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 2017  marzo 21 Martedì calendario

Dopo Alfano, ecco il partito di Zanetti-Verdini

Ex montiani, verdiniani più o meno convinti, berlusconiani pentiti, fittiani di passaggio, tosiani delusi e pure qualche deluchiano. Tutti uniti sotto il nome di Cittadini per l’Europa. Si dovrebbe chiamare così il nuovo partitino di area moderata e centrista pronto a nascere fuori dalle aule parlamentari, dopo che alla Camera e al Senato si sono già fatte le prove generali con i gruppi riuniti sotto un impegnativo nome che suona più o meno così: Ala – Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare. Ad annunciare la nuova denominazione e la voglia di misurarsi anche al di fuori dei giochi di palazzo è stata una pasionaria della Dc salernitana del calibro di Eva Longo, senatrice di Ala che ha seguito Denis Verdini dopo la rottura con Silvio Berlusconi, pur avendo passato una fase (per quanto breve) in cui veniva arruolata nelle truppe di Raffaele Fitto.
Ai microfoni di AgendaPolitica.it, network salernitano, la numero due di Ala-Sc a Palazzo Madama ha bruciato tutti sul tempo (compreso il leader degli ex montiani Enrico Zanetti) spiegando che «è questione di giorni, ci sarà la fusione ufficiale di Ala e Scelta Civica e ci chiameremo Cittadini per l’Europa». Il motivo? «L’Italia ha bisogno di un centro moderato, che porti avanti le istanze della comunità nazionale e soprattutto i temi caldi di questo momento: occupazione, sviluppo economico, ambiente, lavori pubblici, salute dei cittadini». Quanto poi alle votazioni in aula sul ministro Luca Lotti e sul senatore berlusconiani Augusto Minzolini, i cui esiti hanno fatto gridare allo scandalo sia a sinistra che tra i 5 Stelle, la Longo spiega che quei voti «attengono alla libera coscienza di ogni parlamentare, senza condizionamenti politici».
Polemiche a parte, il nuovo partito erede almeno in parte dell’esperienza di Mario Monti sembra destinato a partire. Magari con un Verdini meno esposto, soprattutto dopo le ultime grane giudiziarie che gli sono piovute sulla testa, anche se nel gruppo alla Camera spiccano i nomi dei suoi fedelissimi.
La nascita di Cittadini per l’Europa arriva a pochi giorni dalle campane a morto suonate da Angelino Alfano per il Nuovo Centrodestra, che dopo quasi 4 anni di onorato servizio viene mandato in soffitta per fare spazio a una nuova formazione dal nome decisamente meno compromettente: chiamandosi Alternativa Popolare (e non Area Popolare, dato che la partnership con l’Udc è fallita), gli alfaniani e i cattolici vicini a Maurizio Lupi potranno continuare a stringere alleanze con il Pd in versione renziana senza farsi troppi problemi sulle contraddizioni nei termini. Sia Cittadini per l’Europa che Alternativa Popolare guardano infatti a Matteo Renzi, auspicando una sua vittoria al congresso del Pd, anche perché con Andrea Orlando o Michele Emiliano alla guida dei dem lo spazio per un accordo con loro sarebbe davvero poco. L’area di centro spostata verso Renzi è sempre più affollata, se si considerano anche i Moderati di Giacomo Portas (che pure volevano partecipare al congresso del Pd) e anche i Centristi per l’Europa del redivivo Pierferdinando Casini che possono contare sul ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti.