Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  marzo 21 Martedì calendario

Federer, sorrisi e pochi tornei, così ha battuto età e avversari

Altri novanta di questi tornei (vinti). Cosa altrimenti si può augurare al Federer che ha trionfato a Indian Wells? All’età di 35 anni e 8 mesi poi: il più anziano vincitore di un Master 1000.
Ma come fa, si chiedono gli appassionati (e gli avversari pure...). «Lui sa come si fa, come funziona il tennis. È un campione» risponde, semplicemente, Pino Carnovale, che è il responsabile della preparazione fisica degli azzurri. «Ha preso tutto il suo tempo dall’infortunio, tanti tennisti invece accelerano. Così facendo ha distribuito il carico del lavoro con tutta calma. E poi ha il timing, un gesto sportivo sopraffino, è tecnicamente superiore».
Effettivamente una cosa l’ha detta, il grande Roger, nel deserto californiano: «Non voglio più giocare per compiacere gli altri. Di certo non voglio giocare troppo, non voglio stancarmi di viaggiare e giocare, non voglio partecipare a un torneo solo per fare un favore a qualcuno, senza aspirazioni. Non è per questo che continuo a giocare». Ma altre perle di saggezza ha distribuito, lo svizzero, dopo il suo secondo titolo del 2017: «Non si giocano solamente finali dello Slam, bensì si parte sempre da zero. Bisogna farsi strada attraverso i primi turni».
Ma cosa ha mostrato il Federer di questo inizio stagione? Innanzitutto che si sta muovendo meglio che nel 2014. Ha perso peso, ha cambiato la sua preparazione, includendo nel lavoro più esplosività e flessibilità. Oggi ha più capacità di resistenza rispetto a due anni fa, risultato di questo esercizio aerobico. Questo è stato fondamentale per la qualità delle sue prestazioni. Ma Federer è anche altro, e questi sono i segreti della sua longevità.
IL NUMERO DEI TORNEI
Pochi. Meno degli altri giocatori. «La classifica è assolutamente secondaria per me. Decido in base a quello che mi permette di rimanere integro e alimentare la mia motivazione. Voglio giocare in modo che chi mi guarda abbia davanti a sé un tennista che abbia voglia di essere in campo. L’ho promesso a me stesso, questa sarà la mia mentalità».
I COACH
Severin Luthi è quello storico, oggi c’è Ivan Ljubicic che ha preso il posto di Stefan Edberg. «Severin ha sempre degli spunti che io tendo a dimenticare, Ljubo mi ricorda quanto faccio di buono. Con loro il feeling è totale».
IL PREPARATORE ATLETICO
Pierre Paganini, sempre lui sin dagli inizi della carriera. «La passione di Roger per l’allenamento e il tennis è grande, forse ancora più grande di quanto avessi mai potuto pensare. Ma d’altronde come può non avere passione uno che ogni giorno si allena sempre col sorriso? Se non avesse più voglia non giocherebbe, e invece è come se avesse venticinque anni, non trentacinque...».
LA FAMIGLIA
Al centro di tutto c’è lei, Mirka Wawrinec. Moglie e mamma, il vero segreto di Federer: garantisce affetto ed equilibrio, distribuiti in egual modo tra il marito e i quattro gemelli.
LA RACCHETTA
Da venticinque anni Roger usa una Wilson, ma quella attuale è diversa dalle precedenti: il profilo più ampio è in grado di aumentare significativamente la potenza del colpo, e l’ovale più grande rispetto alle generazioni precedenti gli offre un centro di percussione più largo.
GLI INFORTUNI
A parte la mononucleosi del 2008, l’unico infortunio è del 2016, il ginocchio destro. «Pensavo che avrei concluso la mia carriera senza operazioni: è stata una delusione».