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 2017  marzo 22 Mercoledì calendario

L’amaca

È davvero incauto, da parte dei soldatini di mafia, l’uso della parola “sbirro” a carico degli uomini dell’antimafia. Perché sbirra è la mafia, e i mafiosi l’incarnazione moderna degli sbirri. Secondo il più diffuso sito etimologico on line, lo sbirro, termine dispregiativo di origine medievale, è “il braccio armato del signorotto di turno, che lo impiega per imporre il suo potere al popolo inerme”. È per levare il potere ai signorotti e ai loro sbirri che è nato lo Stato moderno, cui spetta, a nome di tutti i cittadini, il monopolio legittimo della forza.
I mafiosi sono una minoranza che opprime e taglieggia la maggioranza. Dunque la violenza mafiosa è tal quale l’esercizio di una dittatura: io comando, tu obbedisci e taci. Se questo aspetto (la difesa della libertà di tutti dalla violenza di pochi) fosse definito un poco meglio, e un poco più spesso, forse non solo la questione della mafia, ma l’intera questione dell’ordine pubblico farebbe un salto di qualità: dall’isterismo securitario alla mobilitazione delle persone libere contro gli oppressori, come ieri a Locri e in molte parti d’Italia. Non contro i ladruncoli o i disperati: contro gli oppressori, i consapevoli aguzzini di una comunità. Ben prima che l’antistato, la mafia è l’antidemocrazia.