il Fatto Quotidiano, 21 marzo 2017
Ignoto 1- Dna, la serie Sky non banchetta con la “nera”
Con il docufilm in quattro puntate Ignoto 1-Dna di un’indagine anche Sky si è iscritta al gran ballo della cronaca nera; di per sé una notizia, visto che pur disponendo di un canale all news la piattaforma di Murdoch evita di insistere sui fatti di sangue (mentre Rai e Fininvest non dispongono, però insistono). Ma questa coproduzione cui partecipa la Bbc (SkyTg24, domenica sera) non è un’inversione di rotta. Tecnicamente è un documentario d’autore, alla Gianfranco Rosi. Ed è una sfida mediatica: anche il più scabroso dei temi, quale fu l’omicidio di Yara Gambirasio, si può trattare in chiave dolente quanto asciutta, attraverso le testimonianze dei diretti interessati, senza mediazioni né enfasi, alla faccia dello storytelling. Il pm Letizia Ruggeri esce dal riserbo per raccontare le tappe di un’indagine che ha segnato nuove frontiere della scienza; e come la genetica sia il vero schedario in cui siamo tutti iscritti. Pare poco, ma quel poco è tutto. Da Cogne in poi abbiamo visto la qualsiasi; plastici, intercettazioni recitate come il Macbeth, inviati costretti a presidiare i citofoni degli indagati e a perlustrare la scena del crimine, per non parlare degli opinionisti cui non sfugge un cadavere con l’unico movente di avere una scusa per andare in video. Cominciavamo a sospettare che il solo modo per trattare i fatti di sangue fosse la soap-opera; Ignoto 1-Dna di un indagine dimostra il contrario. E insinua che tra i colpevoli può esserci il maggiordomo. Ovvero, la Tv.