedì a 1.090 dollari, ieri la valuta ha subìto nuove perdite (-7,6%) posizionandosi poco sopra quota mille.
I quotidiani finanziari internazionali, in un primo tempo, avevano imputato il crollo al no della Sec, l’autorità finanziaria americana, alla creazione di un fondo di investimento in Bitcoin. Il 10 marzo la Consob Usa aveva respinto la richiesta dei gemelli Tyler e Cameron Winklevoss, tra i principali imprenditori del settore, all’istituzione di un veicolo che rendesse accessibile a milioni di americani il trading.
Poi, invece, è emersa una nuova ipotesi, confermata da imprenditori e investitori del settore: la comunità di Bitcoin si sta spaccando in due. Un’eventualità che minerebbe le basi della criptovaluta, mettendo a rischio miliardi di dollari scambiati finora. Questa frattura è stata definita dagli addetti ai lavori the fork (la forchetta). Si tratta, in realtà, di una vera e propria scissione interna i cui protagonisti sono noti come miners (minatori): utenti che usano computer potentissimi per approvare le transazioni. Lo fanno in cambio di percentuali minime, che sommate per un’infinità di volte permettono di guadagnare. Ciò avviene attraverso quelli che vengono chiamati i nodi. Se ne contano circa 5.500, ma non vuol dire necessariamente che dietro ogni nodo ci sia un minatore, o viceversa. Di questi, pare che l’11% si sia dichiarato scissionista.
Il motivo di tutto ciò, secondo gli osservatori, sta nella velocità delle transazioni, che sono molto rallentate nelle ultime settimane. Per l’esattezza, di circa quattro volte rispetto a sei mesi fa. Attualmente, secondo l’agenzia Bloomberg, l’intera rete dei nodi (i libri contabili digitali di Bitcoin) è capace di validare sette transazioni ogni secondo. Per avere un metro di paragone, il network Visa ne fa 24 mila ogni secondo. Molti dei miners di Bitcoin pensano che sia una cosa buona. La moneta si affida a una rete di volontari e i costi operativi delle transazioni vanno mantenuti più bassi possibile.
Ma non tutti la pensano così: appunto, uno ogni dieci. Per questo gli scissionisti hanno creato una seconda moneta, Bitcoin Unlimited. Una nuova versione del software è capace di creare nodi più grandi, la cui velocità di approvazione delle transazioni può essere molto superiore. Per loro la vera forza di Bitcoin è la velocità delle transazioni. E in questo si differenziano dal gruppo originario, che vede nella rete delle persone la vera forza e il vero valore della criptomoneta.