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 2017  marzo 19 Domenica calendario

Nasce Alternativa popolare Alfano: ci verranno a cercare

ROMA «Andremo avanti da soli perché chi vincerà le elezioni dovrà venire a cercarci: non avranno i numeri per governare e saranno loro a cercare noi, non il contrario... E noi diremo loro: “Avete fatto i fenomeni? Ecco il nostro programma... Se non vi sta bene alleatevi con i lepenisti e i populisti.... con quelli delle ruspe e dei vaffa”».
Ha un sapore decisamente proporzionale il discorso con cui Angelino Alfano celebra il funerale annunciato del Nuovo centrodestra e la contestuale nascita di Alternativa popolare: «Giriamo pagina, ma non è una svolta a sinistra. La nostra famiglia sono i popolari europei. Non siamo certo “eurocontenti” ma l’Unione ci ha garantito la pace e la prosperità e l’euro ha salvato stipendi e valore delle case».
Dunque, insiste il ministro degli Esteri, «quando manca un anno alle elezioni, uniamoci ora o mai più, per intercettare i voti dei milioni di liberali che non stanno con i lepenisti e non possono votare Pd». Il messaggio è per «gli amici con gli stessi ideali»: e l’amo di Ap sembra affondare nelle acque di Stefano Parisi che, con il suo Movimento «Energie per l’Italia», farà il debutto nazionale a Roma il 1° aprile.
Il partito di centro che verrà, annuncia Alfano davanti ai delegati riuniti nella sala che di recente ha ospitato la direzione del Partito democratico, «farà le primarie per il leader e i parlamentari: uniamoci e poi sarà il popolo a scegliere chi guiderà la nuova creatura». Applausi e qualche mugugno. In sala, a vigilare, c’è Giacomo Portas (proprietario del simbolo «I moderati» che faceva gola ad Ap): «I moderati restano nel Pd». Il partito che vuole presidiare il centro cambia il nome (via la parola destra) e muta il simbolo (cuore d’oro in campo azzurro). Ma rimangono i volti della politica locale e nazionale che hanno accompagnato la breve vita del Ncd iniziata nell’autunno 2013 dopo la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi (fuori l’ex Iena Enrico Lucci mette in scena un funerale e alcuni dirigenti del partito protestano con la Rai). Sul palco Maurizio Lupi è il gran cerimoniere, in prima fila ci sono Fabrizio Cicchitto, i ministri Lorenzin e Costa, il viceministro Casero, l’ex sindaco di Milano Albertini, l’ex governatore Formigoni, i sottosegretari Gentile e Castiglione, le sottosegretarie Vicari e Bianchi, l’ex Csm Marotta. Insomma, al battesimo di Ap c’è anche molto governo che, tra l’altro, non rinuncia a parcheggiare le auto blu sul marciapiede di via del Babuino. E poi Ap ha fatto il suo test nel 2014 in Calabria con il ticket Nico D’Ascola-Tonino Gentile: «Abbiamo preso il 9 %».
Alfano lancia «la rivoluzione del fisco all’americana che permette di scaricare tutte le spese in modo che tutti paghino le tasse. Un patto sociale per pagare le bollette ai nuovi poveri, incentivi fiscali alle imprese che assumono, un piano per il rilancio dell’edilizia». Infine, una campagna per ridare l’onore ai dipendenti pubblici che lavorano bene perché, alza la voce il ministro che pure ha avuto grattacapi a causa di un fratello assunto come dirigente alle Poste, «basta con questa retorica del fannullonismo...».