22 marzo 2017
APPUNTI PER GAZZETTA - ATTACCO KAMIKAZE A LONDRAREPUBBLICA.ITDODICI ANNI anni dopo l’attacco dei kamikaze islamici nel metrò di Londra, ed esattamente un anno dopo gli attentati all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles, il terrorismo torna a colpire sotto il Big Ben
APPUNTI PER GAZZETTA - ATTACCO KAMIKAZE A LONDRA
REPUBBLICA.IT
DODICI ANNI anni dopo l’attacco dei kamikaze islamici nel metrò di Londra, ed esattamente un anno dopo gli attentati all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles, il terrorismo torna a colpire sotto il Big Ben. Questa volta letteralmente: un’auto ha investito una dozzina di passanti sul ponte di Westminster, a pochi metri dalla torre dell’orologio che sormonta il Parlamento britannico. Poi un uomo è sceso dalla vettura e si è avventato contro gli agenti in servizio all’esterno della Camera dei Comuni armato di coltello: un agente è morto a seguito delle ferite.
Almeno una vittima tra i pedoni travolti, una donna. Tra i feriti, alcuni in condizioni molto critiche presentano traumi "orribili". Un’altra donna, piombata nel Tamigi, è stata recuperata dalle acque del fiume ed è ferita gravemente. Questo il bilancio non ufficiale che arriva da fonti del St Thomas Hospital. Secondo Sky News, tra i feriti vi sono almeno tre agenti di polizia, mentre i primi resoconti riportano del solo poliziotto accoltellato e poi morto. Da Parigi, il primo ministro francese Bernard Cazeneuve ufficializza la presenza tra i feriti di tre liceali francesi. Al Consolato italiano al momento non risultano connazionali coinvolti.
Secondo diverse fonti giornalistiche, sul luogo avrebbe agito anche un secondo attentatore: potrebbe essere stato ferito e arrestato, ma potrebbe anche essere ancora ricercato nel perimetro del Parlamento britannico. Un testimone citato dalla Bbc lo ha descritto come un "uomo di pelle bianca calvo". Al momento dalle autorità non arriva alcuna conferma. E mentre la premier Theresa May si appresta a presiedere la riunione della Comitato d’emergenza per la sicurezza (Cobra), nella capitale britannica l’indagine dell’antiterrorismo è in piena attività. La polizia di Londra attraverso il suo account twitter invita chi abbia foto e video dell’attacco al Parlamento di Londra a inviare il materiale agli inquirenti. Sull’auto un uomo, vestito di nero, con barbetta e tratti asiatici. Quando l’auto si fracassa contro il cancello, esce dalla macchina e raggiunge di corsa l’entrata del Parlamento a poche decine di metri di distanza. Un testimone riferisce che impugna due coltelli, tenendoli in mano con la cosiddetta “presa a martello”, con questi assale uno dei poliziotti di guardia all’ingresso, ferendolo gravemente, prima di essere ucciso da due agenti in borghese. Il primo ministro Theresa May, che si trovava all’interno del palazzo, è stato caricato d’urgenza su una Jaguar e rapidamente allontanato, come prescrivono le misure di sicurezza in questi casi. “Stiamo trattando l’incidente come un attacco terroristico” è il primo commento di Scotland Yard, che ordina ai deputati di barricarsi dentro il Parlamento e chiude l’intera zona al traffico, incluse le più vicine stazione della metropolitana e persino il London Eye, la ruota panoramica sul Tamigi, con decine di persone chiuse dentro le cabine, sospese in aria, testimoni obbligati del dramma. Prima di dare inizio all’evacuazione della Camera dei Comuni, soltanto due ore dopo l’attacco, le forze speciali devono anche accertare la natura di un pacco sospetto "attaccato a un veicolo", riferisce Lord Brian Paddick, un poliziotto in pensione, alla Bbc.
L’allarme scatta alle 2:45 del pomeriggio, ora di Londra, quando un fuoristrada grigio proveniente dalla riva sud del Tamigi sale all’improvviso sul marciapiede adiacente il Parlamento di Westminster e falcia i pedoni che a quell’ora sono come sempre numerosi. Tra le vittime ci sono molto probabilmente turisti, perché sono in particolare i visitatori stranieri a frequentare l’area per scattare foto ricordo con il Big Ben sullo sfondo. L’auto va a fracassarsi contro i cancelli esterni del palazzo. A quel punto, secondo una prima ricostruzione, l’uomo esce dal veicolo e raggiunge a piedi l’ingresso della camera dei Comuni, a poche decine di metri di distanza. Al cancello stazionano sempre un paio di poliziotti: l’uomo, vestito di nero, ne assale uno con un lungo coltello, lo ferisce e lo fa cadere al suolo. Un secondo poliziotto va a chiamare soccorsi. L’assalitore si allontana ma sopraggiungono due agenti in borghese, che prima gli intimano di fermarsi e alzare le mani, poi, visto che lui ignora il comando, gli sparano con le pistole una, due, tre volte, abbattendolo. Londra, attacco a Westminster: passanti travolti da un’auto Condividi
Quasi contemporaneamente agli spari, la Jaguar su cui viaggia Theresa May parte sgommando dal cortile del parlamento, con la premier caricata precipitosamente a bordo e scortata dalle sue guardie del corpo. Destinazione: la vicina Downing Street, in cui anche un carro armato farebbe fatica a passare, trasformata in un bunker da quando la minaccia del terrorismo ha cambiato l’esistenza di tutti, compreso il capo del governo. Messo al sicuro il primo ministro, le autorità si preoccupano dei parlamentari: nel timore di complici fuggiti dopo che l’automobile ha investito i passanti o sopraggiunti in un secondo momento nell’ipotesi di un’azione coordinata, ai deputati viene ordinato di chiudersi dentro l’edificio, insieme a commessi e personale di servizio. La seduta che era in corso nell’aula dei Comuni era stata già sospesa: i legislatori stavano discutendo, quando hanno udito distintamente gli spari dalla strada.
Fra i tanti eroismi della giornata spicca quello del vice ministro degli Esteri britannico, Tobias Ellwood, che avendo assistito all’attacco è stato tra i primi a prestare soccorso al poliziotto ferito a coltellate. Ellwood, che oltre a essere deputato è il numero due del Foreign Office, è stato a lungo un ufficiale delle forze armate e ha evidentemente visto altri uomini feriti in circostanze analoghe: ha cercato di fermare con le mani il sangue che fuoriusciva dalle ferite del poliziotto e gli ha praticato la respirazione bocca a bocca nel tentativo di fargli riprendere i sensi, fino al momento in cui sono arrivati gli infermieri di un’eliambulanza che lo hanno preso in consegna e trasportato via. Quindi il vice ministro degli Esteri è tornato in Parlamento, con le mani ancora sporche di sangue.
Intanto, le notizie dell’attacco a Londra facevano scattare le misure di sicurezza al Parlamento scozzese come pure attorno a quello italiano. Da Palazzo Chigi fanno sapere che il premier Paolo Gentiloni è in costante contatto con la Farnesina e con l’ambasciata italiana a Londra sugli sviluppi dell’attacco a Westminster. Mentre il ministro degli Esteri Angelino Alfano dichiara, a margine del summit anti-Isis negli Usa, dichiara alla stampa italiana di aver "già attivato tutte le strutture della Farnesina per verificare la presenza eventuale, che ci auguriamo non esserci, di connazionali tra i feriti". Facebook ha attivato il Safety Check. Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha convocato per domattina una riunione del Comitato di analisi strategica antiterrorismo. Londra, l’auto dell’attentatore contro i cancelli del Parlamento inglese Condividi
I corpi anti terrorismo di Scotland Yard e dei servizi segreti prendono in mano la risposta all’attacco e le prime indagini: in questi casi la priorità è identificare gli assalitori, scoprire dove vivono e perquisirne le abitazioni. Di certo c’è che, dopo almeno mezza dozzina di attentati sventati dall’intelligence britannica soltanto negli ultimi tre anni, un attacco è riuscito a evadere la rete preventiva e a fare vittime. Il bilancio e le motivazioni diventeranno noti nelle prossime ore. Ma, come in Germania, in Francia, in Belgio, anche la Gran Bretagna è finita nel mirino. Di nuovo, come nel luglio 2005, quando quattro attentatori suicidi fecero 60 morti e 500 feriti facendosi esplodere nell’Underground e su un bus.
CORRIERE.IT
MARTA SERAFINI
E’ un ex soldato delle Royal Green Jackets, le Giubbe Verdi, unità speciale dell’esercito britannico, dove ha servito come capitano. Ma è anche un parlamentare Tory. Oggi, però Tobias Ellwood, 50 si è conquistato secondo la stampa britannica anche un altro titolo, quello di eroe.
Secondo il quotidiano Telegraph e secondo le immagini postate sui social, Ellwood durante l’attacco a Westminster che ha provocato due vittime, si è fiondato in strada e ha aiutato i feriti, prestando loro soccorsi e facendo la respirazione bocca a bocca a chi ne aveva bisogno.
In particolare, nell’attesa dell’arrivo dei paramedici, ha aiutato il poliziotto che è stato accoltellato e ucciso vicino all’ingresso del Parlamento dove l’attentatore è arrivato a piedi dopo aver abbandonato l’auto con cui ha investito numerose persone. Le immagini lo ritraggono vicino al ferito, lui stesso con le mani e il volto sporco di sangue. Ellwood ha atteso l’arrivo delle ambulanze, poi è tornato all’interno degli uffici del Foreign Office, dove presta servizio. Una fonte vicino a Elwood ha confermato al Telegraph: «Ha cercato di fermare l’emorragia del ferito fino all’arrivo dei paramedici». Ellwood ha perso il fratello nell’attentato del 2002 a Bali.
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Attacco terroristico a Londra davanti al Parlamento britannic0. Tre i morti e diversi i feriti in gravissime condizioni, 20 secondo Scotland Yard. Un’auto ha travolto diversi passanti sul ponte di Westminster e poi si è schiantata contro la cancellata che cinge il palazzo del Parlamento. Dalla macchina è sceso un uomo che, armato di coltello, ha tentato di entrare nel cortile ferendo a morte un poliziotto prima di essere colpito e ucciso dalle forze dell’ordine. I morti se si considera anche l’assalitore sono dunque quattro, tra cui anche una donna e una vittima non ancora specificata. shadow carousel Attentato a Londra davanti a Westminster Attentato a Londra davanti a Westminster Attentato a Londra davanti a Westminster Attentato a Londra davanti a Westminster Attentato a Londra davanti a Westminster Attentato a Londra davanti a Westminster Attentato a Londra davanti a Westminster Attentato a Londra davanti a Westminster Attentato a Londra davanti a Westminster Attentato a Londra davanti a Westminster PrevNext
Sono due le fasi dell’attacco: un primo episodio quando un’auto ha investito diverse persone sul ponte di Westminster. Una donna è morta e diversi altri passanti sono rimasti feriti in modo - dicono i medici - «catastrofico». Un’altra donna è finita nelle acque del Tamigi ed è stata tratta in salvo; tra i feriti ci sono anche tre studenti francesi. Il secondo episodio nei pressi del palazzo del Parlamento: un uomo armato di un coltello di circa 15 centimetri - probabilmente uscito dall’auto che ha travolto le persone sul ponte - ha ucciso un poliziotto prima di essere colpito e abbattuto dagli spari delle forze dell’ordine. Tra i primi a soccorrere l’agente ferito il viceministro Tobias Ellwood.
Al momento dell’attacco, era in corso la seduta della camera dei Comuni, che è stata subito sospesa. Erano presenti un gruppo di giornalisti internazionali: che - secondo quanto si apprende - sono ancora chiusi nell’edificio del Parlamento che è stato posto in lockdown.
La polizia intanto ha chiuso la stazione della metropolitana di Westminster e fermato la ruota panoramica del London Eye mentre Theresa May, che si trovava all’interno del palazzo del Parlamento quando è avvenuto l’attacco, è stata evacuata e ha riunito il comitato d’emergenza Cobra. Dopo la notizia dell’attacco a Londra, il Parlamento scozzese ha sospeso la sua seduta in segno di solidarietà. A Edimburgo era in corso il dibattito sulla mozione per chiedere a Londra un nuovo referendum sull’indipendenza della Scozia dal Regno Unito in risposta alla Brexit.
Un testimone ha raccontato di aver visto l’assalitore pugnalare il poliziotto fuori dal palazzo del Parlamento. «Noi stavano arrivando dalla stazione della metropolitana quando abbiamo sentito un forte rumore e visto un’auto che ha colpito alcune persone. Un uomo che impugnava un grosso coltello mi è passato vicino e si è scagliato contro un poliziotto», ha raccontato ancora sotto choc.
Un altro testimone, alla Bbc, racconta di aver visto «un uomo tarchiato , vestito di nero entrare nel cortile del Palazzo nuovo, proprio sotto al Big Ben. Aveva qualcosa in mano, sembrava un bastone». Due poliziotti, ha detto ancora il testimone, hanno provato a fermarlo: «Uno dei due è caduto per terra, mentre l’assalitore muoveva il braccio come se lo stesse accoltellando o colpendo». L’altro agente, sempre secondo la testimonianza, «è scappato a chiedere aiuto, mentre l’assalitore ha proseguito la sua corsa verso l’entrata del Parlamento». A quel punto, «due uomini in borghese armati di pistola gli hanno prima intimato di fermarsi poi gli hanno sparato due o tre colpi e lui è caduto a terra».
Le autorità di sicurezza italiane sono in contatto con quelle inglesi per capire la matrice e la dinamica dell’attacco al Parlamento di Londra e incrociare le informazioni a disposizione con quelle dei colleghi inglesi, in modo da individuare eventuali collegamenti o possibili ripercussioni per il nostro paese. «Qualora fosse terrorismo, sarebbe una città ancora una volta colpita perché sappiamo e ricordiamo che Londra non è la prima volta che viene attaccata. Non ci è data la possibilità di abbassare la guardia», ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano a margine del summit Usa anti-Isis. Alfano ha anche detto di aver «già attivato tutte le strutture della Farnesina per verificare la presenza eventuale, che ci auguriamo non esserci, di connazionali tra i feriti».CHE COSA SAPPIAMO
• Nel primo pomeriggio di mercoledì 22 marzo, intorno alle 14.20 ora locale, c’è stato un attacco a Londra, vicino al Parlamento britannico: un Suv ha investito un numero ancora imprecisato di persone sul ponte di Westminster e si è schiantato contro il cancello del Parlamento. Una persona è uscita dalla vettura e ha tentato di fare irruzione nell’edificio.
• La polizia parla di un solo assalitore, mentre il giornalista della Bbc Daniel Sandford aveva fatto riferimento a due persone a bordo dell’auto: «un uomo bianco calvo» e «un uomo scuro di pelle con la barbetta sul mento».
• L’ assalitore ha accoltellato un agente vicino all’ingresso del Parlamento ed è stato ucciso dalla polizia.
•Una donna è stata investita sul ponte ed è morta. Morto anche l’agente di polizia accoltellato (il deputato dei Tory Tobias Ellwood ha tentato di rianimarlo). Una terza persona è rimasta uccisa sul ponte. Compreso l’assalitore, i morti sono quattro.
• I feriti, secondo quanto dichiarato dalla polizia, sono almeno 20. Ci sono anche degli studenti francesi, come confermato dal primo ministro francese Bernard Cazeneuve.
• Una donna è stata estratta viva dalle acque del fiume Tamigi di Londra, dove si era gettata quando l’auto ha travolto i passanti.
• La polizia ha dichiarato che sta trattando l’accaduto come un attacco terroristico.
• La prima ministra Theresa May è stata scortata da Westminster in un posto sicuro. Il Parlamento è stato evacuato.
• Segui la nostra diretta da Londra. Qui le immagini.
ANALISI DI GUIDO OLIMPIO
È un momento particolare. A Washington la grande coalizione anti-Califfato si riunisce per fare il punto. Gli Usa inaspriscono i controlli nei confronti delle compagnie aeree provenienti dal Medio Oriente. Misure nel timore di attacchi sofisticati, con le batterie dei portatili trasformate in bombe. Ma è un terrore «semplice» a paralizzare Londra, colpendo uno dei suoi simboli più nobili, il Parlamento. Azione ancora da chiarire in molti aspetti e che coincide con un anniversario importante: la strage di Bruxelles di un anno fa.
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Attentato a Londra davanti a Westminster
Attentato a Londra davanti a Westminster
Attentato a Londra davanti a Westminster
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Metodo consueto
Chi ha agito nelle vie della capitale britannica ha usato un metodo ormai consueto e indicato dai manuali jihadisti: la vettura-ariete e l’arma da taglio. Diversi i target. Le persone in strada, i poliziotti che li devono proteggere e il palazzo della politica. Un’incursione che per quando condotta con mezzi «normali» ha avuto un grande impatto e non solo per le vittime provocate. Il responsabile (o i responsabili) del gesto ha raggiunto comunque il suo scopo. Ha attaccato il nemico al cuore, ha dimostrato che nessuno è al sicuro, ha colto di sorpresa gli apparati di difesa, ha accresciuto la paura del cittadino. Un nuovo esempio di come oggi la minaccia arrivi sotto forme diverse. Può sconvolgere una città con un raid dove il mujahed impugna un Kalashnikov. Può prendere di mira il sistema di trasporto aereo, dal jet stesso alle zone periferiche, come un’area partenze. Ma può anche spargere sangue sedendosi alla guida di un’auto lanciata sulla folla.