Corriere della Sera, 19 marzo 2017
Alice, da mascotte a «cattivo tenente»: mi attaccano perché misogini
Sembrava una ragazza timida, il 29 maggio 2015, quando un Beppe Grillo poco convinto scese dalla collina di Sant’Ilario per fare un comizio in piazza De Ferrari insieme alla «sua» aspirante presidente della Regione Liguria. «La nostra Alice è una sconosciuta? Bèlin, la conosco poco anch’io, ma l’importante è che sia sconosciuta alle procure». Questa la battuta migliore rimasta impressa nel taccuino.
La famiglia
Era arrivata da poco, sulla terza onda, quella generata dalle elezioni politiche del 2013. Giovane, colta. Laureata in Lingue, un master, una curiosità che l’aveva portata anche a frequentare un corso per agenti spedizionieri. Famiglia benestante e militante, con mamma Annalisa, appassionata di botanica, che da tempo aveva sposato la causa M5S. Alice era ben presto diventata la mascotte del Meet up storico, di nome e di fatto. L’epopea genovese di M5S verrà ricordata per il «Fidatevi di me» scolpito sul blog da Beppe Grillo. Ma c’è dell’altro. La mutazione in atto all’interno di M5S, il cambio di stagione e di persone. E nulla spiega quel che sta accadendo più della parabola di Alice Salvatore, che racchiude la prevalenza del rapporto fiduciario con i vertici sulla semplice militanza. I suoi detrattori, che non sono pochi e non si trovano solo tra i fuoriusciti di M5S, le hanno affibbiato il soprannome di Dama, con colore cangiante a seconda dell’umore. I più cattivi la chiamano «Il cattivo tenente», per il modo di fare casermesco. L’unica cosa certa è che ci sono le sue impronte digitali su questa implosione, questa romanizzazione del M5S genovese. È stata proprio sua madre a prevedere quel che sarebbe poi accaduto, auspicando il ritiro del simbolo del Movimento da parte di Grillo alla lista uscita vincitrice dalle Comunarie. La circostanza è sembrata sospetta ai più, una anticipazione ben informata più che una profezia. Sua figlia si è difesa su whatsapp con gli ormai ex amici, che hanno riportato i suoi messaggi: «Ce l’hanno con me perché sono misogini, io sono qui solo per lavorare, la Cassimatis probabilmente non si trovava bene nel Movimento, non scambiatemi con Grillo».
L’ascesa
Nel 2014 Alice viene candidata alle Europee e si mette in mostra per un attacco ai consiglieri comunali pentastellati, a suo dire troppo di sinistra e per questo colpevoli di non chiedere mai la testa del sindaco Marco Doria. In campagna elettorale non tutto fila liscio. Litiga con i garanti, due parlamentari di Savona, che devono gestire le apparizioni dei vari candidati. Lei va a tutti gli incontri, non solo a quelli riservati a lei, sconfina anche in Piemonte. Non viene eletta. Cambia strategia, puntando di più sulla comunicazione web. E ottiene la nomination per le Regionali, dove sarà la consigliera più votata di Liguria. A quel tempo risalgono i corsi a Roma. Stringe rapporti con il mitico «staff», ha contatti frequenti con Luigi Di Maio e Massimo Bugani in conto Casaleggio&Associati. Diventa la garante della linea decisa tra la capitale e Milano che non ama l’indipendenza mostrata dai locali. L’investitura non ha alcuna ufficialità. Alice è capogruppo in Regione, null’altro. Ma quando comincia a essere scortata da Daniele Tizzanini, l’ultrà del Genoa dal passato piuttosto complicato che di solito fa da ombra a Grillo, gli idealisti grillini genovesi della prima ora capiscono di aver perso la partita.
Le Amministrative incombono. La base vuole il dibattito. Lei crea una rete parallela di incontri. A febbraio l’assemblea le chiede di smetterla di agire in autonomia, senza alcun mandato. La mozione viene approvata con 102 voti favorevoli. Solo cinque gli astenuti. Tra loro c’è Luca Pirondini, il candidato prescelto da Alice Salvatore, suo ex portavoce per le Regionali. Con l’approvazione dello staff disegna un percorso per lui. E perde comunque, prima del ribaltone certificato dall’alto con una votazione estesa a tutta Italia, perché a Genova non c’erano certezze. Alice Salvatore vince ancora. Ma è una vittoria molto imparentata con Pirro.