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 2017  marzo 22 Mercoledì calendario

I castori sono ottimi arrosto

«La valle dei castori» era un documentario abbinato a un cartone animato di Walt Disney. Non ricordo quale, ma non ho mai dimenticato l’entusiasmo e la sorpresa mia di bambino nel vedere quel documentario, di poco più di mezz’ora. Tanto che volli tornare a rivedere lo stesso film il giorno dopo, pur di poter ammirare quelle meraviglie naturali nel passaggio delle stagioni, dai ghiacci alla primavera, all’estate e l’autunno.
I castori costruivano straordinarie dighe e gli orsi aspettavano i salmoni di fianco alle cascate per catturarli a zampate. Era il 1950, non c’era ancora la tv, i film italiani erano in bianco e nero, «Totò a colori» arrivò due anni dopo. Scopro adesso che quel breve film conquistò l’Orso d’oro al Festival di Berlino, e un paio di Oscar. Da allora i castori, Biber in tedesco, mi sono simpatici.
Ma li ho visti solo allo Zoo, anche se hanno invaso la Germania, e persino Berlino. Un castoro fa strage d’alberi al Tiergarten, il grande parco dove si trova anche la nostra ambasciata. E, leggo nelle cronache cittadine, che un paio avrebbero scelto il parco del Castello di Charlottenburg, a cinque minuti da casa mia. Non sono ancora riuscito a scoprirli. Nella metropoli, i Bieber sarebbero oltre un’ottantina. In Germania, il castoro non trova nemici naturali, né orsi, né linci, e si moltiplica senza problemi.
Appena qualche anno fa erano quasi scomparsi. Contro ogni pessimistica previsione, si sono invece riprodotti, invadendo anche le grandi città. Con Berlino, Francoforte, Monaco, Amburgo, e i fiumi, l’Elba, il Meno. Sarebbero tra 21mila e 30mila, forse di più. Fin troppi. I naturisti e gli etologi si rallegrano. Volker Rothenburger, capo dell’ufficio per la protezione della natura, assicura che «i castori non costituiscono alcun problema». Lui, evidentemente, vive in città. I contadini non li sopportano. Con la loro mania di costruire dighe e tane provocano inondazioni e rovinano le culture. Al confine con la Polonia, lungo l’Oder e la Neisse hanno danneggiato per decine di chilometri le dighe contro l’acqua alta.
I Biber sono una specie protetta, ma i tedeschi sono pragmatici e hanno trovato un compromesso che non fará piacere agli amanti degli animali. Per secoli in Europa si è data loro la caccia, sia per le pellicce, che per la carne che sarebbe prelibata. Un castoro pesa tra i 20 e i 30 chili, per i cacciatori è un’ottima preda. Ora qualche autorità locale ha permesso la caccia localmente per ridurre gli esemplari. Nel 2015, non si hanno dati più recenti, sono stati eliminati 1.435 esemplari: attirati in gabbie con mele e altre esche, e poi giustiziati con una fucilata. Semplice, crudele, poco sportivo.
È sempre proibito farne commercio. Non si possono vendere le pelli, né la carne, però è consentito il consumo privato, informa in prima pagina Die Welt. Il castoro è ottimo in umido con lo speck, bollito con le cipolle. Si fanno Biberburger, polpette di castoro, e prosciutto di castoro. Per gustarlo dovete cercare di venire invitati da un cacciatore, o in club, in una associazione sportiva. Il noto gastronomo Jürgen Füssl, a Altenstadt, in Baviera, offre periodicamente cene riservate agli amici. La stagione di caccia al Biber si chiude con la fine di marzo. L’anno scorso Füssl ha personalmente abbattuto sei castori, che preferisce servire come gulasch, con knödel le tipiche palle di farina o di patate bavaresi. Scandalo? «Tra i miei ospiti ho molti amici degli animali, risponde, e tutti apprezzano la carne del castoro».
Nel medioevo, ricorda, gli si dava la caccia perché la chiesa, per errore o furbescamente, lo considerava un pesce e quindi era possibile gustarlo anche al venerdì senza peccare. Cercherò di procurarmi il filmato della mia infanzia in internet, chissà se è possibile. E spero che il Biber mio vicino di casa decida di farsi vedere.