Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  marzo 23 Giovedì calendario

Record di assunti del club di bocce tra i paralimpici

Fra i 64 dipendenti del Comitato paralimpico, in procinto di diventare ente pubblico e completare il suo processo di autonomia dal Coni, ce ne sono almeno otto che hanno qualcosa a che fare con il Circolo Bocciofilo Flaminio di Roma. Messa così, potrebbe trattarsi di una curiosa coincidenza. Diverso è il discorso quando ilfattoquotidiano.it, la testata che ha dedicato alla vicenda un lungo articolo, ricorda che il presidente di quel Circolo è nient’altri che Marco Giunio De Sanctis, oggi neopresidente della Federbocce dopo la velenosa sfida elettorale vinta con Romolo Rizzoli, ma appena ieri segretario del Comitato paralimpico, la figura che secondo il vecchio Statuto, articolo 7, «propone»» alla Giunta le assunzioni. E qui, naturalmente, le cose si complicano.
CIRCOLOPOLI La storia fa venire cattivi pensieri: come minimo il dubbio che si sia scelto per amicizia piuttosto che per competenza. E possibile che la singola figura del segretario generale riunisca un potere così grande? E chi deve controllare l’uso di questo potere? Cominciamo con il precisare che la vicenda non ha avuto nessun risvolto penale (e con ogni probabilità mai lo avrà). Lo stesso De Sanctis si difende partendo proprio da lì: «Tutto legittimo, non è stata violata nessuna legge. Scusate, ma dov’è lo scandalo? In 32 anni, da tanto ero al Cip, ho proposto l’assunzione di 7-8 persone che conoscevo e apprezzavo. Nessun figlio, nipote, fratello. Non c’è nessuna parentopoli». Parentopoli no ma circolopoli sì? E dire che un privato «fa quello che vuole», quando si parla di soldi pubblici... «Se la legge mi dà una possibilità, se non sono previsti concorsi, io scelgo persone che conosco e che stimo: è fisiologico, è inevitabile».
SOLDI PUBBLICI Nel sistema sportivo vige una doppia identità giuridica: mentre il Coni è un ente pubblico a tutti gli effetti (e il Cip diventerà fra poco la stessa cosa), le Federazioni agiscono in un regime privatistico, pur avendo nel loro bilancio una parte, spesso preponderante, di soldi pubblici. Quel regime «privatistico» era stato introdotto per dare alle federazioni più autonomia anche nella ricerca delle risorse. Obiettivo purtroppo lontano quasi per tutti.
PANCALLI Luca Pancalli, leader paralimpico nell’era del boom della diffusione dello sport fra persone con disabilità, ieri era letto con 39 di febbre. È probabile che dirà la sua oggi quando si svolgerà la giunta che nominerà il successore di De Sanctis alla segreteria paralimpica.