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 2017  marzo 21 Martedì calendario

«Come sta Penelope?». Le figuracce dei politici interrogati dai bambini (e Marine resta a casa)

PARIGI «Le manca di non essere padre?», «Quante sono adesso le regioni francesi?», «Come sta sua moglie Penelope?», «Che significa essere di destra o di sinistra?», «Qual è stata la stupidaggine più grande che ha fatto a scuola?», «In che contenitore della spazzatura si mette la lampadina?», «Ci fa un “dab”?». Benedetta infanzia.
Prima del dibattito di ieri sera in diretta tv i candidati hanno accettato di farsi interrogare da una classe di bambini tra gli 8 e i 12 anni, per la trasmissione «Au tableau!!!» (Alla lavagna!) andata in onda domenica sera. In qualche caso Emmanuel Macron, François Fillon, Benoît Hamon e Jean-Luc Mélenchon sono sembrati più in difficoltà del solito. Di sicuro più veri.
L’idea fa parte di un filone di moda piuttosto contestato, cominciato con il divano confidenziale del programma «Une ambition intime» andato in onda in ottobre: mostrare anche il lato personale degli uomini politici, al di là dei programmi. Una concessione al populismo e al degrado della politica, secondo alcuni.
Ma se in quella trasmissione il rischio era la complicità dell’intervistatrice Karine Le Marchand con l’ospite, i bambini di «Au tableau!!!» sono riusciti invece a spiazzare i pretendenti all’Eliseo, pungendoli nel vivo. Marine Le Pen deve avere capito che lasciarsi interrogare alla lavagna sarebbe stato un esercizio rischioso, e infatti è stata l’unica a non accettare l’invito.
I più a loro agio sono sembrati Emmanuel Macron e Benoît Hamon. «È ancora amico di François Hollande?», ha chiesto un bambino a Macron, e l’ex ministro dell’Economia ha risposto – dopo avere deglutito – che «la vita politica ci ha separati, ma ho una grande opinione di lui e infatti non ne ho mai parlato male. Non si è candidato per colpa mia? Non credo».
Macron ha anche spiegato alla piccola Fleuraline di avere scelto di non avere figli perché sua moglie Brigitte (di 24 anni più grande) ne aveva già tre «e sarebbe stato egoista da parte mia. Li considero figli miei, ci sono ormai tante famiglie diverse e vanno tutte bene, tranne quelle in cui non ci si ama».
Fillon più ingessato si è prestato al gioco, sbagliando il numero delle regioni e riluttante a fare il gesto hip-hop del «dab» (ma poi ha acconsentito ridendo). La sua più grande marachella? «Una manifestazione al liceo contro il prof di inglese chiaramente incompetente». Che ragazzaccio, questo Fillon.