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 2017  marzo 21 Martedì calendario

Tra i ragazzi (18-24 anni) il Fronte primo partito

Si è tentati spesso di accomunare gli eventi antisistema dell’ultimo anno: la Brexit, l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, la quasi certezza di Marine Le Pen di qualificarsi per il ballottaggio in Francia. Tra le tante differenze, spicca quella del voto dei giovani. In Gran Bretagna oltre il 60 per cento nella fascia 18-24 ha votato per restare nell’Unione Europea, e negli Stati Uniti solo il 37 per cento dei 18-29enni ha votato per Donald Trump. In Francia, per il momento, i ragazzi sembrano preferire soprattutto l’astensione: uno su due non ha intenzione di votare. Ma gli altri mettono al primo posto Marine Le Pen, seguita da Emmanuel Macron. Secondo un’indagine Ifop per l’associazione Anacej diffusa il 17 marzo, solo il 52 per cento dei giovani tra i 18 e i 25 anni dice di voler votare, e la percentuale diminuisce al 50 per quelli che sono chiamati alle urne per la prima volta. La candidata preferita è Marine Le Pen con il 29 per cento delle preferenze, livello più alto rispetto alla popolazione complessiva dove si ferma al 26,5 per cento. Emmanuel Macron è l’altra personalità più seguita, con il 28 per cento. I ragazzi pronti a eleggere Marine Le Pen appartengono in maggioranza (54 per cento) alla classe operaia, la grande vittima della globalizzazione (mentre quelli pro-Macron sono soprattutto giovani urbani bene inseriti nella società). A determinare l’interesse per Le Pen, più che la chiusura agli immigrati, è la disoccupazione: bassa in Gran Bretagna e Stati Uniti, alta in Francia dove colpisce soprattutto i giovani sotto i 25 anni: uno su quattro non ha lavoro.