la Repubblica, 21 marzo 2017
Il 25 marzo blindato. «Dai negozi ai musei non chiudete la città»
Chiusi il Colosseo e la fermata della metro B che porta il nome dell’Anfiteatro Flavio. Chiusi il Foro Romano e Palatino e la Domus Aurea. Chiuso il Vittoriano, i Musei capitolini e le Scuderie del Quirinale. Fin qui le ordinanze della prefettura, emanate ieri in vista del 25 marzo, la giornata in cui in Campidoglio si celebrano i 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma, quelli che nel 1957 diedero vita al primo nucleo della Comunità economica europea.
Ma a far capire che il centro della capitale sarà non solo off limits ma anche quasi vuoto c’è la possibile chiusura anche del liceo Visconti di piazza del Collegio Romano e del cosiddetto “Viscontino”, la media di via Quattro Novembre. E, insieme, quella di diversi negozi, come stanno valutando di fare parecchi commercianti. Per quanto riguarda le scuole, la decisione verrà presa nelle prossime ore dal prefetto Paola Basilone che ieri ha presieduto la riunione del comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza a cui ha partecipato anche il questore Guido Marino e il comandante provinciale dei carabinieri Antonio De Vita.
Sui negozi, invece, è di ieri la presa di posizione del presidente di Federmoda, Massimiliano De Toma secondo il quale «molti commercianti potrebbero abbassare le serrande». Il perché lo spiega David Sermoneta, presidente della Concommercio centro: «Siamo avvelenati, perché il diritto di manifestare non può prevaricare il diritto al lavoro che viene ignorato», afferma. «Nella zona del Tridente-piazza di Spagna – aggiunge – i negozi non chiuderanno perché si tratta della zona protetta dove le manifestazioni non passano. Il centro è blindato, ma proprio per questo motivo il rischio è di avere un’altra giornata persa» conclude.
Più ci si avvicina al 25, insomma, più montano le polemiche parallelamente all’allerta in vista di 24 ore caldissime: 40 capi di Stato e di governo arriveranno in città pronti per una celebrazione blindatissima in Campidoglio. Ai margini si muoveranno, fin dalle 11 del mattino, quattro cortei critici contro «questa Europa». Per questo, per cercare di avere il controllo totale della situazione, il piano di sicurezza messo a punto dalla questura ha previsto l’installazione di cento telecamere in più, attive già da giovedì e dislocate (a vista o nascoste) lungo i percorsi dei cortei (che interesseranno varie zone, da San Paolo alla Bocca della Verità all’Arco di Costantino all’Esquilino) e delle due aree di massima sicurezza. Quella più blindata è stata definita “blu”, dal colore della bandiera europea e sarà quella dove graviteranno i leader della Ue. Si snoda da via Petroselli fino a via del Plebiscito e via IV Novembre comprendendo Campidoglio, piazza Venezia e i Fori Imperiali. La questura ha predisposto 22 varchi di accesso a partire dalle 19 di venerdì 24 e fino al giorno successivo, quando sarà interdetto il traffico ad auto e pedoni. La “green area”, invece, racchiude la zona da piazza Venezia fino a via del Tritone, comprendendo Quirinale, Prefettura e via del Corso. Qui saranno 18 i varchi di accesso attivi dalle 6 di sabato 25 marzo. Anche in questo caso sarà vietato il traffico veicolare e pedonale a partire dalle 7 di sabato 25 marzo. Potranno accedervi solo i residenti.