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 2017  marzo 21 Martedì calendario


Buffon nell’Olimpo. Contro l’Albania Gigi sarà leggenda. Solo lui e Maldini nell’Italia dei mille

Diceva Alessandro Del Piero che ai record non ci si abitua mai, perché non sono solo celebrazioni ma stimoli a fare meglio. Gigi Buffon ha appena raggiunto quota 39.706, cifra che lo incorona bianconero con più minuti giocati in Serie A, e venerdì taglierà un nuovo traguardo: con la Nazionale giocherà contro l’Albania la gara numero 1.000 della sua carriera da «grande» (nel conteggio sono state considerate solo le partite in prima squadra, sono escluse quindi quelle con le Nazionali giovanili, Under 21 compresa). Gigi non vive con l’ossessione dei record: ce lo spiega la sorella Guendalina, primogenita degli atleti di casa Buffon, con un’ottima carriera nel volley fra club e nazionale (anche l’altra sorella, Veronica, è un’ex pallavolista). «Per lui il calcio è sempre stato solo divertimento – racconta Guendy –. Ha sempre detto “vado avanti finché mi diverto, finché mi regge il fisico”, ma non fa caso a record o a quello che si dice di lui. Domenica dopo la partita con la Samp abbiamo mangiato tutti a Carrara dai nostri genitori per la festa del papà. A un certo punto mio cognato ha tirato fuori un’altra bottiglia e Gigi ha chiesto: “Cos’altro c’è da festeggiare?”. Gli abbiamo detto noi che avrebbe tagliato il traguardo delle 1000 partite».
LA COPPA CHE MANCA Buffon è l’uomo dei primati, dei premi (quello a cui tiene di più è il riconoscimento di miglior portiere del XXI secolo, assegnatogli dall’Iffhs nel 2012) e delle imprese impossibili. Nel 2015-16 ha scalato anche la classifica dell’imbattibilità: 973’ senza subire reti, meglio di Seba Rossi. Se arriverà a Russia 2018, diventerà l’unico ad aver preso parte a 6 Mondiali. Intanto è l’azzurro con più presenze in assoluto (167) e con la gara di qualificazione al prossimo Mondiale raggiungerà Paolo Maldini in quadrupla cifra (Paolo è a 1028: nessun altro italiano ha superato le mille presenze). Però c’è un primato che in famiglia è detenuto dalla sorella: «L’unica ad aver vinto una Coppa dei Campioni sono io –, dice Guendy, che l’ha conquistata nel ’96 col Matera –. Ho avuto anche il premio individuale (miglior servizio della Final Four, ndr). Questo è un record che non mi ha ancora tolto. Ma gli cederei la Champions volentieri: per ciò che ha fatto sarebbe un bel coronamento di carriera. La merita». 
LEADER E SCELTE Buffon possiede il dono del comando. Un leader guida il gruppo nei momenti di burrasca e in quelli di allegria. Gigi è per la Juventus quello che Maldini è stato per il Milan: un totem. Un leader sa quando deve alzare la voce: dopo la sconfitta di Sassuolo (2015) Gigi si presentò in tv dicendo che non voleva più fare figure da pellegrini. Così è arrivato il quinto scudetto di fila bianconero, quello della storia; adesso insegue il sesto, per la leggenda. Il legame tra lui e la Juve è diventato indissolubile nel 2006: quando era il miglior portiere del pianeta e aveva appena vinto il Mondiale, rispose «no grazie» ai club che lo volevano per accompagnare la Signora negli inferi della B. 
BASTA CORRERE Buffon è una bandiera ma anche un fenomeno, uno dei migliori portieri del mondo e uno dei più forti calciatori italiani di tutti i tempi. Esplosivo, abile nelle uscite alte e basse (anche se papà Adriano gli rimprovera spesso di rintanarsi troppo nel suo igloo), reattivo, bravo con i piedi. «Da bambino giocava come centrocampista o attaccante e segnava una caterva di gol – ricorda la sorella –. Poi da un giorno all’altro ha detto: “Io mi sono stufato di correre”. Proprio così. E ha deciso di mettersi a fare il portiere». Dietro al ruolo di numero uno si nasconde una forma di narcisismo e di protagonismo esasperato (parole sue). Buffon più che un solitario si autodefinisce un introspettivo. «È il nostro monumento», è la sentenza senza appello di Guendalina, che ancora oggi lo chiama «cucciolone». SuperGigi ha iniziato a stupire nel 1995, con grandi parate su Robi Baggio e Weah. In quasi 22 anni ha fermato Ronaldo, Zidane, Inzaghi e altre decine e decine di campioni. Continuerà a proteggere la sua amata porta finché gambe, testa e cuore reggeranno.