Libero, 22 marzo 2017
La Cina blocca i soldi per il Milan
HEFEI (CINA) Diventa sempre più complicata la conclusione della trattativa per il passaggio del Milan alla cordata guidata dalla Sino Europe Sport. Il governo cinese sembra infatti intenzionato a bloccare la terza caparra di 100 milioni attesa a Milano entro dopodomani, l’ultimo tassello che servirebbe per prorogare l’affare e giungere così al closing del 7 aprile.
Nel corso del China Forum in corso in queste ora a Pechino, infatti, il rappresentante del ministero dell’Economia è stato molto chiaro. Ha annunciato che sta per essere emanata una circolare che regolerà gli investimenti all’estero dei capitali cinesi. E fra le operazioni che verranno espressamente vietate ci saranno quelle riguardanti proprio le squadre di calcio straniere. La motivazione è duplice. Una di ordine sportivo, riassumibile in un netto «bisogna fare gli investimenti che servono alla diffusione dello sport in Cina». L’altra è di natura più strettamente finanziaria: la Cina deve fermare l’esodo di capitali perché intende sostenere il cambio. Se vuole davvero arrivare alla piena convertibilità della moneta ha bisogno di una valuta forte. Un progetto che, in questo momento, si potrebbe rivelare un sogno visto il lento degrado dello yuan. La fuga dei capitali, non solo delle imprese ma anche della famiglie, comincia ad assumere aspetti preoccupanti e per questo il governo intende rapidamente prendere provvedimenti.
D’altronde già nei giorni scorsi il vice governatore della banca centrale cinese era stato categorico: «Molte aziende cinesi chiedono in prestito ingenti somme di valuta per comprare club calcistici o società sportive all’estero: la verità è che, in questo modo, alcune mascherano la fuga di capitali». A queste affermazioni ora seguiranno i fatti con la circolare che regolerà gli investimenti all’estero.
L’operazione di Suning sull’Inter non dovrebbe correre, al momento, dei rischi visto che comunque si tratta di un gruppo molto forte e noto in Cina nel campo della distribuzione commerciale. C’è sempre la possibilità che il governo ordini il rientro forzato dell’investimento, ma al momento, non è un rischio all’orizzonte.
Viceversa la trattativa per il Milan potrebbe entrare in un’area di vera sofferenza. In casa rossonera, fino a questo momento, mostrano ancora una certa tranquillità. Alla cordata cinese è stato concesso ancora del tempo. La scadenza però si avvicina e sul tavolo c’è la caparra di duecento milioni già versata. È allora pensabile che i cinesi la perdano senza colpo ferire? Anche perché se lo facessero aumenterebbero i sospetti sull’origine reale di quei soldi. Nessuno rinuncia a cuor leggero a duecento milioni di euro. Nel caso dovesse saltare tutto, dunque, sarebbe dunque prevedibile anche coda giudiziaria. In ogni caso, si tratta di una conclusione piuttosto amara per l’era Berlusconi in rossonero. Anni di trionfi sportivi che rischiano di chiudersi con una opaca transazione finanziaria.
Tanto più che, comunque finisca con i cinesi, il Milan resta in vendita. La redditività di Mediaset non è più quella di un tempo e questo ha costretto il Cavaliere a fare un po’ di spending rewiew. Il club è finito in testa alla lista delle dismissioni. Certo l’incasso dei duecento milioni di caparra già versati dalla Sino Europe Sport, se incamerati, renderebbero meno urgenti le necessità finanziarie. Tuttavia è solo questione di tempo. Non a caso circolano le indiscrezioni relative al possibile intervento di Renzo Rosso, fondatore di Diesel, per sostenere il progetto tanto caro a Silvio di un Milan «giovane e italiano».
Intanto, da una parte all’altra del mondo, i rossoneri continuano a tener banco. Con le ottime prestazioni con la maglia del Milan, infatti, Gerard Deulofeu si è riconquistato la nazionale spagnola. Il Diavolo se lo gode, ma il rischio di perderlo a fine stagione appare sempre più concreto. Il Barcellona, infatti, vanta sul giocatore il diritto di recompra dall’Everton e le voci che arrivano dalla Catalogna non tranquillizzano: «Sta facendo molto bene in Italia e ha riconquistato la nazionale ha commentato il direttore tecnico blaugrana, Robert Fernandez -. Abbiamo la possibilità di riprenderlo ed è una buona notizia. Ci vorranno 12 milioni di euro, siamo in grado di riportarlo a casa».