Corriere della Sera, 22 marzo 2017
Cairo: i miei piani per l’editoria. I titoli volano in Piazza Affari
MILANO «È bello aver riportato l’ultima riga del bilancio in positivo», dopo cinque anni consecutivi in forte perdita. Ma se l’estate scorsa Urbano Cairo ha ingaggiato battaglia per conquistare Rcs Mediagroup, vincendola e portando la casa editrice del Corriere della Sera sotto il controllo di Cairo Communication, la sfida per lui possibile non era un semplice ritorno a conti non più in rosso. Gli utili di 3,5 milioni registrati nel 2016 – esercizio gestito da Cairo a partire dal 3 agosto – sono importanti soprattutto perché simbolici. Però è solo il primo passo, ha ripetuto anche ieri. Per il 2017 promette profitti netti «ben più corposi», e l’idea la dà con il numero sul margine operativo lordo in rapporto al fatturato: rispetto a ricavi stimati a 940-950 milioni (+1%, sono già esclusi i 32 milioni legati a contratti cessati a inizio anno), «arriveremo a un Ebitda del 15%, che è un record per il settore in Italia e credo sia un bel risultato anche a livello europeo».
A quel punto, gli analisti che incontrano Cairo alla Star Conference 2017 di Borsa Italiana – record di incontri, per lui: 75 – traducono l’impegno in corposi rialzi dei titoli di controllata e controllante. Rcs tocca un nuovo massimo sui dodici mesi a 1,076 euro, prima di chiudere a 1,04 (+4,95%). Cairo Communication sale fino a 4,35 e con i 4,26 euro della chiusura (+3,90%) segna comunque il nuovo massimo dell’anno.
La spinta viene dalla road map tracciata per centrare gli obiettivi. Realistici, per certi versi cauti, accompagnati da una politica in cui ai tagli si affiancano investimenti e nuove iniziative. Nell’editoria scritta e nel business televisivo.
Cairo annuncia, per esempio, che a La7 e La7D potrebbero aggiungersi due nuovi canali: «Ci sono un paio di cose che ci piacciono. Speriamo che una delle due possa vedere la luce entro il 2017». E dare così già un contributo alla raccolta pubblicitaria lorda Tv, passata da 140,1 a 141,8 milioni.
Alla Star Conference gli analisti sono però concentrati soprattutto sulla carta stampata. I numeri dei periodici Cairo Editore erano in qualche modo attesi: pubblicità su del 7%, a 27,6 milioni, con un boom del 17% nell’ultimo trimestre; andamento positivo dei ricavi da diffusione; margine operativo lordo da 14,6 a 15,2 milioni.
Ben altre, e per ovvi motivi, le attese sulla «sfida Rcs». C’è stato il ritorno all’utile. C’è la Spagna: ieri fonte prima della grande crisi del gruppo, oggi «attività strategica». E poi c’è l’Italia, naturalmente. Dieci giorni fa, proprio in Borsa, Cairo ha presentato L’Economia, il nuovo settimanale gratuito del Corriere di cui può già sottolineare «un successo» che, «anche in termini di raccolta pubblicitaria», replica quello seguito al rinnovamento di Io Donna e Oggi e anticipa il lancio di Sette rivisitato da Beppe Severgnini (appuntamento a fine aprile, uscita anticipata al giovedì). Nella settimana del Corriere della Sera – per il quale «sto rivedendo la mia posizione sul taglio del prezzo» – a questo punto «si apre uno spazio il venerdì». E anche qui potrebbero arrivare nuove iniziative: «Per ora non c’è nulla, ma ci pensiamo». Allo stesso modo è in cantiere una Gazzetta dello Sport «geolocalizzata, con sette-otto edizioni locali», e sono previsti aumenti dei ricavi dagli eventi sportivi (vicino l’accordo con la Rai per il Giro d’Italia).
È anche così, investendo, che il presidente e amministratore delegato Rcs conta di mantenere le promesse. Il traguardo finale, ribadisce, è la remunerazione degli azionisti, dunque il dividendo. Prima c’è però un passaggio obbligato: mettere del tutto a posto i conti. Perciò continueranno le «efficienze», con 42-46 milioni («Magari di più») di costi da risparmiare dopo i 71 centrati nel 2016. La priorità è sempre quella: «Prima cosa», per Cairo, «ripagare il debito».