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 2017  marzo 23 Giovedì calendario

Canarie, Marocco e Bulgaria. Ecco dove scappano gli anziani

Roma Canarie e Tunisia, Marocco e Bulgaria. Soprattutto Europa, comunque. E poi America settentrionale, America meridionale. Ma tra le destinazioni più gettonate di recente, si registrano incrementi notevoli in Oceania, Africa e Centroamerica. Stiamo parlando delle destinazioni preferite dai pensionati italiani. Che per sfuggire al fisco massacrante made in Italy e vivere in maniera più dignitosa, emigrano lontano dall’Italia. In alcuni casi, secondo la ricerca pubblicata sul sito Truenumbers curato da Marco Cobianchi, la pensione gode di esenzioni fiscali fino all’80% dell’assegno. Un’ottina ragione, insomma, per fare armi e bagagli e trasferirsi. 
Secondo quanto emerge dalla ricerca «il fenomeno della “fuga dei pensionati” non riguarda esclusivamente i pensionati di cittadinanza italiana che decidono di trasferirsi in Paesi in cui ritengono di trovare condizioni di vita migliori, ma anche i lavoratori stranieri che, dopo avere conseguito in Italia il diritto a pensione, decidono di fare rientro nel loro Paese natio o di trasferirsi in altro Paese». Sono tantissimi i pensionati italiani in fuga. Dal 2010 al 2014, gli anziani che hanno lasciato la Penisola è passato da 2.553 a 5.345: negli ultimi cinque anni il fenomeno ha interessato complessivamente 16.420 persone. «In assoluto spiega la ricerca il 71% dei pensionati emigrati negli ultimi cinque anni si è trasferito in altri Paesi europei, il 10% in America settentrionale e il 6% in America meridionale. Raffrontando il 2014 al 2010, le percentuali di incremento maggiore si registrano in Oceania (+257%), Africa (+163%) ed America centrale (+114%)». 
Alla base di questa scelta, che in taluni casi è dolorosa perché può comportare il distacco da una parte della famiglia o dalle amicizie di una vita, c’è come accennato il carico tributario. Quel che resta in tasca, dopo la «quota» della pensione girata al fisco, molto spesso non consente di vivere serenamente dentro i nostri confini. Di qui, la decisione di trovare un’alternativa. «Nel 2014 si legge sul sito Truenumbers che cita dati Confesercenti la pressione fiscale per un pensionato che vive a Roma, con circa 20.000 euro l’anno di assegni Inps, è del 20.73%. In Germania è dello 0.2%. In quattro Paesi (Ungheria, Slovacchia, Bulgaria e Lituania) le pensioni sono addirittura esenti da tasse. Ecco perché il 71% dei pensionati emigrati negli ultimi cinque anni si è trasferito in altri Paesi europei, il 10% in America settentrionale e il 6% in America meridionale». 
La faccenda comporta effetti negativi per l’economia del nostro Paese e pure per le finanze pubbliche. Il totale degli assegni previdenziali staccati ogni anno dall’Inps (sono quasi 400mila) a residenti all’estero vale circa 1 miliardo di euro. Non proprio due spiccioli. A incidere sull’addio all’Italia è anche il costo della vita: nei paesi in cui fuggono gli italiani, si spende meno sia per mangiare sia per pagare una casa. E, alla fine della giostra, in tasca restano un po’ di quattrini per il tempo libero. Chi corre il rischio di fare la fame in Italia, all’estero campa da gran signore o quasi. Di sicuro non teme di arrivare alla fine del mese con conto corrente prosciugato. 
Non è una moda, insomma. A volta si tratta di scelte quasi obbligate. Su internet e su Facebook in particolare, peraltro, aumentano le guide e le istruzioni operative per i pensionati.