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 2017  marzo 22 Mercoledì calendario

Restrizioni americane ai viaggi aerei degli arabi

Secondo gli americani, terroristi potrebbero salire a bordo di un aereo e sfruttare per qualche attentato un apparecchio elettronico. Hanno quindi vietato ai passeggeri in partenza per gli Stati Uniti da Giordania, Egitto, Turchia, Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi e Marocco di portarsi dietro gadget elettronici di dimensioni superiori a quelle di un telefonino, vale a dire, in centimetri, 16 di lunghezza, 9,3 di larghezza e 1,5 di spessore. Gli aeroporti colpiti dal divieto sono dieci: Amman, Il Cairo, Istanbul, Gedda, Ryad, Kuwait City, Doha, Dubaï, Abu Dhabi e Casablanca. Le compagnie aeree coinvolte, che organizzano tutti i giorni una cinquantina di voli verso gli Stati Uniti, sono nove: Royal Jordanian, EgyptAir, Turkish Airlines, Saudi Airlines, Kuwait Airways, Royal Air Maroc, Qatar Airways, Emirates ed Etihad Airways. Gli inglesi, con qualche differenza, hanno deciso di applicare le stesse limitazioni. Canadesi e francesi non escludono, e ci stanno pensando. Proteste dai Paesi interessati, specie dalla Turchia. Polemiche e perplessità varie.

Ammettiamo che, per ragioni di salute, io abbia bisogno, durante il viaggio, di un qualche congegno.
Gli apparecchi sanitari sono esclusi dal divieto. Se lei ha questo problema, potrà portarsi a bordo il suo salvavita elettronico.


Ma se io parto e ho bisogno del computer come faccio?
Lo mette nella stiva. Non si potrà salire a bordo col marchingegno, ma lo si potrà riporre in valigia e consegnare al personale. L’obiezione è che mettendo roba in genere costosa nelle valigie si incentivano, durante le operazioni di imbarco o di sbarco, i furti negli scali. Nel 2006 gli inglesi adottarono una misura simile e i furti si moltiplicarono. Si dice che pur di non correre il rischio i viaggiatori potrebbero rinunciare al volo. Il bando sarà attivo da sabato prossimo e durerà fino al 14 ottobre. Aver incluso il periodo estivo è un guaio. I voli tra gli scali interessati e l’America sono, per tutto il 2017, 19.619. Il 70% di questi collegamenti è sottoposto alle restrizioni. Si tratta, al momento, di un milione e mezzo di passeggeri coinvolti.  

C’è un qualche pericolo in vista? Gli americani sanno qualcosa che noi ignoriamo?
Intanto, dall’Isis in rotta a Mosul e a Raqqa, è partito un appello a tutti i combattenti islamici che vivono in Occidente perché si diano da fare e uccidano, con qualunque mezzo e in ogni luogo. Il pericolo insito nelle apparecchiature elettroniche è stato segnalato dai servizi americani, che hanno fatto riferimento a un episodio capitato a bordo di un airbus della somala Daallo Airlines il 3 febbraio 2016: un passeggero aveva dell’esplosivo nel pc e lo fece scoppiare, provocando però solo la propria morte. Secondo i servizi questi aggeggi hanno giocato una parte anche nello schianto del jet russo sul Sinai il 31 ottobre 2015 e hanno avuto un qualche ruolo anche negli episodi capitati negli aeroporti di Bruxelles e di Istanbul. Il segretario Usa alla Sicurezza, John Kelly, ha ricordato che a Washington sta per cominciare il vertice anti-Isis a cui parteciperanno 68 Paesi. La Cnn ha citato un membro dell’amministrazione Trump, secondo il quale c’è stata una minaccia seria da parte della formazione Aqpa, braccio yemenita di Al Qaeda. In Yemen è in corso una guerra civile piuttosto feroce. Del resto anche in Italia è scattata un’allerta, ci sono in giro, se ne sarà accorto anche lei, ottomila soldati che presidiano obiettivi ritenuti sensibili.  

Che hanno deciso di diverso gli inglesi?
I paesi coinvolti sono sei e non otto (hanno escluso Qatar ed Emirati). Il bando colpisce non solo Turkish Airlines, Middle Eastern Airlines, Royal Jordanian, EgyptAir, Tunisair, Saudi Arabia Airlines, ma anche un certo numero di compagnie britanniche: British Airways, easyJet, Jet2.com, Monarch, Thomas Cook e Thomson. Il divieto dei gadget elettronici colpirà i passeggeri in partenza da Turchia, Libano, Giordania, Egitto, Tunisia e Arabia Saudita.  

Proteste?
Soprattutto dalla Turchia. Il ministro dei Trasporti, Ahmet Arslan, ha chiesto agli Usa di «rivedere la decisione o di alleggerire» le misure a cui saranno sottoposti i passeggeri, sottolineando l’impatto negativo che avrebbero sul flusso dei viaggiatori. Anche i sauditi hanno ammonito gli Usa per le conseguenze sulle tratte da Riad e Gedda. Gli analisti europei e americani sembrano in genere perplessi e notano che il bando di Washington colpisce, tra le altre, Emirates, Qatar Airways e Etihad, tre compagnie che hanno messo in crisi le americane Delta Air Lines, American Airlines e United, costrette alla fine a cancellare ogni rotta per il Medio Oriente. Saremmo qui nel campo del «commercio equo» reclamato da Trump da ultimo nell’incontro dell’altro giorno con la Merkel. L’associazione americana «Partnership for Open & Fair Skies» (a cui appartengono i tre grandi vettori Usa, le associazioni dei piloti e quelle degli assistenti di volo americani) sostiene che «dal 2004 i governi del Qatar e degli Emirati Arabi Uniti hanno fornito 42 miliardi di dollari in sussidi e altri benefit» alle tre aziende mediorientali. In pratica, i governi dei tre paesi avrebbero permesso alle loro compagnie di bandiera di fare dumping contro le concorrenti americane.